Raccolta Rifiuti a Lecco

Sacco rosso nei condomini: un problema. Anaci: "Necessario un confronto”

Il presidente Bandini: "Confronto molto aperto con Silea, non altrettanto con l'assessore competente Renata Zuffi".

Sacco rosso nei condomini: un problema. Anaci: "Necessario un confronto”
Attualità Lecco e dintorni, 20 Luglio 2021 ore 16:31

“Riguardo al sacco rosso nei condomini sono emerse problematiche sulle quali è necessario un confronto”.  La nota diramata quest'oggi, martedì 20 luglio, a tre settimane dall'avvio a Lecco capoluogo della nuova modalità di raccolta della frazione indifferenziata, è di Marco Bandini, presidente di Anaci Lecco.

Sacco rosso nei condomini: "Mancato confronto con l'assessore"

Non una bocciatura, ma sicuramente la richiesta di avviare  una serie di modifiche che possano rendere più efficiente il nuovo sistema di raccolta dell’indifferenziato con il sacco rosso soprattutto in città, dove i condomini sono estremamente numerosi e dove  le problematiche relative si moltiplicano rispetto ad altre realtà comunali più piccole e meno densamente popolate.

“Abbiamo avuto modo di avere un confronto molto aperto con Silea" premette Bandini, mandandola poi a dire all’Amministrazione comunale di Lecco: "Non altrettanto con l’Assessore competente del Comune di Lecco Renata Zuffi, che attendiamo ancora di poter incontrare, nonostante il rapporto di collaborazione che da anni abbiamo con lo stesso Comune attraverso lo sportello di consulenza gratuita per i cittadini. Su partite importanti come queste, è fondamentale un confronto a monte, preventivo, prima che un’iniziativa così impattante sulla vita quotidiana abbia inizio, cui faccia seguito poi un costante monitoraggio condiviso”.

Bandini: "Comunicazione contraddittoria e poco chiara"

Ma nel concreto quali sono le problematiche più importanti incontrate in questa prima fase di sperimentazione dall’osservatorio privilegiato di Anaci? “In primo luogo va detto che più volte sono state modificate le comunicazioni alla cittadinanza che abitano nei condomini -- lamenta Bandini - In prima istanza era stato comunicato che i sacchi rossi dovevano essere portati all'esterno dai singoli condomini;  successivamente che era possibile chiedere un sacco rosso condominiale e, in ultima analisi, che il sacco condominiale doveva essere utilizzato per l'immondizia del condominio e che le imprese di pulizia potevano racchiudere tutti i sacchi rossi dei condomini in sacchi trasparenti da portare all'esterno. Questo non ha certo aiutato”.

Locali  immondizia dei vecchi condomini sono congestionati

Ma il vero problema è legato ad un aspetto logistico: “La maggior parte degli immobili è datata e dispone di locali immondizia progettati senza considerare la raccolta differenziata e considerando passaggi frequenti relativi al ritiro. Negli anni è mutata la situazione relativa alla gestione della raccolta differenziata: è incrementata la tipologia di sacchi e diminuita negli anni la frequenza del ritiro. Tali aspetti stanno causando un affollamento dei locali immondizia difficilmente gestibile anche nei complessi dove i condomini e le imprese si comportano in modo diligente”.

Mancato ritiro dei sacchi non conformi: "Chi paga il costo?"

Gli amministratori di Anaci si pongono anche un interrogativo rispetto al mancato ritiro dei sacchi non conformi: “Finché i sacchi di un condominio saranno depositati sulla pubblica via, potrà sempre capitare che qualche estraneo, di passaggio, collochi dei sacchi irregolari tra quelli rossi del condominio.  Ci domandiamo chi debba pagare il costo relativo al relativo asporto o la multa. Non reputiamo corretto che tali costi debbano essere imputati al condominio. L’unica possibilità per evitare questa problematica sarebbe permettere l'accesso diretto ai locali immondizia da parte degli operatori di Silea”.

"Non corretto che a rispondere ai dubbi debba essere l'amministrazione condominiale"

Un’ultima nota riguarda la risposta che spesso viene fornita alle domande relative alla gestione del sacco rosso da parte del servizio rifiuti del Comune di Lecco: “La tendenza, che abbiamo sperimentato anche noi, è rispondere che per ogni chiarimento il condòmino debba contattare il proprio Amministratore. Ebbene, credo che questo non sia il metodo più corretto, né funzionale”.