La Commissione consiliare 4, riunitasi il 3 febbraio 2026, è stata l’occasione per presentare ufficialmente il progetto L.u.c.i.a., strettamente connesso al futuro riallestimento e ampliamento del Museo Manzoniano di Villa Manzoni. A introdurre i lavori è stata l’assessora alla Cultura Simona Piazza, che ha illustrato un percorso articolato e ambizioso, pensato per rilanciare in chiave contemporanea l’eredità culturale di Alessandro Manzoni e rafforzare il ruolo di Lecco come polo di turismo culturale di qualità.
Lecco: in Commissione il progetto L.u.c.i.a e il Museo Manzoniano
Il progetto, che ha ottenuto un finanziamento importante grazie al contributo di Regione Lombardia e del Comune, è frutto di un lavoro condiviso che ha coinvolto circa cinquanta soggetti tra enti pubblici, associazioni culturali, realtà turistiche e scolastiche. La proposta è stata presentata la scorsa settimana anche a Fondazione Cariplo e si inserisce in una strategia più ampia che guarda alla valorizzazione sistemica dei luoghi manzoniani presenti in città.
L’intervento complessivo prevede un investimento di oltre 3 milioni e 300 mila euro, di cui 900 mila euro destinati specificamente al nuovo allestimento museale. Il progetto non si limiterà al piano terra di Villa Manzoni, ma porterà all’estensione del percorso di visita anche al primo piano, ampliando contenuti, temi e modalità di fruizione. I lavori di progettazione degli spazi e dei contenuti, così come l’adeguamento strutturale e museografico, sono programmati tra il 2026 e il 2027.
Nel frattempo, il Museo Manzoniano è prossimo alla riapertura: la villa verrà riconsegnata all’amministrazione comunale il 28 febbraio, mentre la riapertura al pubblico è prevista per il mese di aprile. Prima, entro il 19 marzo, è in programma una conferenza stampa per presentare il restauro e il riallestimento del piano terra. Aprile sarà concepito come un vero e proprio mese inaugurale, con una serie di iniziative gratuite pensate per riavvicinare al museo cittadini, famiglie e scuole, seguendo un modello già sperimentato con successo per il teatro.
Parallelamente è già stata avviata la procedura di appalto per i servizi di biglietteria, mentre l’obiettivo di medio termine resta quello di arrivare, entro la fine del 2027, all’apertura del nuovo Museo Manzoniano ampliato, capace di offrire un’esperienza di visita più ricca, accessibile e articolata.
Al centro del progetto c’è la volontà di non creare un museo “nuovo”, ma di riorganizzare e armonizzare il percorso espositivo, introducendo nuove chiavi di lettura e approfondimento. In questa direzione si inserisce la costituzione di un comitato scientifico ad hoc, incaricato di garantire un alto livello culturale e di definire contenuti solidi, traducibili anche dal punto di vista tecnico e museografico. Le nuove sale del primo piano affronteranno temi inediti, anche attraverso l’uso di tecnologie multimediali avanzate, con particolare attenzione al linguaggio manzoniano, alla sua evoluzione e alla sua influenza nel tempo.
Durante la commissione sono intervenuti anche alcuni membri del comitato scientifico. Il professor Carlo Ossola ha sottolineato come una quota crescente di turismo culturale italiano sia oggi alla ricerca di mete meno affollate, ma ricche di contenuti e conoscenza. In questo scenario, la Villa Manzoni e il Museo Manzoniano possono candidarsi a diventare un punto di riferimento per un turismo più consapevole. Ossola ha inoltre ricordato il legame con Fondazione Treccani e il Festival della Lingua Italiana, già ospitato a Lecco, che con una sede rinnovata potrà ulteriormente crescere.
Mauro Rossetto ha invece illustrato il lavoro svolto dal comitato scientifico, chiamato a definire le linee guida del progetto preliminare ed esecutivo. Centrale è stata la scelta di mantenere una forte unità tra il percorso museale esistente e quello futuro, sia dal punto di vista espositivo che dei contenuti. Il Museo Manzoniano viene concepito come un museo letterario, non d’arte, chiamato quindi a rendere “visibile” e comprensibile una materia in parte astratta, come la lingua, il pensiero e i valori etici espressi nei Promessi Sposi, di cui si avvicina il bicentenario della pubblicazione.
Il progetto guarda anche all’accessibilità e all’inclusione: sono previste la rimozione delle barriere architettoniche, percorsi di visita dedicati alle persone con disabilità, il miglioramento dell’accoglienza e della gestione dei flussi. Accanto alle sale espositive troveranno spazio un bookshop, una caffetteria e ambienti dedicati a laboratori, seminari e attività didattiche, con l’obiettivo di rendere il museo un luogo vivo e frequentato, capace di dialogare con la cittadinanza e con le scuole.
Un Museo Manzoniano rinnovato, dunque, non solo come spazio espositivo, ma come chiave di lettura dell’intero sistema dei luoghi manzoniani lecchesi, chiamato a raccontare Manzoni nel suo tempo e nel nostro presente.
