ResegUp, infuria la polemica. Gli organizzatori: "La sicurezza è la priorità assoluta"
"Il rammarico è tanto anche per noi, che da mesi siamo impegnati nell’organizzazione di questa gara. La sicurezza, ribadiamo, resta un aspetto fondamentale che ha avuto come unico interesse quello di preservare l’incolumità di tutti"

Archiviata la gara, sbollite le emozioni (pure quelle di chi ha ricevuto una proposta di matrimonio al traguardo), chiusa ormai da due giorni la decima edizione, la Resegup 2023 continua a far parlare. La scelta di modificare il 1° cancello orario alla Bedoletta abbassandolo da 2h20’ a 1h30, paventata a inizio gara dagli organizzatori, che di fatto ha "impedito" a molti di raggiungere il Resegone, a tanti non è andata giù. In rete non si contano i post carichi di amarezza, e pure al nostro giornale sono giunte lettere cariche di rimpianto e recriminazioni ("Perché sono saliti in vetta 620 runner in condizioni meteo proibitive? Per loro la situazione era meno pericolosa?" - "Parliamo di sportività ma sono stati squalificati 600 atleti che non hanno avuto la possibilità di tagliare il traguardo".). La miglior riposta, chiara, netta, sincera, non poteva che arrivare dagli organizzatori con una nota ufficiale che pubblichiamo integralmente.
ResegUp, infuria la polemica. Gli organizzatori: "La sicurezza è la priorità assoluta"
La sicurezza è la priorità assoluta. È un elemento fondamentale su cui non possiamo fare compromessi. Il meteo è peggiorato e sono venute a mancare le condizioni minime di sicurezza per gli atleti durante lo svolgimento della gara. Per questo motivo il direttore di gara (Guida Alpina) in accordo con Soccorso Alpino (CNSAS) e organizzazione, ha ritenuto di fermare i runner alla quota di Piano Fieno, in quanto la situazione da lì, verso la vetta, stava ulteriormente peggiorando, non solo in termini meteo ma anche di percorribilità. Come dichiarato nel briefing prima della partenza, in caso di meteo avverso ci sarebbe stata la possibilità di modificare il 1° cancello orario alla Bedoletta abbassandolo da 2h20’ a 1h30’. Sempre per motivi di sicurezza si è deciso inoltre di anticipare di 100 metri il cancelletto, in zona Piano Fieno, ritenuta più sicura per consentire il deflusso degli atleti verso valle. Ovviamente dispiace per chi non ha potuto proseguire, capiamo il disappunto di alcuni degli atleti fermati, ma ribadiamo che la sicurezza deve essere sempre al primo posto. Il rammarico è tanto anche per noi, che da mesi siamo impegnati nell’organizzazione di questa gara. La sicurezza, ribadiamo, resta un aspetto fondamentale che ha avuto come unico interesse quello di preservare l’incolumità di tutti.
























