Lunedì 5 ottobre 2026 prenderanno formalmente il via i lavori per la realizzazione del nuovo Centro del Riuso di Lecco. La struttura sorgerà accanto al nuovo Centro di raccolta comunale e rappresenterà un tassello fondamentale nelle politiche cittadine per la riduzione dei rifiuti e la promozione del riutilizzo di beni usati ma ancora in buono stato, che potranno così trovare una seconda vita.
Nuovo Centro del Riuso: lunedì 5 ottobre il via ai lavori
Il Centro del Riuso sorgerà nell’area compresa tra l’ingresso del Centro di raccolta e via Ticozzi. L’edificio, sviluppato su una superficie di circa 250 metri quadrati, avrà una pianta a “L” e sarà dotato di un parcheggio dedicato a servizio degli utenti.
Dal punto di vista architettonico, il progetto prevede l’impiego di pareti a copertura grecata di colore grigio scuro, aperture in policarbonato e una finestratura continua “a nastro”, con una soluzione progettuale contemporanea e funzionale alle attività che troveranno spazio all’interno della struttura.
Il luogo scelto per ospitare il nuovo Centro del Riuso racchiude un forte valore simbolico. L’area interessata dall’intervento è infatti stata storicamente interessata da fenomeni di contaminazione ambientale, che hanno reso necessario un articolato percorso di caratterizzazione, bonifica e successiva messa in sicurezza permanente, accompagnato da approfondite indagini tecniche. Proprio per rispettare le particolari condizioni del sottosuolo e limitare al minimo gli scavi, il progetto prevede un edificio impostato su una struttura a palafitta, soluzione ingegneristica che consente di preservare il sottosuolo e garantire al tempo stesso sicurezza e durabilità all’opera.
Anche gli spazi esterni sono stati progettati nel rispetto delle prescrizioni della bonifica, che comporta specifiche limitazioni agli scavi e alle piantumazioni: la ridotta presenza di aree verdi non rappresenta una scelta progettuale, ma la conseguenza delle misure necessarie per garantire nel tempo la sicurezza ambientale del sito.
Un iter progettuale complesso, dunque, ma capace di restituire un messaggio particolarmente significativo: al posto di un’area contaminata sorgerà ora uno spazio interamente dedicato alla prevenzione della produzione di rifiuti, al riutilizzo degli oggetti e alla diffusione di una cultura della sostenibilità.
L’investimento complessivo per l’intero progetto, comprensivo degli interventi di analisi ambientale e bonifica, ammonta a circa 1,4 milioni di euro, finanziati grazie ai contributi di Comune di Lecco, Silea, Regione Lombardia, attraverso il bando Ri.Circolo, e Fondazione Cariplo.
I lavori per l’edificazione della struttura sono stati aggiudicati alla società Bua Costruzioni Generali di San Benigno Canavese, in provincia di Torino. La conclusione dell’intervento è prevista per la primavera del 2027.
“Recuperare un’area storicamente contaminata per trasformarla in un luogo dedicato al riutilizzo ha un valore non soltanto urbanistico, ma anche culturale. Significa promuovere comportamenti più responsabili, ridurre gli sprechi e costruire una comunità sempre più attenta alla sostenibilità e alla solidarietà. Questo progetto arricchisce il sistema dei servizi ambientali cittadini e rafforza l’impegno di Lecco verso un modello di sviluppo fondato sull’economia circolare”, sottolineano il sindaco di Lecco Filippo Boscagli e l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecco Simone Brigatti.
“Riutilizzare un oggetto significa ridurre il consumo di materie prime, contenere la produzione di rifiuti e abbattere le emissioni legate alla realizzazione e alla distribuzione di nuovi beni – conclude la presidente di Silea Francesca Rota – Ma il valore di questo progetto va oltre la dimensione ambientale: la sostenibilità si coniuga con quella sociale, favorendo l’accesso a beni di uso quotidiano a costi contenuti e contribuendo alla costruzione di nuove reti di solidarietà. Il luogo stesso su cui sorgerà il nuovo centro del riuso di Lecco racconta in modo concreto quanto sia oggi cambiato il rapporto tra comunità e ambiente: dalla logica dello smaltimento a quella della valorizzazione delle risorse e dell’economia circolare”.
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