Il sovraffollamento delle carceri, problema che in passato ha afflitto anche la struttura di Lecco, non si risolve costruendo nuove prigioni. «Basterebbe non introdurre un nuovo reato a settimana». Ne è fermamente convinta la senatrice Ilaria Cucchi, che oggi, venerdì 8 maggio 2026, ha visitato la casa circondariale lecchese insieme al senatore di AVS Tino Magni. Con loro erano presenti anche l’assessore al Welfare del Comune di Lecco Emanuele Manzoni e il garante lecchese dei diritti delle persone private della libertà personale Lucio Farina, mentre all’esterno del carcere non è mancato il consigliere comunale Alberto Anghileri.
La visita della senatrice Cucchi, nota per il suo ruolo istituzionale e per la lunga battaglia pubblica volta a ottenere verità e giustizia sulla morte del fratello Stefano Cucchi, fa seguito all’incontro che si è svolto ieri sera in città e dedicato al tema della giustizia riparativa.
La senatrice Ilaria Cucchi a Lecco: “Carceri sovraffollate? Basterebbe non introdurre un nuovo reato a settimana”
Si tratta di una questione di grande attualità a Lecco, dove è recentemente nato uno dei primi centri in Italia impegnati nell’applicazione concreta della riforma Cartabia, che ha rafforzato il ricorso al paradigma riparativo della giustizia, promuovendo percorsi alternativi alla sola dimensione punitiva e favorendo la ricomposizione del rapporto tra vittima, autore del reato e comunità.
I senatori Tino Magni e Ilaria Cucchi hanno visitato la casa circondariale di Lecco, incontrando detenuti e personale. «La struttura di Lecco è l’esempio di come le cose possano funzionare davvero nell’interesse di tutte le figure che fanno parte del mondo penitenziario – ha sottolineato la senatrice –. È l’esempio di come, di fronte al totale disinteresse da parte di chi ci governa, la differenza vera la faccia la comunità locale. Qui ci sono associazioni che contribuiscono moltissimo alla vita di questa realtà, che è molto diversa da altre che ho incontrato. Questo è possibile grazie al contributo e al sostegno dell’amministrazione locale e, credetemi, è qualcosa che si vede poche volte.
Entrare qui dentro sembra entrare in un mondo diverso rispetto ad altre carceri: lo si percepisce dagli ambienti, dai colori, dalla voglia di stare insieme e di interagire. Lo si percepisce anche da una certa serenità, forse è un termine esagerato, ma emerge dallo spirito con cui vivono qui dentro agenti, detenuti e operatori. Qui c’è voglia di fare, e questa è la dimostrazione che, quando lo si vuole davvero, si può cambiare una realtà come quella del carcere, che troppo spesso viene messa all’ultimo posto delle priorità».
Fondamentale, come detto, in questo senso, il tema della giustizia riparativa «perché le persone che oggi sono in questo carcere prima o poi dovranno uscire e tornare a far parte della nostra società, e come li vogliamo nella nostra società?» ha sottolineato la parlamentare.
La senatrice ha affrontato anche il tema della sicurezza, al centro del dibattito elettorale a Lecco in vista delle imminenti votazioni: «Credo che chi ci governa si riempia troppo spesso la bocca del termine “sicurezza”, agendo però in modo completamente incoerente rispetto a ciò che davvero la garantisce. Trovo inoltre che Lecco sia una realtà in cui tutto funziona bene, e questo è dovuto all’impegno dei singoli, perché sono sempre le persone a fare la differenza. Qui a Lecco non ci si può lamentare della mancanza di sicurezza e, soprattutto, ho trovato uno spirito di collaborazione e di comunità davvero raro da riscontrare in altre realtà. Si percepisce la volontà di fare qualcosa nell’interesse di tutti e questo, ci tengo a dirlo, è dovuto in gran parte a chi ha amministrato Lecco in questi anni».
