Venerdì 6 febbraio 2026, il Campus Molinatto di Oggiono ha ospitato un incontro speciale che ha messo a contatto bambini dai 6 ai 13 anni con atleti e testimoni dello sport olimpico e paralimpico. Un momento di condivisione intenso, capace di accendere nei più giovani il significato più autentico dello sport.
Olimpiadi come strumento di educazione all’inclusività
Ad aprire l’intervento è stata Monica Riva, coordinatrice territoriale di Fondazione Clerici: «Abbiamo Pensato all’importanza delle Olimpiadi sul nostro territorio, valorizzando gli aspetti educativi che stanno dietro la performance sportiva – attraverso anche un percorso costruito di Educazione Civica con i bambini – volevamo accentuare le Paralimpiadi per dare importanza all’inclusione e alla diversità, che possono diventare un valore aggiunto».
Tra gli ospiti Gianni Menicatti, autore del libro Lecco Olimpica, Nicola Ripamonti, ex atleta olimpico e rappresentante della guardia di finanza (gruppo Fiamme Gialle) insieme ad un collega, Daniele Stefanoni, atleta paralimpico, Gianfranco Polvara, ex atleta delle Olimpiadi invernali, Elvio Frisco, direttore di Special Olympics della provincia di Lecco in compagnia di Matteo, atleta delle Special Olympics. I due finanzieri hanno voluto far conoscere la realtà che, in Italia, permette ad atleti di alto livello di conciliare carriera sportiva e professionale.

Frisco ha invece fatto luce sulla associazione che gestisce: internazionale, è nata nel 1968 e fondata da Eunice Kennedy, che promuove l’attività sportiva per persone con disabilità. «A lecco abbiamo iniziato nei primi anni 2000 con attività riservate ai ragazzi con disabilità. Dal 2010 abbiamo scelto la strada dell’inclusione, coinvolgendo insieme ragazzi con e senza disabilità ed oggi vogliamo continuare su questa direzione». Per Special Olympics, l’inclusione significa migliorare il ragazzo all’interno di un gruppo di lavoro.

Quando è stato chiesto ai bambini cosa fosse per loro lo sport, le risposte sono state semplici e dirette: passione e amicizia. Parole che trovano eco nelle testimonianze degli atleti. «Lo sport e la scuola sono cose preziose, voi avete la fortuna di poterle mettere a frutto». Matteo ha aggiunto «E’ una grande opportunità per sentirmi accolto per quello che sono».
A chiudere l’incontro, la preside, che ha sottolineato il valore educativo dell’esperienza: «Anche se qualcuno cade, c’è sempre la possibilità di ripartire. La cosa che conta sono le relazioni con i compagni. Lo sport porta con sé un mondo enorme da custodire».