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Trasporti ferroviari, da Lecco parte la mobilitazione dei pendolari: al via la raccolta firme per una legge regionale

Attorno al progetto si sono ritrovati esponenti politici, amministratori, associazioni e rappresentanti dei comitati dei pendolari

Trasporti ferroviari, da Lecco parte la mobilitazione dei pendolari: al via la raccolta firme per una legge regionale
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C’è chi ogni mattina sale su un treno senza sapere con certezza a che ora arriverà a destinazione. Ritardi, corse cancellate, informazioni giudicate spesso insufficienti e una qualità del servizio ritenuta lontana dalle aspettative: è partendo da queste criticità che ha fatto tappa anche a Lecco la campagna “Lombardia Si Muove”, iniziativa che punta a portare in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata al trasporto ferroviario lombardo.

Trasporti ferroviari, da Lecco parte la mobilitazione dei pendolari: al via la raccolta firme per una legge regionale

La presentazione si è svolta nei pressi della stazione cittadina, venerdì 23 ottobre 2026, luogo scelto non a caso per richiamare l’attenzione su una realtà che interessa ogni giorno migliaia di viaggiatori. Attorno al progetto si sono ritrovati esponenti politici, amministratori, associazioni e rappresentanti dei comitati dei pendolari, accomunati dalla volontà di tradurre in una proposta concreta le richieste che da anni arrivano da chi utilizza il servizio ferroviario regionale.

«I pendolari vivono questi disagi da anni. Vogliamo raccogliere il dissenso che viene espresso quotidianamente e portarlo dentro le istituzioni regionali», ha spiegato Giulio Guastini, coordinatore della campagna, sottolineando come l’obiettivo sia quello di rafforzare i meccanismi di controllo e garantire una maggiore trasparenza nella gestione del servizio ferroviario.

Tra le principali novità contenute nella proposta figura la reintroduzione dei rimborsi automatici per gli abbonati in caso di prestazioni insufficienti del servizio. L’idea è quella di eliminare procedure complicate e riconoscere automaticamente un indennizzo nei casi in cui ritardi e soppressioni superino determinate soglie. Accanto a questo vengono richiesti dati pubblici e facilmente consultabili relativi all’andamento delle corse, all’affollamento dei convogli, ai reclami e alle eventuali penali applicate ai gestori.

Un altro tema centrale riguarda il sistema dei controlli. Secondo i promotori, la verifica del rispetto degli standard di qualità dovrebbe essere affidata a soggetti indipendenti, in grado di fornire valutazioni autonome e periodiche sulle condizioni del servizio. La proposta prevede inoltre il rafforzamento del confronto tra istituzioni, aziende ferroviarie e rappresentanti degli utenti.

Proprio su questo aspetto si è soffermato Francesco Ninno del Comitato pendolari del Meratese: «Tra i punti più interessanti c’è il ripristino dei tavoli di quadrante, momenti di confronto in cui Regione, Trenord, Rfi, enti locali e comitati dei pendolari potevano discutere insieme dei problemi del servizio».

Durante gli interventi non sono mancati i riferimenti alle opere infrastrutturali che interessano il territorio lecchese e alla necessità di migliorare complessivamente l’efficienza del sistema ferroviario regionale, tema particolarmente sentito in una provincia dove il treno rappresenta per molti lavoratori e studenti il principale mezzo di collegamento con Milano e con il resto della Lombardia.

La sfida, ora, è raggiungere quota cinquemila firme. Le sottoscrizioni, raccolte esclusivamente in formato cartaceo attraverso i banchetti organizzati sul territorio, rappresentano il passaggio indispensabile per consentire alla proposta di approdare all’esame del Consiglio regionale. Un traguardo che i promotori considerano il primo passo per riportare al centro del dibattito politico il tema della qualità del trasporto ferroviario lombardo.