Natale amaro per il “Bar Aurora”, costretto ad abbassare la saracinesca
«Dal 2018 abbiamo lavorato sodo e in questi anni siamo riusciti a conquistare la fiducia degli olginatesi – commenta Milani – In tanti hanno fatto di questo locale, che per noi è casa, un vero e proprio punto di riferimento dove trascorrere del tempo e, in un certo senso, vivere il paese lontano dalle cattive frequentazioni. Oggi questo, viene meno»

Ma che cosa è Successo? La Parrocchia, proprietaria dei locali, nel mese di settembre ha comunicato alla Cooperativa Aurora, realtà attiva nel sociale a cui era affidata la gestione del bar, la disdetta del contratto che, a sua volta, è stata comunicata per iscritto alla gestrice. Il tutto, dietro la promessa, da parte del parroco, don Matteo Gignoli, del riaffidamento tempestivo dei locali per proseguire con l’attività. Una promessa che, però, sarebbe stata disattesa.
«A queste parole dette da un parroco chi non avrebbe dato fiducia? – prosegue la titolare – Ci aveva rassicurato. Abbiamo più volte chiesto un contratto che però veniva sempre rimandato. Il 3 dicembre, la doccia fretta. Ha cambiato idea mettendo in difficoltà tre famiglie: noi rimaniamo senza attività, il nostro dipendente senza lavoro e un’altra collaboratrice, che avrebbe dovuto essere assunta a gennaio, dovrà cercarsi altro. Per noi è una grande mancanza di rispetto da colui che il rispetto lo dovrebbe insegnare. Ma soprattutto, ciò che ha fatto, lo ha fatto all’intera comunità di Olginate».

E prosegue: «Il problema non è il bar perché adesso, anche se ricambiasse idea, la fiducia è venuta meno. Quello che a noi fa pensare è il fatto che tutto questo sembra essere stato previsto. E ci chiediamo: perché non ci è stato detto subito? Avremmo avuto il tempo di cercare alternative. Tutti ci fermano per strada e ci chiedono perché chiudiamo, ma noi non sappiamo cosa rispondere. La “colpa” non è nostra. Abbiamo provato a parlare con il don, ma quello che abbiamo ottenuto sono state solo delle scuse che, adesso, non servono a nulla».
Oggi, 24 dicembre 2025, Vigilia di Natale sarà l’ultimo giorno di apertura, il tempo di salutare gli affezionati clienti e poi bisognerà liberare i locali. Dall’altra parte, il sacerdote, contattato sull’argomento, si è limitato a riferire di essere «dispiaciuto per non aver potuto mantenere la parola data, ma le cose sono cambiate. Abbiamo obblighi verso lo Stato e attendiamo una risposta dalla Curia sulla proposta commerciale che abbiamo preparato. Serviva mettere ordine e la volontà è di riaprire il prima possibile. In che forma? Lo stiamo valutando con la Curia. Nell’eventualità, non escludo di ricontattare per primi gli attuali gestori».
Affermazioni che non convincono però Milani, che ribatte: «Se è vero che c’è una proposta commerciale, di cosa si tratta? Ce lo spieghino. Nessuno ne sa nulla. Quello che ci sentiamo di dire è un grande grazie ai nostri clienti, che in questi giorni ci stanno dimostrando tutta la loro vicinanza. In questo momento, è l’unica cosa che ci consola e ci fa capire la bontà di tutto quello che abbiamo costruito lavorando qui».