Ponte di Brivio chiuso, traffico sull’Adda: sindaci in allarme, “situazione fuori controllo”. Un «disastro annunciato» che i sindaci del Meratese, nei Comuni affacciati sull’Adda dal lato di Paderno, avevano già più volte segnalato, invocando interventi mai concretizzati.
Nel documento, i quattro amministratori provano anche a delineare un primo schema di gestione dell’emergenza traffico, annunciando alcune azioni di competenza comunale e sollecitando ulteriori misure compensative agli enti responsabili.
Ponte di Brivio chiuso, traffico sull’Adda: sindaci in allarme, “situazione fuori controllo”
«Le preoccupazioni già espresse si sono purtroppo pienamente confermate – si apre così la lettera indirizzata alle istituzioni – Tempi di attraversamento lunghissimi in condizioni di traffico profondamente disagevoli sulla Sp54 per chi transita. Peggioramento delle condizioni di vivibilità per i cittadini dei nostri paesi che, per alcune ore della giornata, hanno difficoltà anche solo ad uscire dai cancelli delle proprie abitazioni a causa della viabilità interna completamente bloccata. Si aggiunge a ciò il dover subire peggioramenti nei livelli di smog, inquinamento acustico e anche sicurezza pubblica. Non abbiamo idea di come i mezzi di soccorso potrebbero transitare in alcune strade strette dei nostri centri storici, completamente ostruite dalle auto incolonnate».
I sindaci parlano apertamente di una situazione ormai ingestibile: «La situazione attuale rappresenta un disastro annunciato, che mette in ulteriore evidenza l’insufficienza degli attraversamenti sul medio Adda – proseguono i sindaci, ormai esasperati dalla situazione – Lo ripetiamo da anni, e da anni sosteniamo che è illusorio e deleterio pensare che il nuovo ponte San Michele possa da solo rispondere a questa esigenza. Purtroppo, quanto sta accadendo oggi anticipa chiaramente lo scenario che si potrebbe verificare con la futura infrastruttura, dimostrando che il problema non è solo il ponte, ma l’attuale rete viaria di accesso, non in grado di assorbire ulteriori incrementi di traffico».
Non manca un passaggio politico molto netto, soprattutto nei confronti dell’assessore regionale Claudia Maria Terzi: «Diamo il benvenuto all’assessore Claudia Maria Terzi, che finalmente riconosce l’urgenza di un nuovo ponte collocato più a sud. Stupisce che lo faccia a 10 giorni dall’aver festeggiato l’eliminazione del progetto di attraversamento che da decenni era previsto con l’autostrada Pedemontana e dopo non aver trovato il tempo, in più di un anno, per presentare ai sindaci interessati sul lato milanese, monzese e lecchese, le ipotesi progettuali di nuovi ponti elaborate da Cal. Troviamo patetico il tentativo di chi cerca di addossare ai sindaci e ai territori la responsabilità del disastro in corso».
Intanto i Comuni si muovono sul piano operativo: «Già nei prossimi giorni metteremo in atto interventi urgenti sulla viabilità locale a Paderno e Robbiate. Differenzieremo il traffico locale da quello di attraversamento, interverremo sui tempi semaforici di nostra competenza, rivedremo la regolamentazione di alcune intersezioni».
La gestione della crisi, però, viene considerata impossibile solo a livello comunale: «Chiediamo al Prefetto di continuare l’azione di coordinamento e monitoraggio rendendo permanente il tavolo istituito tra gli Enti coinvolti, ma anche un riscontro alla richiesta di raddoppiare le corse degli autobus scolastici dalla stazione di Paderno a Bergamo, per far fronte alle difficoltà emerse sulla linea C46 e allineando l’offerta a quelle già previste per tutte le altre stazioni delle tratte ferroviarie interrotte a Ponte San Pietro». I sindaci propongono inoltre una presenza rafforzata della Polizia stradale nei momenti critici, in coordinamento con le Polizie locali.
Infine, un’ulteriore richiesta alla Regione: «Chiediamo infine che Regione Lombardia convochi con urgenza un incontro sulla sponda lecchese dedicato al tema dell’attraversamento dell’Adda, presentando le ipotesi progettuali elaborate da Cal, il Consorzio Autostrade Lombarde, già illustrate ai sindaci della Bergamasca oltre un anno fa, ma mai condivise con i nostri territori» concludono i quattro sindaci nella loro missiva, dando voce a una difficoltà che sta mettendo sotto pressione un intero territorio.