intervista

Lecco nella morsa dei rincari: la corsa di una famiglia numerosa per arrivare a fine mese

Inflazione, Lecco è entrata nella top ten delle città più care d’Italia

Lecco nella morsa dei rincari: la corsa di una famiglia numerosa per arrivare a fine mese
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Fare la spesa, pagare le bollette, mettere benzina. Gesti quotidiani che pesano sempre di più sui bilanci familiari. A Lecco il caro vita si traduce in 1.024 euro di spese aggiuntive all’anno per una famiglia media, secondo la stima dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat di agosto. Con un’inflazione del 3,6%, la città è salita al settimo posto nella classifica delle città più care d’Italia, conquistando anche il primato lombardo.

Lecco nella morsa dei rincari: la corsa di una famiglia numerosa per arrivare a fine mese

Un anno fa la situazione era decisamente diversa: nell’agosto 2025 Lecco si trovava al 42esimo posto, con un’inflazione dell’1,2% e una maggiore spesa annua stimata in 345 euro. Oggi il conto è quasi triplicato, superando di 191 euro la media nazionale e di 117 euro quella lombarda.

Ma dietro le percentuali ci sono le famiglie, chiamate ogni giorno a rivedere abitudini, acquisti e spostamenti per riuscire a far quadrare i conti. Per capire quanto sia diventato difficile affrontare le spese quotidiane, abbiamo raccolto la testimonianza di una famiglia numerosa residente in città.

A parlare è una mamma lavoratrice, farmacista, che insieme al marito, dipendente di un’azienda agricola, cresce cinque figli: 12, 9, 7, 5 e 1 anno. Sette persone in famiglia, con esigenze diverse e un bilancio da organizzare con attenzione. Il suo racconto parte dalla spesa quotidiana e arriva alle bollette, al carburante, agli spostamenti per lavoro e soprattutto alla gestione dei bambini, anche quando la scuola chiude.

Avete notato nell’ultimo anno un aumento significativo delle spese quotidiane? Quali sono quelle che sono cresciute di più?

«Sì abbiamo notato un aumento, sono cresciute le spese per cibo, bollette, carburante. Per fare una spesa minima spendiamo 90-100 euro, ma non basta una volta a settimana».

Avete notato aumenti particolari su alcuni prodotti?

«In particolare abbiamo notato che frutta e verdura sono aumentate esponenzialmente rispetto a carne e soprattutto pesce. Io faccio la spesa sempre guardando i prezzi, cerco le offerte soprattutto di prodotti con grandi formati, essendo in tanti».

Avete cambiato il modo di fare la spesa per contenere i costi? Per esempio scegliendo più prodotti in offerta, marche diverse o acquistando meno?

«Acquisto pochi prodotti di marca, mi arrangio con le sottomarche dei singoli supermercati, cercando di non abbassare troppo la qualità».

Quanto incidono oggi le spese per casa, bollette, affitto o mutuo sul bilancio familiare? Sono aumentate rispetto allo scorso anno?

«Le bollette sì sono aumentate sicuramente, quella del gas soprattutto, anche in estate… Per la casa noi siamo fortunatissimi perchè siamo in casa di famiglia, e non abbiamo spesa di mutuo o affitto. Certamente ci sono tutte le spese di manutenzione che incidono sul bilancio familiare».

Avete modificato anche le vostre abitudini negli spostamenti? Utilizzate meno l’auto, accorpate commissioni o rinunciate a qualche spostamento?

«Sugli spostamenti sicuramente abbiamo iniziato a fare più attenzione visto il costo del carburante, per esempio io faccio lavoro part time in Valsassina, ho deciso di accorpare le ore in meno giorni per viaggiare meno».

Per una famiglia numerosa, secondo voi, quali sono le spese che pesano maggiormente rispetto a una famiglia più piccola?

«Essendo i figli un numero maggiore, per forza le spese sono maggiori (scuola, abbigliamento, cibo). Questa estate ho notato che dovendo noi lavorare quasi sempre anche proprio per mantenere la famiglia (oltre al fatto che facciamo lavori che non ci permettono di fare tante ferie) il fatto di avere a casa 5 figli per 3 mesi ha richiesto un ingente investimento economico perchè sono piccoli e vanno gestiti e accompagnati (e noi siamo sempre fortunati perchè abbiamo 4 nonni in salute e disponibili, ma penso a chi è da solo)».

Avete usufruito di bonus, agevolazioni o altre forme di sostegno? Sono stati sufficienti?

«Noi usufruiamo da anni dell’assegno unico per figli minorenni e della misura nidi gratis della regione Lombardia (per il figlio che va al nido) avendo un Isee inferiore ai 20.000 euro. Non è poco come sostegno, ma non si può dire che sia sufficiente».

Quando sentite parlare di un rincaro medio di oltre mille euro all’anno per una famiglia lecchese, vi riconoscete in questa cifra? La vostra spesa è aumentata più o meno di questa misura?

«Sì ci riconosciamo nella misura del rincaro e io credo che la nostra spesa sia aumentata di più».

Che cosa chiederebbe una famiglia numerosa alle istituzioni di fronte a questa situazione?

«Non so bene cosa chiederei, è vero che la scelta di fare i figli è personale, ma è anche un investimento per il futuro non solo della famiglia, ma dell’intera comunità. Sicuramente come già detto il sistema scolastico italiano (e anche quello lavorativo, in certi ambiti) non è più compatibile con la vita che in gran parte sono obbligati a fare i genitori, per cui per poter lavorare e sostenere la famiglia ci si deve sobbarcare il costo esagerato della gestione estiva dei figli».

Veronica Figini