commemorazione

Lecco ricorda gli scioperi del 7 marzo 1944: memoria e responsabilità davanti agli studenti

Il pensiero unito delle sigle sindacali e delle istituzioni: "Gli studenti siano lo strumento di pace e non dimentichino questi fatti abominevoli"

Lecco ricorda gli scioperi del 7 marzo 1944: memoria e responsabilità davanti agli studenti

La città di Lecco ha ricordato questa mattina, venerdì 6 marzo 2026,  l’82° anniversario degli scioperi del 7 marzo 1944 con una giornata di celebrazioni dedicata alla memoria dei lavoratori deportati nei campi di sterminio nazisti. Le iniziative, promosse da CGIL, CISL e UIL di Lecco insieme ad ANPI, Comune e Provincia, hanno coinvolto istituzioni, scuole, associazioni e cittadini in un momento di riflessione sui tragici eventi che colpirono il territorio lecchese durante la Seconda guerra mondiale.

Lecco ricorda gli scioperi del 7 marzo 1944: memoria e responsabilità davanti agli studenti

La mattinata si è aperta con una preghiera nella chiesa dei Santi Martiri Gervaso e Protaso a Castello, celebrata da don Mario Fumagalli in ricordo delle lavoratrici e dei lavoratori deportati. Successivamente istituzioni e cittadini si sono ritrovati sul piazzale adiacente alla chiesa per il corteo che ha raggiunto corso Matteotti. Qui, al Parco 7 Marzo 1944, si è svolto un momento di raccoglimento con la ricostruzione dei fatti storici a cura dell’ANPI provinciale di Lecco. La commemorazione è proseguita con l’omaggio floreale alla lapide dei caduti in via Castagnera, dedicata ai lavoratori lecchesi deportati, prima della cerimonia istituzionale nell’aula magna del liceo Manzoni.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, il prefetto Paolo Ponta, il delegato provinciale Antonio Pasquini – in rappresentanza della Provincia – la referente dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra Alessandra Anghileri e la professoressa Giulia Colombo, intervenuta al posto della dirigente dell’istituto Bertacchi.

Gli interventi delle istituzioni

Il sindaco Gattinoni si è rivolto soprattutto agli studenti, invitandoli a interrogarsi sul presente: «Chiedetevi se e dove nel mondo esistono ancora persecuzioni verso chi sciopera o difende i propri diritti. E domandatevi dove prevale l’interesse di parte sul bene comune». Ai ragazzi ha anche lanciato un invito a «amare la complessità», ricordando che le risposte semplici e immediate spesso non aiutano a comprendere davvero la realtà: «La verità va cercata, svelata, scovata». Antonio Pasquini ha richiamato il valore della comunità: «Tenete sempre presente il senso di appartenenza e di responsabilità reciproca: in questo mondo non si vive da soli». Il prefetto Paolo Ponta ha sottolineato come la commemorazione non debba restare solo un rito: «La Repubblica democratica fondata sul lavoro nasce anche dal sacrificio di chi rischiò la vita per difendere i diritti dei lavoratori. Quegli operai scioperarono in un regime che non lo consentiva, seguendo la propria coscienza pur sapendo a cosa andavano incontro». Un richiamo anche alla Costituzione, definita «qualcosa di vivo, da portare avanti ogni giorno».

Alessandra Anghileri ha invitato i giovani a non dimenticare: «Se siamo qui ancora oggi è perché la memoria va custodita. Utilizzate i mezzi che oggi avete, pensate con la vostra testa e non limitatevi a seguire le onde. Pretendete un futuro e un lavoro dignitoso. Chi è stato deportato è stato allo stesso tempo sfortunato e coraggioso, perché voleva un mondo migliore». Nel suo intervento la professoressa Giulia Colombo ha ricordato il comportamento degli operai lecchesi durante gli scioperi del 1944: «Agirono con grande civiltà, consapevoli dei rischi che correvano. Reagirono in modo composto e solidale, lasciando una lezione che ancora oggi dobbiamo raccogliere». Agli studenti ha rivolto un invito chiaro: «Siate coraggiosi e responsabili, scegliete il vostro futuro».

La mattinata è proseguita con le testimonianze degli studenti che nel 2025 avevano partecipato al Viaggio della Memoria nei luoghi delle deportazioni. Alcuni ragazzi dell’istituto Bertacchi hanno letto anche lettere e riflessioni dedicate alle storie dei deportati lecchesi. A chiudere la commemorazione è stato un intenso momento musicale con un ensemble di archi, che ha accompagnato il ricordo delle vittime e il messaggio di responsabilità affidato alle nuove generazioni. La giornata ha rappresentato per la comunità lecchese un’occasione per rinnovare la memoria degli scioperi del 7 marzo 1944, simbolo di coraggio, dignità e resistenza contro l’oppressione nazifascista.