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Ondate di calore, 11.224 telefonate ai fragili nel Lecchese e in Brianza

Il bilancio del Piano Caldo 2026 di ATS Brianza: 992 interventi dopo i contatti con le persone più vulnerabili. A luglio e agosto temperature oltre i 35 gradi, con picchi superiori a 37

Ondate di calore, 11.224 telefonate ai fragili  nel Lecchese e in Brianza
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L’estate 2026 ha messo a dura prova il territorio lecchese e brianzolo, con ondate di calore prolungate e temperature massime che, tra la fine di luglio e la metà di agosto, hanno superato più volte i 35 gradi, raggiungendo picchi oltre i 37. Per proteggere le persone più vulnerabili, ATS Brianza ha coordinato il Piano per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute, attivando una rete di servizi sanitari, assistenziali e di volontariato.

Il bilancio dell’attività comprende 11.224 telefonate rivolte alle persone considerate molto fragili, pari al 47,9% della popolazione individuata come a rischio molto alto. Dai contatti sono scaturiti 992 interventi, nell’ambito delle azioni di sorveglianza e assistenza promosse dalle ASST Brianza e Lecco.

Ondate di calore, 11.224 telefonate ai fragili nel Lecchese e in Brianza

Secondo i dati del programma europeo Copernicus, l’estate 2026 si è classificata come la terza più calda mai registrata in Europa, dopo quelle del 2024 e del 2022. Già nella seconda metà di giugno, un’intensa ondata di calore aveva interessato gran parte del continente.

Anche sul territorio di ATS Brianza, il Piano Caldo, coordinato dalla Struttura di Epidemiologia, ha individuato due fasi particolarmente critiche. La prima, tra la seconda metà di giugno e l’inizio di luglio, è stata caratterizzata da temperature frequentemente superiori ai 33 gradi. In quei giorni sono stati diramati tre alert, il 18, 22 e 25 giugno.

La fase più calda si è invece concentrata tra la fine di luglio e la metà di agosto, quando le massime hanno superato ripetutamente i 35 gradi, con punte oltre i 37. In questo periodo sono stati inviati altri tre alert, il 29 luglio, il 3 agosto e il 10 agosto.

Il disagio legato al caldo

I dati del bollettino Humidex elaborati da ARPA Lombardia, relativi al periodo dal primo giugno al 15 settembre 2025, evidenziano la diffusione delle condizioni di disagio provocate dal caldo. Le giornate classificate come caratterizzate da «disagio moderato» sono state il 41,5% a Lecco e il 38,7% nella provincia di Monza e Brianza. Quelle con «disagio forte» hanno raggiunto rispettivamente il 27,4% e il 32,1%.

Il confronto tra le condizioni climatiche e gli accessi ai Pronto soccorso mostra che l’impatto del caldo sulla salute non segue un andamento lineare. A incidere sono anche la durata dell’esposizione alle alte temperature e la possibilità per l’organismo di recuperare durante la notte.

Quando il refrigerio notturno viene a mancare, con il verificarsi delle cosiddette notti tropicali, il sistema di termoregolazione del corpo può affaticarsi progressivamente, aumentando il rischio di malori.

Potenziata l’assistenza alle persone fragili

Il Piano Caldo 2026 ha coinvolto servizi pubblici, strutture private accreditate e realtà del terzo settore, tra cui il Centro di servizio per il volontariato e Auser Lecco e Monza Brianza, con l’obiettivo di coordinare gli interventi a favore della popolazione più esposta.

ATS Brianza ha curato la campagna informativa e individuato, attraverso un’analisi epidemiologica, le persone maggiormente a rischio. Gli elenchi dei soggetti classificati come «molto fragili» sono stati trasmessi alle ASST di Monza e Brianza e di Lecco. Il 10 luglio, inoltre, tutte le amministrazioni comunali sono state informate della possibilità di richiedere gli elenchi nominativi delle persone più vulnerabili.

Per rafforzare la presa in carico, le ASST e l’IRCCS hanno potenziato le attività ambulatoriali e domiciliari nelle Case di comunità, oltre ai programmi di sorveglianza a domicilio. Nei mesi di luglio e agosto, i medici di assistenza primaria hanno potuto attivare gli accessi domiciliari programmati senza la preventiva autorizzazione e ampliare il numero di assistiti coinvolti nei progetti di sorveglianza domiciliare.

Un tavolo regionale per monitorare l’emergenza

L’intensità dell’ondata di calore ha portato Regione Lombardia a istituire, dalla seconda metà di luglio, un tavolo di coordinamento regionale con la partecipazione di AREU e delle direzioni sanitarie e sociosanitarie delle ATS lombarde.

Il gruppo si è riunito quotidianamente fino all’11 settembre, monitorando l’andamento delle attività sul territorio. Sono stati condivisi i dati giornalieri sugli accessi ai Pronto soccorso, sui tempi di attesa e sulle tipologie di urgenze, oltre alle informazioni sui contatti telefonici effettuati dalle ASST Brianza e Lecco nei confronti delle persone considerate a rischio molto alto.

Un’attività che ha consentito di raggiungere migliaia di persone vulnerabili e attivare interventi mirati, con l’obiettivo di ridurre le conseguenze delle temperature estreme sulla salute.