Dare una seconda vita agli oggetti usati, ridurre la produzione di rifiuti e rendere beni ancora perfettamente utilizzabili accessibili anche alle famiglie in difficoltà. Nasce con questi obiettivi RIDÒ, la prima rete territoriale del riuso in provincia di Lecco, un progetto che coinvolgerà inizialmente 29 Comuni, prevalentemente nell’area della Brianza oggionese, mettendo in rete cooperative sociali, associazioni e realtà del terzo settore.
L’iniziativa, sostenuta attraverso il Fondo Ambiente e Cultura promosso da Fondazione Comunitaria del Lecchese insieme ad Acinque, Lario Reti Holding e Silea, punta a trasformare il riuso in un servizio organizzato, accessibile e vicino ai cittadini. Il progetto nasce dalla collaborazione tra le cooperative sociali Paso, Padre Daniele Badiali e La Vecchia Quercia, il Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio (CSV) e altre 15 realtà del terzo settore.
L’idea è intercettare gli oggetti prima che diventino rifiuti, prolungandone il ciclo di vita e preservandone il valore. Un modello che supera la frammentazione delle iniziative già presenti sul territorio, mettendo a sistema esperienze, strutture e competenze per costruire una filiera coordinata e potenzialmente replicabile anche altrove.
RIDÒ, gli oggetti usati tornano a vivere: una rete in 29 Comuni lecchesi
La prima novità operativa scatterà dal 3 novembre 2026, quando nei Comuni aderenti saranno attivati i presìdi mobili di RIDÒ. I cittadini potranno consegnare beni usati ancora in buone condizioni direttamente ai van itineranti, che saranno presenti all’esterno dei centri di raccolta nelle giornate e negli orari stabiliti.
Tra gli oggetti conferibili ci saranno abiti, accessori per la casa, articoli di uso quotidiano, prodotti per bambini e per l’infanzia e piccoli complementi d’arredo. Per conoscere i Comuni coinvolti, il calendario dei presìdi e l’elenco dettagliato dei beni ammessi è possibile consultare il sito www.ridoretedelriuso.it.
I mezzi non saranno soltanto punti di raccolta, ma anche occasioni di incontro e sensibilizzazione, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla cultura del riuso e promuovere abitudini di consumo più sostenibili.
Una piattaforma digitale e tre hub territoriali
Il progetto prevede anche una piattaforma digitale dedicata, attraverso la quale gli oggetti recuperati saranno catalogati e resi consultabili online. I cittadini potranno conoscere le caratteristiche dei beni disponibili e, secondo le modalità previste dal servizio, prenotarli o acquistarli.
Accanto alla vetrina digitale, sono stati individuati tre hub territoriali a Nibionno, Valmadrera e Lecco, destinati al deposito e alla gestione logistica degli oggetti, con la possibilità di acquistarli a prezzi calmierati.
L’obiettivo è costruire un percorso tracciabile, dall’ingresso del bene nella rete fino alla sua rimessa in circolazione, facilitando l’incontro tra chi non utilizza più un oggetto e chi può ancora averne bisogno. In questo modo, la riduzione degli sprechi si accompagna a un sostegno concreto alle famiglie e alle persone in condizioni di fragilità economica.
«La vera sfida è riuscire a dare agli oggetti una seconda vita»
A spiegare la filosofia del progetto è Raffaele Pirovano, presidente di PASO Società Cooperativa Sociale, referente progettuale dell’iniziativa.
«RIDÒ nasce da un percorso di ascolto e confronto con le realtà che, sul territorio lecchese, si occupano da anni di recupero e riuso. PASO è referente progettuale, ma il lavoro è stato costruito insieme a tutta la rete di partenariato, valorizzando esperienze, competenze e contributi differenti. Da questo confronto è emersa una consapevolezza: la vera sfida non è raccogliere oggetti usati, ma riuscire a dare loro una seconda vita.
Esiste già una grande disponibilità a donare ciò che non si utilizza più. Quello che dobbiamo costruire è una cultura del riuso, capace di cambiare le nostre abitudini e di farci riconoscere il valore di un oggetto anche quando ha già avuto un precedente proprietario. Vogliamo superare l’idea che acquistare un bene usato sia una scelta dettata esclusivamente dalla necessità economica: il riuso deve diventare una scelta consapevole, sostenibile e accessibile a tutti, capace di generare valore ambientale, sociale e culturale.
Con RIDÒ vogliamo accompagnare questo cambiamento, rendendo il riuso una pratica semplice e quotidiana. I mezzi itineranti non saranno soltanto punti di raccolta, ma presìdi territoriali di sensibilizzazione e occasioni di incontro con i cittadini. Attraverso la vetrina digitale entreremo nelle case delle persone, avvicinandole al mondo del riuso e facilitando l’acquisto di beni di seconda mano.
Un’attenzione particolare sarà rivolta alle scuole e alle nuove generazioni, perché siamo convinti che un cambiamento culturale duraturo passi anche dall’educazione e dalla costruzione di nuove abitudini.
RIDÒ non vuole soltanto rimettere in circolazione gli oggetti, ma contribuire a cambiare il modo in cui li guardiamo: da qualcosa di cui disfarsi a una risorsa che può continuare a generare valore per la comunità.»
Ambiente e inclusione, un unico progetto
RIDÒ si inserisce nel percorso del Fondo Ambiente e Cultura, che sostiene iniziative capaci di mettere in connessione risorse e competenze del territorio per produrre benefici condivisi. In questo caso, la sostenibilità ambientale si intreccia con la dimensione sociale: recuperare un oggetto significa evitare che diventi prematuramente un rifiuto, ma anche renderlo nuovamente disponibile a chi può utilizzarlo.
La partecipazione di cooperative da anni impegnate nell’inclusione lavorativa e nel sostegno alle persone fragili rafforza questa impostazione. Il riuso diventa così non soltanto uno strumento per ridurre gli sprechi, ma un’opportunità per promuovere solidarietà, accessibilità e nuove forme di collaborazione tra cittadini e organizzazioni.
La sfida sarà ora trasformare la rete in un servizio conosciuto e utilizzato quotidianamente, superando i pregiudizi legati ai beni di seconda mano e facendo della circolarità una scelta alla portata di tutti.
