Attualità
Convenzione Paritarie

Un banco per una poltrona (la Sinistra scambia Lecco)

di Paolo Trezzi

Un banco per una poltrona (la Sinistra scambia Lecco)
Attualità Lecco e dintorni, 16 Luglio 2022 ore 17:46

Il dibattito sulla convenzione tra Comune di Lecco e Associazione scuole dell'infanzia paritarie non si è certo concluso con l'annuncio dell'accordo finalmente trovato. Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Paolo Trezzi.

Convenzione tra le parti "tra reciproche lodi"

 Dopo mesi di manfrine sulle scuole paritarie è stata sottoscritta la nuova Convenzione tra le parti.
Come quali parti?
Comune e Associazione Paritarie
Da una parte chi gestisce e spende i soldi di tutti i Cittadini, che difende le proprie scuole, che promuove propri rappresentanti in Liste elettorali e li fa diventare consiglieri e dall'altra parte, il Comune.

Ho sentito le interviste alla Presidente Fortino e all'assessore Torri che sancivano l'Accordo.
Era così zuccherosa ogni reciproca lode, che quasi era pornografia.

- Il Comune pagherà più soldi, malgrado tutti, da sindaco a capigruppo, avessero detto di no, prima di firmarlo l'aumento.
- Il Comune allungherà la durata della Convenzione, da 3 a 5 anni, che è un modo per ampliare un privilegio.
- Il Comune farà per gli ingenui un non conteggio dei non residenti perché nel contributo se n'è inventati di finti e alzerà quello ai residenti così da più che compensare la finta riduzione
- Il Comune indicizzerà, come mai fatto, il contributo all'Istat, saran così parecchi e ulteriori altri soldi in più ogni anno

- Alle Paritarie il contributo non sarà legato al rispetto di criteri da buon padre di famiglia, contro sprechi, una seria razionalizzazione, qualità servizi, programmazione, giusti stipendi, risparmio energia. Nulla
- Alle Paritarie sarà consentita minor trasparenza nella rendicontazione spese a differenza delle altre che invece dovrann mantenere le regole di Tesoreria

Insomma ennesima conferma che non è necessario che governi il cdx, basta già il csx a far le stesse cose e pure peggio

Paolo Trezzi

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