Non c’è futuro per la scuola primaria Don Milani di Sala al Barro: chiude i battenti per sempre e gli alunni continueranno ad andare a scuola ospitati dal plesso della primaria A. Stoppani di Galbiate. L’Amministrazione comunale punta ora alla demolizione dell’edificio e alla futura ricostruzione, con la prospettiva di creare un centro che non sia solo scuola ma sia anche polifunzionale per la frazione. Ma ci vorrà tempo. Parecchio tempo. Le famiglie dunque devono rassegnarsi a questa prospettiva, perché sono risultati economicamente insostenibili i progetti per un ritorno temporaneo degli alunni nella frazione. Questo il sunto dell’incontro pubblico che si è tenuto alle 17 in Auditorium Golfari a Galbiate mercoledì 4 novembre 2026.

La scuola primaria di Sala al Barro non riapre più: i bimbi restano a Galbiate, il Comune punta a demolire e poi ricostruire
Numeroso il pubblico con famiglie, docenti , la nuova dirigente scolastica Angela Intermaggio, cittadini e consiglieri comunali di minoranza nel pubblico. A ricostruire la situazione attuale, i consiglieri di maggioranza supportati dai tecnici incaricati: l’edificio di Sala al Barro è chiuso da settembre 2025, quando le continue infiltrazioni d’acqua che già si verificavano da anni (comportando la chiusura di alcuni bagni e dell’aula informatica) hanno reso impraticabile la possibilità di continuare a ospitare alunni e corpo insegnanti. Da lì la decisione di trasferire tutti a Galbiate, dove attualmente hanno iniziato anche il nuovo anno scolastico. Una decisione che ha comportato del lavoro importante: non solo adattare i servizi extrascolastici ma anche trovare gli spazi adeguati e permettere l’autonomia di entrambi i plessi nello stesso edificio. La scuola di Sala al Barro infatti esiste ancora e “nessuno vuole cancellarla” come hanno ribadito più volte gli amministratori, ma non può più portare avanti le proprie attività nell’attuale sede della frazione.

Impossibile intervenire sull’edificio per la presenza dell’amianto
Sollecitata dagli interventi del pubblico, la responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici e Manutenzioni comunale Katiuscia Vassena ha spiegato a più riprese che “mettere una pezza” all’edificio di Sala non è più una strada praticabile: “La scuola risale agli anni ’70 ed è un edificio ormai vetusto che tra l’altro presenta amianto compatto nelle pareti divisorie e tamponamenti esterni che venivano utilizzati per l’edilizia scolastica dell’epoca. Le sigillature tra questi tamponamenti si sono usurati e l’acqua entra dai solai e dai controsoffitti. Ats stessa sconsiglia di ripristinare proprio perché c’è la presenza di questo materiale”. Non sono mancate le polemiche di alcuni genitori ed ex amministratori presenti che avrebbero voluto vedere “relazioni tecniche” in cui viene dimostrato tutto ciò. Documenti che però ovviamente esistono e che sono stati firmati dallo stesso ufficio tecnico in seguito a diversi sopralluoghi con altri tecnici e con Ats, come spiegato da Vassena, la quale ha anche specificato che “gli uffici stanno portando a termine le pratiche di accatastamento della scuola che negli anni non erano state formalizzate fino alla fine, lasciando fuori alcuni mappali, impedendo così la partecipazione dell’ente comunale ad alcuni importanti bandi per ottenere finanziamenti”.

Scartate le ipotesi dei moduli prefabbricati e del trasferimento nell’edificio parrocchiale: troppo onerose
Assoldato che la ristrutturazione non può avvenire, si sono così aperti due possibili scenari: affittare dei moduli prefabbricati temporanei da installare a Sala il cui costo aggirerebbe attorno ai 700mila euro, oppure trasferire la scuola nell’edificio parrocchiale di Sala al secondo piano: per quest’ultimo punto è stato fatto uno studio di fattibilità ed erano presenti all’incontro tutti i tecnici che si sono occupati di redigere il progetto. Dal punto di vista formale la soluzione sarebbe percorribile, avendo l’ok di tutti gli enti sovracomunali, ma il problema è il costo esorbitante dell’opera che sfiora il milione: 995.968 mila euro per la precisione. A innalzare il costo soprattutto la realizzazione dell’impianto di calore per 131mila euro, la realizzazione di una scala esterna antincendio per 70mila euro, l’adeguamento di una scala interna per 96 mila euro e la realizzazione dell’ascensore per 70mila euro.

Si punta alla demolizione e ricostruzione della scuola
Delle spese poco ragionevoli per un situazione comunque temporanea che deve guardare anche al calo della natalità esposto dall’assessore ai Lavori pubblici Esmeralda Geraci: un’analisi redatta per il Pgt, nella quale però emerge che il numero di bambini che nasce a Sala è rimasto per lo più costante nella frazione rendendo sempre possibile la formazione di una nuova prima di almeno 15 bambini. Una condizione che ha rafforzato ancora di più la richiesta, forte, da parte delle famiglie presenti di continuare a lavorare per avere di nuovo la scuola primaria nella frazione. L’unica strada da percorrere, dunque, resta quella di rimanere a Galbiate mentre il Comune lavorerà per reperire i soldi per la demolizione e ricostruzione della scuola: cifra stimata 4 milioni e 200mila euro. Una spesa da affrontare a tappe: la prima è la demolizione. Per questo motivo il Comune parteciperà al Bando Amianto Lombardia 2026 di Regione, al fine di poter ottenere un contributo almeno di 300mila euro per coprire la somma di 400mila stimata per la demolizione della scuola e la bonifica dell’area, lasciandola pronta per una nuova edificazione. Su quest’ultimo punto è intervenuta anche Reginella Riva, consigliera di minoranza di “Galbiate Riparte”, la quale ha chiesto “un atto concreto da parte dell’Amministrazione, un progetto di massima che possa davvero farci partecipare ad altri bandi, ma non in tempi biblici”.

Una volontà espressa anche dalle docenti presenti che, però, hanno ribadito come lavorare nell’edificio ora chiuso fosse effettivamente diventato impossibile: “A Sala c’è il nostro cuore e ammettiamo che non è stato facile il trasferimento a Galbiate, fermo restando che ringraziamo le colleghe e il plesso scolastico che ci sta ospitando – ha raccontato una di loro – Tornare a Sala è il nostro obiettivo e ci batteremo insieme alle famiglie per riuscirsi. Nel frattempo, quello che chiediamo al Comune è di darci un po’ di spazio in più e di investire ulteriormente sull’edificio di Galbiate nei prossimi mesi in modo da avere di nuovo aule per i laboratori e per gli alunni con disabilità che attualmente mancano”.
Il sindaco Piergiovanni Montanelli e l’assessore all’Istruzione Marco Brambilla hanno accolto e rafforzato queste richieste che potranno essere discusse e messe in atto nell’immediato proprio per permettere ai due plessi (che restano distinti) di poter convivere nello stesso ambiente, tanto che sono già stati fatti interventi importanti e ce ne sono già in programma altri, come la sistemazione dei bagni. Per riavere una scuola elementare a Sala invece la strada appare decisamente più lunga.