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Lecco

L'onorevole Brambilla contro l'ordinanza affama-randagi: "Gattinoni la revochi"

La deputata minaccia di fare ricordo al Tar dopo il provvedimento.

L'onorevole Brambilla contro l'ordinanza affama-randagi: "Gattinoni la revochi"
Attualità Lecco e dintorni, 08 Ottobre 2022 ore 10:57

L'onerevole Michela Vittoria Brambilla contro l'ordinanza affama-randagi firmata dal sindaco Mauro Gattinoni. L'animalista minaccia anche di fare ricorso al Tar qualora non venga revocata.

L'onorevole Brambilla contro l'ordinanza affama-randagi

"Il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, revochi l’ordinanza del 5 ottobre che vieta di “somministrare qualunque tipo di alimento” a qualsiasi specie di animali “selvatici e randagi” sul territorio del Comune. O sarà ricorso al Tar". Lo annuncia, appena letto il provvedimento, l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, deputata lecchese paladina degli animali e presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. “Le ordinanze affama-randagi sono una vergogna nazionale - sottolinea - e non avrei mai pensato di doverne parlare in una città civile come Lecco”.

Le ordinanze affama-randagi sono una vergogna nazionale

“Si tratta - spiega l’onorevole - di un sistema classico, ben noto alle associazioni, cui gli amministratori locali ricorrono per mascherare la propria incapacità di gestire, con mezzi proporzionati e ragionevoli, il problema del randagismo o della fauna selvatica nel contesto urbano. Fortunatamente i giudici amministrativi hanno da tempo smontato il meccanismo, evidenziando le numerose contraddizioni, con la legge e con la logica, di tali ordinanze. Su atti di questo tipo c’è una giurisprudenza consolidata ormai da decenni. Invito perciò il sindaco a revocare l’ordinanza, come hanno prudentemente fatto molti suoi colleghi nel passato, altrimenti saremo costretti a chiederne l’annullamento. Eventuali problemi di igiene o di sicurezza non si risolvono limitando la libertà dei cittadini o mettendo a rischio la sopravvivenza degli animali”.

Numerose le proteste già raccolte dalla presidente di LEIDAA. “Lecco - afferma l’onorevole Brambilla - ha un cuore animalista e i cittadini sono indignati. Invece di ringraziare e sostenere chi si occupa delle colonie feline nel pubblico interesse, l’amministrazione produce questa ordinanza. Invece che realizzare il canile comunale, già promesso per due mandati anche dall'amministrazione di sinistra dell’ex sindaco Virginio Brivio, Gattinoni spedisce a Lissone i cani accalappiati a Lecco e mette a disagio i cittadini che devono ritrovare il proprio quattrozampe scappato dal giardino. Si tratta dell' unico capoluogo di provincia nel nord Italia che non dispone di un proprio canile con il quale dare ospitalità ai trovatelli del territorio e garantire un doveroso servizio di pubblica utilità ai cittadini. Il sindaco si vergogni e piuttosto aiuti i volontari che si occupano degli animali al posto suo. Quanto ai selvatici, hanno lo stesso diritto di essere tutelati e fortunatamente è molto cresciuta la sensibilità delle persone. Prova ne è il numero di animali feriti o in difficoltà che i lecchesi portano al nostro CRAS “Stella del Nord”, il Centro Recupero Animali Selvatici di Calolziocorte della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente" conclude la presidente, onorevole Michela Vittoria Brambilla.

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