Regione Lombardia si farà carico delle spese per acquistare negli Stati Uniti il Daraxonrasib, il farmaco sul quale Jessica Scarpa, 36 anni, mamma di due gemellini impegnata in una durissima battaglia contro il tumore al pancreas, ripone le proprie speranze. L’Asst di Lecco ha infatti ricevuto dal Pirellone l’autorizzazione a procurarsi il medicinale e a somministrarlo alla paziente. Un passaggio fondamentale, che trasforma finalmente la solidarietà e le promesse delle ultime settimane in un intervento concreto.
Mamma Jessica non si arrende: Regione Lombardia pagherà il farmaco per la cura
Per Jessica si apre così una nuova prospettiva: non dovrà essere la sua famiglia a sostenere il costo di una terapia particolarmente onerosa. Sarà invece il sistema sanitario regionale a garantire le risorse necessarie per l’acquisto del farmaco oltreoceano. Una decisione arrivata dopo le verifiche avviate dalla Regione e l’interessamento diretto dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso.
Il farmaco è già disponibile negli Stati Uniti, dove ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration nell’agosto scorso. In Europa, a metà ottobre, il comitato scientifico dell’Agenzia europea per i medicinali ha espresso parere favorevole, ma manca ancora la decisione definitiva della Commissione europea. Da qui la scelta di ricorrere a una procedura straordinaria di acquisto negli Usa, attraverso l’Asst Lecco, senza attendere il completamento dell’iter, per abbreviare i tempi.
“Abbiamo il dovere di fare di tutto per alleviare le sofferenze di questa signora, ma anche di tutti coloro che si trovano nella stessa condizione”, aveva dichiarato Bertolaso, sottolineando la particolare aggressività del tumore al pancreas e la necessità di non lasciare nulla di intentato.
Ma l’impegno della Regione guarda anche oltre la vicenda personale di Jessica. L’assessore aveva infatti annunciato l’intenzione di utilizzare questo caso per predisporre un protocollo che permetta di garantire il medicinale anche ad altri pazienti con caratteristiche cliniche analoghe. “Utilizziamo questa vicenda per riuscire a impostare un protocollo che ci permetta poi di garantire questo farmaco, che non si trova oggi in Italia e costa un sacco di soldi, a tutti coloro che dovessero trovarsi nelle stesse condizioni di questa mamma”, aveva spiegato.
La svolta istituzionale arriva dopo una straordinaria gara di generosità. La storia di Jessica era diventata pubblica a fine ottobre, quando la 36enne aveva aperto una raccolta fondi per acquistare il farmaco negli Stati Uniti. L’appello aveva suscitato una risposta impressionante. La raccolta ha oltrepassato quota 200mila, grazie a più di 5.887 contributi, superando ampiamente il primo obiettivo di 45mila euro. Il nuovo traguardo era stato fissato a 300mila euro, per sostenere l’accesso alla terapia negli Stati Uniti. Adesso, con l’autorizzazione all’acquisto e la copertura economica della Regione, un primo traguardo è stato raggiunto.
Restano da completare i passaggi necessari per la fornitura e la somministrazione, ma Jessica non è più soltanto davanti a una speranza affidata alla generosità delle persone: ha davanti a sé una possibilità concreta di cura. E la sua battaglia potrebbe aprire una strada anche per tanti altri.
Luca De Cani