Un aggiornamento atteso da anni e destinato a ridisegnare l’assetto delle norme edilizie cittadine. Nella seduta della Commissione consiliare 5 di giovedì 12 marzo, a Palazzo Bovara, è stata presentata la proposta di delibera per l’adozione del nuovo regolamento edilizio comunale, redatto in adeguamento allo schema di regolamento edilizio tipo e alle definizioni tecniche uniformi previste dalla normativa regionale.
Ad aprire la discussione è stato l’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Rusconi, che ha illustrato il percorso che porterà all’approvazione definitiva del documento. «Si tratta di un procedimento complesso, un po’ come abbiamo visto per il Pgt – ha spiegato –. Nella seduta di Consiglio comunale del 23 marzo proporremo l’adozione del regolamento. Successivamente, il testo adottato sarà depositato per 15 giorni consecutivi e comunicato all’Ats. In questo periodo ogni cittadino potrà presentare osservazioni e deduzioni entro i successivi 15 giorni».
Nuovo Regolamento Edilizio a Lecco: novità per cittadini e imprese
Il percorso amministrativo prevede poi ulteriori passaggi. «Entro 60 giorni complessivi dalla scadenza delle osservazioni – ha proseguito Rusconi – dovrà arrivare l’approvazione definitiva del regolamento, che però sarà competenza della prossima consigliatura. Noi oggi avviamo semplicemente il procedimento».
Il nuovo testo va ad aggiornare uno strumento ormai datato. Il regolamento edilizio attualmente in vigore a Lecco risale infatti al 1972, con successive modifiche nel 1976 e, da ultimo, nel 2004. Nel 2018, Regione Lombardia ha approvato lo schema di regolamento edilizio tipo con le relative definizioni tecniche uniformi, chiedendo ai Comuni di adeguarsi. «L’occasione – ha ricordato Rusconi – si è presentata con la variante generale al Pgt. Con questo passaggio andiamo a definire l’assetto delle disposizioni edilizie che resteranno in vigore almeno per i prossimi anni».
Il documento è articolato in diverse sezioni: dai principi generali dell’attività edilizia alle disposizioni regolamentari comunali, suddivise in cinque titoli. Si parte dalle norme organizzative e procedurali, per passare alla disciplina dell’esecuzione dei lavori, alle disposizioni per la qualità urbana con prescrizioni costruttive e funzionali, ai sistemi di vigilanza e controllo, fino alle norme transitorie.
Nel corso della commissione sono intervenuti anche i tecnici che hanno lavorato alla stesura del regolamento. L’architetto Alberto Cagnato ha ricordato come il punto di partenza sia il Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), che all’articolo 4 introduce proprio il concetto di regolamento edilizio tipo. «L’obiettivo – ha spiegato – era fare ordine nella materia urbanistica ed edilizia. Con l’intesa Stato-Regioni del 2016 sono state definite le definizioni tecniche uniformi, pensate per creare un linguaggio comune in tutta Italia».
La riforma distingue chiaramente tra le norme statali e regionali e quelle di competenza comunale. «Il regolamento comunale – ha proseguito Cagnato – si concentra su ciò che rientra nella sfera locale. Abbiamo lavorato sulle singole voci cercando di valorizzare il patrimonio normativo esistente e completare le parti meno strutturate, ad esempio per quanto riguarda spazi aperti e pertinenze scoperte, utilizzando formule standardizzate adattate al contesto lecchese».
Un altro obiettivo del lavoro è stato evitare sovrapposizioni tra regolamento edilizio e Pgt. «I due strumenti devono dialogare tra loro – ha aggiunto l’architetto –. Per questo abbiamo preso spunto anche dal vecchio Pgt, aggiornandolo alle nuove disposizioni e agli scenari urbanistici attuali».
L’architetto Mugnai ha invece approfondito il tema delle definizioni tecniche uniformi. «Si tratta di definizioni applicate su tutto il territorio nazionale, che servono a garantire un lessico comune. Tuttavia, esistono questioni collaterali, soprattutto nel rapporto con gli strumenti urbanistici».
La stessa intesa Stato-Regioni invita infatti le Regioni a verificare che l’introduzione delle nuove definizioni non comporti modifiche indirette alle dimensioni dei piani urbanistici. «Per questo – ha precisato Mugnai – Regione Lombardia ha aggiunto una definizione ulteriore, quella di volume urbanistico, che lascia comunque un margine di discrezionalità».
Non mancano poi i collegamenti con altri regolamenti comunali, come quelli relativi al verde o all’occupazione del suolo pubblico. «Un conto è la definizione tecnica di elementi come sottotetto o cambio di destinazione d’uso – ha concluso –; un altro è il modo in cui queste definizioni vengono applicate nella pratica amministrativa».
Il testo presentato in commissione non è stato sottoposto a processi partecipativi nella fase di stesura. Il momento di confronto con cittadini e operatori del settore arriverà ora con la fase delle osservazioni e delle controdeduzioni, quando il regolamento sarà formalmente adottato dal Consiglio comunale.
Andrea Gianviti