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Ninna Quario ai Resinelli: «La vita più bella è quella che non sai ancora come andrà a finire»

Il volume si chiude nell'estate del 2025, quando Federica Brignone era ancora impegnata nel lungo recupero dopo il grave infortunio

Ninna Quario ai Resinelli: «La vita più bella è quella che non sai ancora come andrà a finire»

Una carriera da atleta, decenni trascorsi a raccontare lo sport da giornalista e l’esperienza forse più intensa di tutte: quella di madre. Sono i tre fili che si intrecciano nelle pagine di Due vite, il libro con cui Maria Rosa Quario ha ripercorso il proprio cammino e quello della figlia Federica Brignone, protagonista di alcune delle pagine più importanti dello sci italiano.

Ninna Quario ai Resinelli: «La vita più bella è quella che non sai ancora come andrà a finire»

L’occasione per parlarne è arrivata ai Piani dei Resinelli, dove l’ex campionessa azzurra è stata ospite di un incontro promosso dalla Comunità Montana del Lario Orientale e Valle San Martino. Davanti a una piazza gremita, Quario ha raccontato episodi pubblici e privati, alternando ricordi personali alle immagini che hanno segnato la carriera sua e della figlia.

Il volume si chiude nell’estate del 2025, quando Federica Brignone era ancora impegnata nel lungo recupero dopo il grave infortunio che aveva messo in dubbio il prosieguo della sua carriera. Una conclusione volutamente aperta, scritta quando nessuno poteva ancora immaginare ciò che sarebbe accaduto nei mesi successivi.

«Dovevo consegnare il libro alla stampa e non sapevo cosa sarebbe successo – ha ricordato Quario –. Non sapevo se Federica sarebbe riuscita a tornare sugli sci, né se avrebbe partecipato alle Olimpiadi. Però credo che il bello della vita sia proprio questo: non conoscere il futuro e continuare a sperare che possa riservarti qualcosa di meraviglioso».

Un messaggio che, alla luce di quanto avvenuto poi, assume un significato ancora più forte. La sciatrice valdostana è infatti riuscita a tornare alle competizioni e a conquistare due medaglie d’oro olimpiche, scrivendo una delle storie sportive più emozionanti degli ultimi anni.

La giornata lecchese è stata anche l’occasione per far conoscere all’ex campionessa un territorio che non aveva mai visitato personalmente. Tra una passeggiata al Rifugio Rosalba e la visita a Villa Gerosa, Quario ha scoperto scorci e paesaggi che l’hanno particolarmente colpita.

«Conoscevo i Resinelli soltanto di nome e per la loro importanza nella storia dell’alpinismo e dello sci. Ho trovato un ambiente straordinario, frequentato da tante persone ma ancora capace di trasmettere tranquillità. Mi ha colpito soprattutto l’accoglienza ricevuta e il modo in cui questo territorio riesce a parlare a pubblici diversi, dalle famiglie agli escursionisti più esperti».

Alla serata ha partecipato anche la sciatrice valsassinese Asja Zenere, amica di Federica Brignone. L’iniziativa rientrava nel progetto “Conosciamo”, sostenuto dalla Provincia di Lecco e finanziato da Regione Lombardia attraverso il programma “Olimpiadi della Cultura”.