La settimana corta nelle scuole della Valsassina non partirà dal 2026, ma diventerà realtà a partire dall’anno scolastico 2027. È quanto emerso dall’incontro tra la dirigente scolastica e i rappresentanti dei genitori, aggiornamento illustrato da Valentina Baruffaldi, referente per i genitori degli alunni del plesso di Introbio.
Settimana corta in Valsassina: si parte nel 2027
Un confronto giudicato “produttivo e rassicurante”, nonostante un avvio posticipato rispetto alle aspettative. “La preside non ci aveva incontrati prima perché impegnata all’estero – spiega Baruffaldi – ma ci ha dato l’impressione di una persona molto determinata”. Durante l’incontro, la dirigente ha chiarito l’iter necessario per modificare l’organizzazione dell’orario scolastico: il solo sondaggio non era sufficiente, servivano infatti il passaggio in collegio docenti e il voto del consiglio di istituto.
Ed è proprio il consiglio di istituto dell’8 gennaio ad aver segnato un punto fermo: la decisione di avviare la settimana corta dal 2027, prendendosi un intero anno scolastico di tempo per definire orari e organizzazione “nell’interesse dei ragazzi”. Un aspetto ribadito più volte dalla dirigente, che ha definito la scelta come ufficiale e irreversibile: “Una volta che si parte, non si torna più indietro”.
Resta ora da attendere la comunicazione scritta, che – secondo quanto assicurato – arriverà e farà partire formalmente l’iter entro la fine dell’anno scolastico. “Le abbiamo detto che crediamo in lei – continua Baruffaldi – anche perché lo scorso anno siamo rimasti scottati. Questa volta vogliamo fidarci”.
Tra soddisfazione e un pizzico di rammarico per il rinvio al 2027, prevale comunque l’ottimismo: “Dopo dieci anni di firme, battaglie e richieste portate avanti dai genitori della Valsassina, possiamo aspettare ancora un po’. I docenti avranno il tempo necessario per costruire un orario fatto bene, davvero a misura dei ragazzi”.
Un messaggio che la referente tiene a rendere pubblico, anche per gli altri territori coinvolti: “È un segnale di speranza che va anche ai genitori di Premana, che stanno vivendo una situazione simile”. Diverso, invece, il capitolo legato alla possibile fusione dei poli scolastici di Premana e Introbio, tema che – viene sottolineato – richiederà ulteriori incontri e approfondimenti.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l’auspicio di continuità: “Speriamo che anche il prossimo anno la dirigente resti al suo posto – conclude Baruffaldi –. Io, questa volta, ci credo”.