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Malgrate, scuola dell’infanzia “Casa dei bambini”: l’associazione è alla ricerca di nuovi soci

Ieri una serata di confronto con il presidente, il sindaco e il parroco. L'asilo non chiuderà, ma è necessario rinnovare il Consiglio di Amministrazione

Malgrate, scuola dell’infanzia “Casa dei bambini”: l’associazione è alla ricerca di nuovi soci

L’associazione che gestisce la scuola dell’infanzia «Casa dei bambini» è alla ricerca di nuovi soci. Questo l’appello lanciato dal presidente Stefano Spreafico nella serata di ieri, giovedì 11 giugno 2026, tenutasi proprio nella scuola dell’infanzia e promossa al fine di discutere del futuro del servizio. Una trentina i presenti, tra i quali alcuni rappresentanti del Consiglio comunale e delle associazioni e alcuni genitori – troppo pochi però, in confronto al numero di bambini che la scuola ospita.

Malgrate, scuola dell’infanzia “Casa dei bambini”: l’associazione è alla ricerca di nuovi soci

Oltre al presidente, erano presenti il sindaco Michele Peccati, l’assessore all’Istruzione Livia Sala e il parroco don Andrea Lotterio, ad indicare i due pilastri cui si appoggia la scuola: Comune e Parrocchia.

Niente allarmismi, Spreafico è stato chiaro: la scuola non chiuderà. Si tratta «semplicemente» di trovare nuovi soci, che possano dare vita ad un nuovo Consiglio di amministrazione, ed eleggere un nuovo presidente, dato che il mandato dell’attuale Consiglio è in realtà scaduto due anni fa.

La scuola infatti, lo ricordiamo, è gestita dall’associazione, che riceve contributi dall’Amministrazione comunale, dal Ministero e dalla Regione, oltre che dalle rette scolastiche. L’associazione prevede che il Consiglio di Amministrazione sia composto da 7 soci, tra i quali un rappresentante nominato dal Comune, uno dalla Parrocchia e due rappresentanti dei genitori. Per diventare soci, bisogna versare un contributo annuale di 10 euro: una cifra simbolica, ciò che conta è la volontà di mettersi in gioco per contribuire alla gestione dell’asilo.

Ad oggi, il servizio è esteso alla fascia 0-6: con la precedente Amministrazione, infatti, è stato aggiunto alla scuola dell’infanzia e alla Sezione Primavera già esistenti, anche il Centro prima infanzia. Quest’anno si contano 15 iscritti al Centro prima infanzia, altrettanti alla Sezione Primavera e 39 alla scuola dell’infanzia; l’anno prossimo gli iscritti saranno 7 al Centro prima infanzia, 15 alla Sezione Primavera e 48 all’infanzia: si denota quindi una leggera crescita. La scuola conta inoltre 7 insegnanti con contratto a tempo indeterminato (2 al Centro prima infanzia, 2 alla Sezione Primavera e 2 all’infanzia, cui si aggiunge una coordinatrice) e 2 inservienti.

Non si tratta dunque di un problema relativo al calo demografico o al bilancio dell’associazione, che, grazie ai contributi del Comune, è in attivo: si tratta di trovare nuovi soci che eleggano un nuovo Consiglio di Amministrazione, che a sua volta elegga un nuovo presidente, il responsabile legale della scuola. Spreafico, infatti, vuole cedere questo ruolo, oltre che per un «principio di alternanza», dopo 6 anni di mandato, anche per differenze di vedute tra lui e il primo cittadino. Spreafico, infatti, vorrebbe allargare lo scopo sociale dell’associazione, includendo, oltre ai servizi per l’infanzia, anche quelli per gli anziani; vorrebbe poi trasformare l’associazione in una fondazione e iscriverla all’ente del terzo settore, in modo da avere una maggiore possibilità di accesso a bandi e finanziamenti. Peccati, invece, non vuole venire meno alla volontà dei defunti donatori dell’immobile che avevano stabilito che, in caso di scioglimento dell’associazione, la struttura sarebbe stata destinata per metà al Comune e per metà alla Parrocchia; iscrivendosi al terzo settore, la struttura dovrebbe invece restare anche un domani nell’ambito del terzo settore.

Entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione prevede un certo impegno, ma Spreafico assicura: «Abbiamo lavorato come Consiglio affinché non si fosse soli nella gestione della scuola: sulla gestione del bilancio siamo affiancati da un ente che tiene la contabilità, la mensa è esterna, c’è l’obbligo di una polizza che copra da eventuali danni… Forse servirebbe esternalizzare anche la gestione del giardino, perché facciamo fatica a trovare volontari disponibili a tagliare l’erba».

«Il servizio non è in discussione – ribadisce il sindaco – ma è auspicabile riuscire a coinvolgere le famiglie, in prima battuta quelle i cui figli frequentano l’asilo». «Siamo passati storicamente da un’assemblea molto numerosa ad una composta dal solo Consiglio di Amministrazione – conferma don Andrea – tutti abbiamo da fare, ma in questo darsi da fare c’è il rischio di chiudersi in se stessi e pensare solo al proprio orticello; dobbiamo invece rinnovare questo senso di comunità».

L’obiettivo è quindi trovare nuovi soci entro settembre, termine ultimo per l’approvazione del bilancio.