A volte il destino scrive storie che sembrano uscite da un romanzo. Storie che iniziano con un momento di silenzio, di paura, di attesa… e che si trasformano in un inno alla vita. Nel settembre 2025, un equipaggio della Croce San Nicolò è intervenuto a Lecco per un arresto cardiaco. Un’emergenza improvvisa, in cui ogni secondo contava. La professionalità, la prontezza e l’utilizzo tempestivo del defibrillatore hanno fatto la differenza. Quella vita, sospesa tra il respiro e il battito, è stata riportata indietro.
Un intervento che, per chi soccorre, è già di per sé una vittoria. Ma questa storia non si è fermata lì.
Quando la vita torna a battere: dona un defibrillatore agli angeli che lo hanno salvato
Oggi, quella stessa persona — un uomo di 79 anni salvato grazie al lavoro dei volontari — ha compiuto un gesto che lascia senza parole: ha donato alla Croce San Nicolò un nuovo defibrillatore, chiedendo di rimanere anonimo.
Un gesto silenzioso. Discreto. Profondo.
Un atto di riconoscenza che va oltre la gratitudine. Perché non si è limitato a dire “grazie”: ha scelto di restituire vita alla comunità. Ha trasformato la propria seconda possibilità in un’opportunità concreta per qualcun altro.
Un defibrillatore che oggi è lì, pronto. Pronto a intervenire. Pronto a salvare. Pronto a fare la differenza, come è accaduto quella volta.
Ci sono donazioni che si misurano in cifre. E poi ci sono gesti che si misurano in emozioni. Questo è uno di quelli.
“A nome di tutti i volontari e dei soccorritori della Croce San Nicolò, il nostro grazie più sincero. Per la fiducia. Per la generosità. Per la sensibilità. Ma soprattutto per aver dimostrato che la vita, quando viene salvata, può diventare a sua volta salvezza per altri. Perché ogni battito recuperato può trasformarsi in un nuovo inizio” sottolineano dal sodalizio.
E questa storia ne è la prova più bella.