Una folla commossa all’ultimo saluto dell’imprenditore Sergio Longoni.
Quest’oggi, sabato 2 maggio 2026, nella chiesa di Barzanò si sono svolte le esequie dell’imprenditore brianzolo scomparso mercoledì all’età di 83 anni.
L’ultimo saluto all’imprenditore Sergio Longoni
Nato e cresciuto in paese, Longoni è stato il fondatore nel 1972 del marchio Longoni Sport, attività nata dal piccolo negozio di calzature del padre e trasformata in un gruppo capace di impiegare 650 dipendenti.

Dopo la cessione dell’azienda nel 1999, nel 2002 aveva iniziato una nuova esperienza imprenditoriale con la catena Df Sport Specialist, marchio focalizzato sul mondo della montagna e dell’outdoor con sede a Bevera di Sirtori.
Presidente onorario del Cai di Barzanò, l’imprenditore era noto per la promozione di eventi sportivi e per il sostegno a spedizioni alpinistiche internazionali.
L’omelia di don Bruno Marinoni
Durante la celebrazione, don Bruno Marinoni ha ripercorso il profilo umano dello stimato imprenditore, sottolineandone la determinazione e la vitalità.
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«La sua testardaggine non era un difetto – le parole di don Bruno Marinoni – ma significava voglia di arrivare fino in fondo nelle cose. Non si accontentava mai, cercando di fare il meglio possibile e insegnando a tanti a essere efficaci e a voler fare le cose bene».
Il sacerdote ha poi richiamato la passione per la montagna, trasmessa attraverso gesti e iniziative che hanno segnato la vita del territorio.
«La sua vita l’ha vissuta intensamente, non poteva fare a meno di stare in movimento – ha proseguito il celebrante – con questi gesti testimoniava qualcosa per cui valeva la pena vivere. Una passione che deve essere trasmessa e che dobbiamo alimentare tutti noi, come faceva lui».
Don Bruno ha concluso l’omelia evidenziando lo sguardo sempre rivolto al futuro dell’imprenditore, nonostante la consapevolezza delle proprie condizioni di salute.
«Nonostante avesse consapevolezza di quello che accadeva, guardava sempre avanti – ha aggiunto don Bruno Marinoni – mi piace pensare che adesso non stresserà più la sua famiglia per i nuovi negozi ma stia bussando a San Pietro per mettersi d’accordo».
I ricordi
La figlia Francesca ha aperto i ricordi con parole che mescolavano gratitudine e dolore.
«Questi due anni sono stati tosti, ma ci hai aiutato tu come sempre, papà, con la vita e con lo sguardo verso il futuro. La malattia aveva chiuso una via, ma tu ne hai aperta un’altra». In questi giorni, ha detto, sono arrivate tantissime testimonianze di persone che lo hanno conosciuto e voluto bene. «Uomo onesto, generoso e umile, sei partito da Barzanò e hai costruito un’azienda conosciuta ovunque. Eri un leader carismatico e sicuro, ti avremmo seguito tutti, ci avresti protetti, avresti preso sulle spalle il carico più grosso. Io, Dani e mamma non abbiamo sofferto la tua assenza perché c’eri sempre. Sei stato un nonno straordinario, li hai vissuti davvero, tra mille impegni, moltiplicandoti. Come si riempie un vuoto? Non si riempie. Lo trasformi. Prima sono lacrime e pensieri, poi diventa terra, e quella terra diventa vita in cui si piantano semi». Un ultimo pensiero Francesca lo ha rivolto allo staff dei medici che non hanno mai mollato nella cura fino all’ultimo. Ha chiuso leggendo una poesia di Antonia Pozzi, la poetessa di Pasturo. «Ciao, uomo infinito».
Don Giuseppe Scattolin, che un anno fa aveva lasciato queste terre, ha mandato il suo saluto da lontano. «Lasciai anche Sergio. Ci saremmo dovuti trovare, ma non ci siamo riusciti. Lo salutai una mattina al telefono: mi espresse il suo timore e mi chiese la benedizione per sé, per la sua famiglia e per i suoi dipendenti. Non lo vidi più. Ci vediamo ora, caro Sergio. Addio a un imprenditore visionario, un uomo di montagna. Da un negozio di scarpe ha fatto tantissima strada, conoscendo tante persone. Il paradiso in terra è l’amore per Dio, l’amore per il prossimo e l’essere sempre cordiali. Tutto il resto passa, solo l’amore resta. E qui Sergio la propensione ad amare e servire il suo paese l’ha sempre avuta, e ha sempre avuto una bella amicizia con tutti, che è stato il fiore del suo vivere. Ciao Sergio».
La figlia Daniela ha parlato con la voce di chi conosce un padre in ogni sua sfumatura. «Mi piace pensarti seduto in una baita, sorridente. Eri il mio rifugio preferito. Sono orgogliosa di te e del nome che porto, lo sono sempre stata. Papà straordinario, mi hai cresciuta e mi hai insegnato che le cose fatte senza cuore non vengono bene e non ci piacciono. Il cuore lo hai messo in tutto e lo hai donato a chiunque. Hai sempre messo le altre persone al centro, anche prima di andartene ti sei preoccupato per noi. Ora non ti devi preoccupare. Noi andremo avanti con la massima dedizione. Grazie papà per questa vita, perché tutto quello che c’è di bello in me me lo hai dato tu».
I nipoti hanno affidato il loro saluto a parole semplici e piene. «Se ti penso, vengono solo bei ricordi. Avevi un sorriso puro e sincero. Grazie per ciò che sei stato e per tutto quello che hai fatto per noi e per la comunità. Fai buon viaggio. Eri un punto sicuro, mi sentivo libero di parlare con te. Con le tue parole e i tuoi consigli mi aiutavi a superare gli ostacoli. Grazie per tutto ciò che ci hai dato».
I collaboratori di Sport Specialist hanno portato il saluto di una grande famiglia. «Caro signor Longoni, ci hai insegnato tante cose: a vivere e a prenderci cura gli uni degli altri come una grande famiglia. Non c’è stato un giorno in cui non sei stato al nostro fianco, non ci hai mai abbandonati e sei sempre stato il primo ad accoglierci con un abbraccio e un conforto. Caro Sergio, oggi non salutiamo il nostro presidente. Oggi salutiamo il nostro capo famiglia. Ciò che siamo lo dobbiamo a lei, che ci ha trasmesso i suoi valori. Siamo fieri di averla avuta nelle nostre vite».
Il Cai di Barzanò ha chiuso i saluti con le parole di chi ha condiviso con lui sentieri e vette. «Presenza costante, semplice e vera. Un sacco di tempo e mille avventure insieme. Le tue parole e la tua presenza ci hanno sempre scaldato il cuore. Ci sei sempre stato, con un appoggio totale e incondizionato. Regalavi a ciascuno la tua autenticità. Caro Sergio, il tuo sorriso ci accompagnava sempre. Sarai con noi anche nelle nostre uscite future. Ora sei in cielo a riposarti, dopo la salita più dura: quella della vita. Ciao Sergio».