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Sette nuovi Comuni Montani nel Lecchese: un riconoscimento storico per i territori

Entrano a far parte della classificazione dei Comuni montani: Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Lecco.

Sette nuovi Comuni Montani nel Lecchese: un riconoscimento storico per i territori

La recente seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Unificata ha sancito una svolta storica nella classificazione dei Comuni montani, con risultati estremamente positivi per il Lecchese.

Sale in modo significativo il numero dei Comuni riconosciuti come montani: dai 2.844 previsti nella proposta iniziale a 3.715 nella nuova proposta del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, frutto del confronto con Regioni e autonomie territoriali in Conferenza Unificata.

Sette Nuovi Comuni Montani nel Lecchese: un riconoscimento storico per i territori

In Lombardia i Comuni montani passano da 522 a 539, così distribuiti: 134 a Bergamo, 98 a Brescia, 100 a Como, 54 a Lecco, 16 a Pavia, 77 a Sondrio e 60 a Varese. Tra i Comuni riconosciuti rientrano anche i capoluoghi di provincia Lecco, Varese e Como, un segnale della considerazione del Governo per le specificità dei territori.

In particolare, entrano a far parte della classificazione dei Comuni montani: Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Lecco.

“È un risultato che dà risposte concrete ai territori e agli amministratori locali – dichiara il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza –. Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi sono state completamente superate: nessun Comune montano è stato escluso e il perimetro viene addirittura ampliato”.

Piazza sottolinea il ruolo del Governo, della Regione e del lavoro svolto in Conferenza Unificata: “Un ringraziamento va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha promosso una proposta equilibrata e condivisa, capace di valorizzare le realtà montane, e all’Assessore regionale Massimo Sertori per il lavoro svolto in sede di Conferenza Unificata, determinante per arrivare a questo risultato”.

A queste dichiarazioni si aggiunge il punto di vista del Presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia Giacomo Zamperini:
«I territori sono stati ascoltati – afferma Zamperini –. La nuova classificazione riflette la reale conformazione del territorio pedemontano lecchese, con montagne che si affacciano sui laghi. Questo ci permette di pianificare politiche mirate, basate su fondamenta solide e non su compromessi frettolosi».

«Ora non ci fermiamo – prosegue –. Stiamo già lavorando alla modifica della legge regionale sul riordino delle Comunità montane della Lombardia, affinché sia coerente con la nuova normativa nazionale. Oggi, infatti, sono esclusi i Comuni capoluogo di provincia e quelli sopra i trentamila abitanti. Vogliamo superare questo limite affinché anche comuni montani come Lecco, Varese e Como possano entrare a pieno titolo nelle Comunità montane, rafforzando governance territoriale, progettualità condivisa e capacità di attrarre risorse».

Zamperini sottolinea l’importanza di un lavoro coordinato con la Regione: «Nei prossimi giorni incontrerò l’Assessore regionale alla Montagna e Enti Locali Massimo Sertori per definire gli adeguamenti normativi necessari e garantire piena coerenza tra Roma e Milano».

L’ampliamento dei Comuni montani apre nuove opportunità per accedere a strumenti dedicati, politiche di sviluppo e investimenti, con l’obiettivo di sostenere servizi essenziali, contrastare lo spopolamento e valorizzare le specificità della montagna lombarda.

«È una vittoria dei territori – conclude Zamperini –. Continueremo a lavorare perché la montagna sia sempre più protagonista delle politiche regionali e nazionali. Le visite della Commissione che presiedo nelle diverse Comunità Montane di Regione Lombardia permettono di raccogliere esigenze e proposte di chi amministra, vive e lavora nelle nostre “terre alte”».

Regione Lombardia conferma il suo ruolo determinante nel difendere gli interessi locali: «Abbiamo portato in Conferenza le istanze dei Comuni, ascoltando il territorio. Il risultato è chiaro: nessun Comune montano è stato penalizzato e, anzi, il riconoscimento viene esteso».

“La conferma di tutti i Comuni montani e l’ingresso di sette nuovi Comuni nel Lecchese rappresentano un segnale politico chiaro: le montagne non vengono lasciate indietro. Ancora una volta la Lega dimostra di essere dalla parte dei territori, traducendo l’ascolto e il confronto in risultati concreti”, conclude Mauro Piazza.