Bisogni

Nuovi bisogni, nuovi equilibri – Come gestire la fragilità dell’anziano a casa

All’appuntamento hanno partecipato operatori socio-sanitari, caregiver e familiari di persone anziane

Nuovi bisogni, nuovi equilibri – Come gestire la fragilità dell’anziano a casa

Si è parlato di fragilità, cura e sostegno alle famiglie nell’incontro pubblico “Nuovi bisogni, nuovi equilibri – Come gestire la fragilità dell’anziano a casa”, ospitato martedì pomeriggio alla Casa della Carità di Lecco e promosso dall’Ambito Territoriale di Lecco insieme a L’Arcobaleno Cooperativa Sociale nell’ambito del Servizio Dimissioni Protette Sociali finanziato dal PNRR.

Nuovi bisogni, nuovi equilibri – Come gestire la fragilità dell’anziano a casa

All’appuntamento hanno partecipato operatori socio-sanitari, caregiver e familiari di persone anziane, coinvolti in un momento di confronto guidato dal medico geriatra e formatore Stefano Serenthà. Al centro dell’incontro il tema della fragilità in età avanzata, affrontato non come una condanna irreversibile ma come una condizione delicata che può essere accompagnata e gestita attraverso attenzioni quotidiane, servizi adeguati e relazioni di supporto.

Serenthà ha spiegato come l’allungamento della vita media, raddoppiata nell’ultimo secolo, comporti nuove sfide sociali e familiari. Anche eventi apparentemente piccoli, come una malattia, un lutto o un cambiamento improvviso, possono compromettere l’equilibrio di una persona anziana già fragile. Proprio per questo, ha sottolineato, è fondamentale intervenire prima che la situazione degeneri.

Durante l’incontro il geriatra ha chiarito anche alcune differenze spesso confuse nel linguaggio comune, come quelle tra autonomia e autosufficienza oppure tra invalidità e disabilità. La vera sfida della cura, ha spiegato, non è soltanto quella di guarire una malattia ma di ridurre la disabilità, restituendo qualità della vita, relazioni e dignità alla persona.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dei caregiver e delle famiglie. Serenthà ha invitato a superare la semplice “presa in carico” per arrivare a una vera “presa in cura”, capace di coinvolgere non solo il paziente ma tutto il contesto familiare ed emotivo che lo circonda. Ha inoltre evidenziato il peso psicologico che grava su chi assiste un familiare anziano, ricordando che anche il ricovero in struttura può rappresentare, in alcuni casi, una scelta di attenzione e responsabilità.

L’incontro ha infine ribadito l’importanza della medicina territoriale, dei servizi domiciliari, dei centri diurni e delle reti di supporto, strumenti considerati fondamentali per accompagnare anziani e famiglie nei momenti più delicati. In questo contesto si inserisce il Servizio Dimissioni Protette Sociali attivato dall’Ambito Territoriale di Lecco con il supporto di L’Arcobaleno, nato per sostenere le persone fragili nel passaggio dall’ospedale al domicilio e prevenire ricoveri ripetuti.

La serata si è conclusa con un momento di confronto aperto tra i partecipanti, che hanno condiviso esperienze personali e sottolineato la necessità di rafforzare reti, servizi e relazioni accanto agli aspetti più strettamente sanitari.