Un nuovo stabile che guarda al futuro: il futuro delle famiglie che lo abiteranno, ma anche quello di un quartiere che, grazie a questo intervento, ha un nuovo volto. Sono state inaugurate nella mattinata di oggi, mercoledì 20 maggio 2026, le nuove case ALER di Lecco in via Turbada. Presenti al taglio del nastro il presidente di ALER Bergamo-Lecco-Sondrio, Corrado Zambelli, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, il sottosegretario regionale Mauro Piazza, la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, il prevosto don Bortolo Uberti e i consiglieri regionali lecchesi Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli. Un momento importante per una città che guarda con impegno alle politiche dell’abitare e che ora può contare su nuovi spazi.
Lecco: inaugurate le nuove case Aler di via Turbada
Il presidente Corrado Zambelli ha ricordato che, al suo insediamento nel novembre 2023, in via Turbada era appena iniziata la demolizione di tre edifici degli anni Sessanta, caratterizzati da gravi problemi strutturali, vulnerabilità sismica e numerosi alloggi sfitti.
«Quando mi sono insediato nel novembre del 2023 sono venuto qua in via Turbada e ho visto un cantiere nel quale si stava partendo con le demolizioni di questi tre edifici degli anni Sessanta», ha spiegato Zambelli, sottolineando di aver seguito il progetto fino all’inaugurazione «nei tempi previsti, nelle modalità previste e con i costi stabiliti, senza un euro in più».
L’intervento ha comportato un investimento complessivo di quasi 8 milioni di euro, di cui 5,5 milioni provenienti dal PNRR e circa 2,7 milioni finanziati da ALER. Il presidente ha inoltre ringraziato Regione Lombardia «per il sostegno, per il supporto tecnico e per il supporto finanziario nella realizzazione».
Il nuovo edificio è stato realizzato interamente in legno strutturale X-Lam proveniente da filiere controllate. «Non è una scelta estetica, ma anche una scelta dovuta alla migliore resistenza agli eventi sismici, alla resistenza nel tempo e a un cantiere più rapido», ha dichiarato Zambelli, ricordando che «in due mesi siamo arrivati alla quota di copertura».
Particolare attenzione è stata riservata anche all’efficienza energetica, grazie all’isolamento termico e all’impianto fotovoltaico sul tetto. Il consumo energetico stimato è di circa 30 kWh annui per metro quadrato, contro i 300 del precedente edificio, con un risparmio vicino al 90%. «È un intervento che ha un significato e un valore importante per la sostenibilità ambientale», ha aggiunto.
Anche la distribuzione degli alloggi è stata ripensata rispetto alla concezione standardizzata degli anni Sessanta. Il complesso comprende appartamenti destinati a persone singole, coppie e nuclei familiari più numerosi, «per fare fronte a esigenze diverse» e ridurre il rischio di abitazioni sfitte. Secondo Zambelli, il progetto rappresenta «un intervento di rigenerazione urbana che possa portare valore e che porterà sicuramente valore al quartiere».
Una parte dei 30 alloggi sarà destinata agli ex residenti trasferiti durante i lavori, mentre gli altri saranno assegnati tramite bando, con particolare attenzione alle cosiddette “fasce grigie”, cioè quelle famiglie che incontrano difficoltà sia nell’accesso all’edilizia pubblica sia nel mercato privato. «È una risposta concreta a un’emergenza locale e reale», ha concluso il presidente.
Orgoglioso del risultato finale, definito un modello replicabile e da replicare, l’assessore regionale Paolo Franco ha dichiarato: «Questo è un momento importante, storico, perché la realizzazione di 30 alloggi con queste caratteristiche rappresenta un intervento significativo. Anche nel patrimonio privato, interventi di questo tipo non si vedono spesso».
Sul piano degli investimenti, Paolo Franco ha ricordato che Missione Lombardia ha destinato alla provincia di Lecco, negli ultimi due anni e mezzo, circa 115 milioni e 800 mila euro, di cui oltre 10 milioni per la cura del patrimonio, 4 milioni e mezzo per il welfare abitativo e oltre 400 mila euro per l’housing sociale, con bandi attivi o in fase di chiusura anche sullo studentato.
Riferendosi all’intervento inaugurato, ha ricordato come i sopralluoghi iniziali risalissero a una situazione di forte degrado, con tre stabili vetusti oggi completamente rigenerati grazie a tecniche moderne e a una programmazione più efficace.
Ha poi richiamato il tema della sostenibilità economica degli enti gestori, evidenziando come in passato si siano dovuti affrontare livelli di morosità incolpevole molto elevati, fino al 46–47%, con conseguenti difficoltà nella manutenzione ordinaria e nel recupero degli alloggi sfitti.
Oggi, nel territorio lecchese, a fronte di 542 alloggi gestiti, risultano 49 unità pronte per l’assegnazione e circa 33–34 ancora da rimettere a norma, con uno sfitto da carenze manutentive ridotto a circa il 4%. «È uno sforzo importante, che sconta anni in cui le risorse erano insufficienti».
Infine, ha richiamato il valore dell’intervento anche in termini sociali ed economici: la riqualificazione consente una riduzione significativa dei costi per gli inquilini, stimata fino al 90% rispetto alle condizioni precedenti, migliorando al contempo la qualità abitativa e restituendo dignità a un intero quartiere.
«C’è un passaggio fondamentale che guarda al futuro», ha concluso, «perché minori costi e maggiore efficienza significano anche più equità sociale e più sostenibilità per le famiglie».




