per dare un volto al fenomeno migratorio

Una storia di dolore, resistenza e speranza: all’Officina Badoni la testimonianza di Yusuphe

Giovedì 19 febbraio alle 20.30 una serata dedicata al tema delle migrazioni, della memoria e della dignità umana

Una storia di dolore, resistenza e speranza: all’Officina Badoni la testimonianza di Yusuphe

Un viaggio di dolore, resistenza e speranza: Officina Badoni di Lecco ospita la testimonianza di Yusuphe. L’appuntamento è per giovedì 19 febbraio alle 20.30 all’Officina Badoni per una serata dedicata al tema delle migrazioni, della memoria e della dignità umana. L’evento è organizzato dall’Associazione OGVN e dell’associazione culturale R-Evolution, in collaborazione con ResQ Valmadrera.

Una storia di dolore, resistenza e speranza: all’Officina Badoni la testimonianza di Yusuphe

Protagonista della serata sarà Yusuphe, che porterà la sua testimonianza diretta di un lungo viaggio iniziato in Gambia, proseguito attraverso il deserto del Sahara e culminato in Libia – terra di dolore, violenze e privazioni – fino alla paura del Mediterraneo e infine alla forza di continuare a vivere con il suo approdo a Lecco.

“La testimonianza di Yusuphe non sarà solo un racconto – spiegano gli organizzatori della serata – ma un momento di ascolto profondo e collettivo, capace di dare un volto e una voce ad un fenomeno che troppo spesso si ferma all’essere strumentalizzato come un titolo di giornale, generando spaccature nel nostro Paese”.

Ad accompagnare questo momento, vi sarà un artista che realizzerà un’opera pittorica dal vivo, che realizzerà un’opera pittorica dal vivo, lasciando che colori e forme nascano in dialogo con le parole di Yusuphe.

Un gesto artistico e simbolico, che trasformerà la testimonianza in immagine, emozione e memoria condivisa. Il quadro realizzato durante la serata verrà donato a Yusuphe, come segno di riconoscimento, rispetto e restituzione.

L’iniziativa nasce dalla volontà delle associazioni promotrici di creare spazi di incontro, riflessione e consapevolezza, “dove cultura, arte e impegno civile si intrecciano per costruire una narrazione diversa, più vera e più umana, dei fenomeni migratori”.

“Una serata che parla di ferite e rinascite. Una serata che ci riguarda tutti”, concludono gli organizzatori.