Valle San Martino

Monte Marenzo: commemorazione davanti all’installazione dedicata a Giulia Cecchettin

Riflessioni e testimonianze a Monte Marenzo per l’8 marzo

Monte Marenzo: commemorazione davanti all’installazione dedicata a Giulia Cecchettin
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Sono stati veri e propri momenti di riflessione e testimonianza quelli vissuti dalla comunità montemarenzina in occasione dei festeggiamenti per la Giornata internazionale per i diritti delle donne lo scorso venerdì 8 Marzo 2024 . Per l’occasione all’incrocio tra le vie Manzoni, Colleoni e Verdi, nelle immediate vicinanze del municipio e davanti all’installazione dedicata a Giulia Cecchettin e a tutte le vittime di violenza (realizzata lo scorso 25 novembre), i rappresentanti della Polisportiva (Area Sociale), del Comune, della Parrocchia, delle scuole e delle associazioni si sono dati appuntamento per celebrare tutti insieme la bellezza dell’essere donna.

Monte Marenzo: commemorazione davanti all’installazione dedicata a Giulia Cecchettin

“Ringrazio voi e le vostre insegnanti, Roberta Motta e Silvana Chiappa - ha affermato Angelo Fontana - per questa visita. Ancora oggi qualcuno ci chiede perché la Polisportiva, con il Comune, Telethon e UILDM, abbia voluto mettere questa targa ai piedi di questo acero rosso. Ve la spiego così: dietro di me c’è via Verdi, a destra via Manzoni, a sinistra via Colleoni. Illustri personaggi che hanno fatto la storia. Probabilmente Giulia, giovane ragazza di un piccolo paese in provincia di Venezia uccisa a 22 anni, non finirà sui libri di storia, eppure, come tante donne, ha pagato con la vita la difesa della libertà e della dignità. Libertà di studiare, di scegliere liberamente chi amare, di non subire la violenza fisica e morale. Ecco, noi vorremmo che passando davanti a questa targa e a questo acero rosso, il nostro pensiero andasse a tutte quelle donne, persone normali come le nostre mamme, le nostre sorelle, le nostre amiche un po’ più grandi, che ogni giorno mettono a rischio la propria esistenza per affermare questi valori fondamentali. E, insieme al ricordo, impegnarci a rifiutare la violenza, rifiutarla sempre”.

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La parola è passata agli studenti di 5° elementare che, nei giorni precedenti in classe, hanno riflettuto sulle origini della festa dell’8 marzo e sul significato che ha ancora oggi leggendo diversi brani che raccontano le fatiche delle donne del passato nell’affermarsi e nell’avere una voce in spazi tradizionalmente maschili. Inoltre si è riflettuto sul tema della violenza.

“Le riflessioni emerse, semplici ma profonde, sono le seguenti - hanno spiegato i ragazzi - Le ragazze sono esseri umani come i ragazzi. Gli uomini e le donne devono avere gli stessi diritti perché ugualmente importanti e tutti dobbiamo avere le stesse opportunità di lavoro e nella vita sociale. Noi pensiamo che chiunque deve avere la possibilità di fare ciò che gli piace e in cui è bravo o brava”.

“L’importanza del rispetto per le donne - ha aggiunto la sindaca Paola Colombo - è fondamentale perché sono essere umani con gli stessi diritti e dignità degli uomini. È importante educare al rispetto per costruire un mondo migliore tollerante e inclusivo. Chiunque si trovasse in difficoltà può seguire le orme rosse che dal monumento di Giulia portano in comune dove ci saranno delle persone che potranno aiutarvi”.

Toccante anche l’intervento del parroco, don Angelo Roncelli: “Ragazzi, rispettare le donne vuol dire non violenza, saper accettare anche un rifiuto. Il femminicidio quasi sempre è commesso da chi amava, o meglio, diceva di amare. Ma che amore è un amore che arriva a eliminare l’altro? Bisogna accettare il rifiuto, il no, cominciando da ora. Non sempre le cose possono andare bene. Si riparte e si va avanti facendo tesoro dell’esperienza. Nella giornata della donna un pensiero anche per le vostre mamme, che sono donne, e che hanno fatto e fanno ancora tanto per voi”.

 

Ad ogni ragazzo, è stato poi consegnato un fiore giallo fatto a mano dalla signora Giampiera Burini con l’invito a farne dono ciascuno alla propria mamma, sorella o amica che sia.

 

Luca de Cani

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