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Diffida

Stop al cibo a randagi e selvatici a Lecco, Enpa : "Siamo pronti a rivolgerci al Tar”

Enpa: "Far mancare cibo e acqua ai tanti animali di cui persone di buon cuore si prendono cura ogni giorno può considerarsi un vero e proprio maltrattamento"

Stop al cibo a randagi e selvatici a Lecco, Enpa : "Siamo pronti a rivolgerci al Tar”
Attualità Lecco e dintorni, 11 Ottobre 2022 ore 16:02

Il Comune di Lecco ha emesso un’ordinanza che vieta “di somministrare qualunque tipo di alimento costituito da mangime, granaglie, scarti e avanzi alimentari di ogni tipo, a tutte le specie di animali selvatici e randagi sull'intero territorio comunale di Lecco, fatte salve specifiche autorizzazioni con fini sanitari o scientifici". L’Ente Nazionale Protezione Animali attraverso l’avvocato Enpa Claudia Ricci ha inviato un preavviso di ricorso al Tar per chiedere l’annullamento o la revoca o dell'ordinanza.

Stop al cibo a randagi e selvatici, Enpa Lecco: "Abbiamo inviato una diffida e siamo pronti a rivolgerci al Tar”

"Se il sindaco non la annullerà  che impone lo cibo a randagi e selvatici siamo pronti a rivolgerci al Tar – ha affermato Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – Far mancare cibo e acqua ai tanti animali di cui persone di buon cuore si prendono cura ogni giorno può considerarsi un vero e proprio maltrattamento ed è contraria alla legge sul randagismo (n.281/1991 ). Invece di abusare di provvedimenti connotati da urgenza il Comune dovrebbe fare delle istruttorie molto precise, magari convocando degli esperti della materia ai tavoli, e cercare delle soluzioni etologiche e scientifiche per affrontare i problemi e contemporaneamente educare la cittadinanza alla convivenza con questi animali”.

Nella diffida Enpa ricorda che le ordinanze “contingibili ed urgenti, devono essere sorrette da comprovate ragioni ed istruttorie. Pertanto, tale strumento deve considerarsi legittimo solo se si tratta di emergenze sanitarie o di igiene pubblica reali e concrete e non già puramente ipotetiche”. Inoltre sottolinea che “impedire ad un soggetto di nutrire le colonie feline, i gatti e cani liberi accuditi, i cani vaganti (ancor più nel periodo estivo con animali disidratati o in quello invernale con animali in ipotermia), integra una possibile ipotesi di reato ai sensi dell’art. 544 ter Cod. Pen., provocando ai medesimi animali, grave strazio e sofferenza”.

Per Enpa l'ordinanza è contro la legge

“Un'ordinanza – afferma Claudia Ricci, avvocato Enpa- che si pone in netto contrasto con la legge nazionale n.281/1991 che all’art. 1, stabilisce che lo Stato condanna gli atti di crudeltà contro gli animali, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale. Il Sindaco deve porre in essere ogni cautela e attività volta a proteggere il proprio territorio ma non a scapito della salute e del benessere degli animali che pure sono sottoposti alla sua tutela!”

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