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Lecco: nella ex Deutsche Bank un hotel di lusso con oltre 100 stanze, ristorante e terrazza panoramica

Si mormora che l’ex Deutsche Bank sia stata acquistata per circa 10 milioni di euro

Lecco: nella ex Deutsche Bank un hotel di lusso con oltre 100 stanze, ristorante e  terrazza panoramica
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La ex Deutsche Bank di piazza Garibaldi di Lecco sarebbe stata venduta. La notizia è circolata la scorsa settimana negli ambienti bene informati vicino al Palazzo comunale, anche se al momento non ha ottenuto conferme ufficiali, ma neppure smentite.

Ad acquistare il palazzone - di proprietà della Lariana Iniziative immobiliari che fa capo ad alcuni privati, come l’imprenditore Marco Frigerio figlio del compianto Severino, ex presidente Api - sarebbe un Fondo Americano intenzionato a farne un maxi albergo di lusso da oltre 100 stanze, con ristorante e terrazza panoramica. Si tratta di un grosso edificio di 8.134 metri quadri superficie coperta.

Lecco: nella ex l’ex Deutsche Bank un hotel di lusso con oltre 100 stanze, ristorante e terrazza panoramica

Da quanto si è appreso, la somma impegnata per l’acquisto, sarebbe ingente. Basti pensare che - secondo uno studio fatto realizzare al Politecnico dall’Amministrazione comune di Mauro Gattinoni nel 2022 - per acquistare e ristrutturare l’ex sede della banca di Lecco in piazza Garibaldi le cifre oscillavano da un minimo di 44 a un massimo di 52 milioni di euro. Infatti, il primo cittadino e la sua Giunta alla fine avevano gettato la spugna, archiviando il possibile acquisto dell’ex banca e quindi pensato a una ristrutturazione di Palazzo Bovara (con l’aggiunta di una torre per gli uffici). Comunque, si mormora che l’ex Deutsche Bank sia stata acquistata per circa 10 milioni di euro.

Che l’operazione era in corso lo avevamo annunciato (in esclusiva) a più riprese lo scorso anno. Così aveva dichiarato il sindaco, durante un’intervista pubblicata nel mese di ottobre: «L’ex Deutsche Bank è inserita nei piani di rigenerazione urbana approvati in Consiglio. Se ci sarà un albergo ancora non lo so; so che ci sono delle trattative in corso, ma stiamo parlando di una struttura privata e i privati si stanno sforzando di trovare una soluzione, nel proprio interesse, come è lecito che sia, ma ben consapevoli che mettere mano lì significa mettere mano al cuore della città. Pertanto, la loro attenzione è quella di consegnare un risultato che sia armonico, condiviso con le linee di sviluppo della città, funzionale e che contribuisca a un restyling del centro. Naturalmente, in quanto privati, è giusto che facciano i loro conti. Quella struttura ha delle complessità particolari, ma anche delle potenzialità uniche. Spero trovino un’ipotesi di utilizzo ottimale».

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Indubbiamente si tratterà di un’operazione non indolore per il cuore della città che resterà paralizzato per un po’, per quanto ovviamente non è ancora dato saperlo. In primo luogo perché l’edificio dovrà essere sottoposto a una corposa bonifica dall’amianto che era presente non solo nel tetto (dove è stato rimosso) e si trova anche nelle pareti della struttura. Si presume quindi che per la rimozione dell’asbesto l’intera struttura dovrà essere ingabbiata.
E poi c’è la tematica non secondaria dei parcheggi. Sul lungolago ne sono stati eliminati 80 per far posto alla ciclabile che corre a lato del nuovo water front. Piazza Affari è già intasata e sembra impensabile che si possa scavare in quel punto per realizzare una struttura interrata sotto l’ex banca, visto che nel 2010 la voragine realizzata per fare dei parcheggi si era riempita di acqua proveniente dal lago. L’alternativa, che sembra difficile da attuare: cioè bisognerebbe scavare sotto piazza Garibaldi, cuore di Lecco, davanti al Teatro della Società prossimo alla riapertura.
D’altro canto, ci saranno anche indubbi vantaggi, come la riqualificazione di piazza Garibaldi e altre opere pubbliche che il sindaco cercherà di ottenere per la città.

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