“Non è la grandezza di un monumento che ne sancisce l’importanza, ma il ruolo che esso svolge all’interno della comunità, la storia che racconta. Il ruolo del restauratore è consegnare alla comunità l’opera d’arte in condizioni tali da poter continuare a raccontare la sua storia e scriverne nuovi passi”. E’ racchiuso nelle parole di Raffaele Luzzana dell’Impresa Luzzana Restauri di Civate il senso dell’intervento di restauro, promosso dal Fondo della Comunità di Malgrate in collaborazione con il Comune e con la Parrocchia, della cappella delle ossa dei morti di peste della Crocetta, situata in via Agudio, che ieri sera, venerdì 2 ottobre 2026, è stata inaugurata dopo la fine dei lavori.

I fondi raccolti
Un intervento di sistemazione della cappella risultava essere già stato fatto agli inizi del Novecento; a distanza di oltre un secolo si è reso però necessario un intervento di restauro conservativo per riportarla ai colori originali ed eliminare le infiltrazioni d’acqua dal tetto. Il Fondo Comunitario Malgratese, di cui fanno parte anche il Comune e la Parrocchia di San Leonardo, aveva quindi deciso a fine 2024 di partecipare ad un bando della Fondazione Comunitaria del Lecchese. Attesi i tempi tecnici necessari per la stesura del progetto, l’ottenimento dei permessi vari e lo svolgimento dei lavori, l’intervento si è concluso recentemente, a fine agosto 2026. Il costo dell’intervento – una spesa complessiva di 31.700 euro – è stato coperto attraverso un bando della Fondazione Comunitaria del Lecchese; nel dettaglio, 11.500 euro sono stati raccolti attraverso una sottoscrizione pubblica a cui hanno aderito una cinquantina di soggetti (privati cittadini ed aziende locali); 13.000 euro sono stati versati dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese a seguito della sottoscrizione pubblica e 7.200 euro sono stati versati dal Fondo Comunitario Malgratese.
La storia della cappella e gli interventi di restauro
La cerimonia, che ha visto la presenza di numerosi cittadini, si è aperta con i saluti del sindaco Michele Peccati, che ha ringraziato il Fondo della Comunità malgratese per aver portato avanti brillantemente il progetto di restauro, ottenendo un risultato “oltre ogni aspettativa”.
La parola è quindi passata a don Andrea Lotterio, parroco uscente della Parrocchia di San Leonardo di Malgrate (che ora ha assunto nuovi incarichi in territorio erbese), che ha ripercorso la storia della cappella, le cui origini risalgono probabilmente al Cinquecento, quando aveva la funzione di cappella di “Pieta” o suffragio; dopo la devastante peste del 1630 (di cui parla anche il Manzoni), la cappella assunse la funzione di luogo commemorativo per onorare le numerose vittime della pandemia, ospitando al suo interno le ossa di alcune di loro: teschi e resti ossei che tutt’oggi appaiono ancora ben conservati. Alcune leggende collegano però le origini di questo luogo ad un evento ancora più antico: la Battaglia di Malgrate del 1532, quando Gian Giacomo Medici, primo conte di Lecco, si contrappose al Ducato di Milano e il borgo fu teatro di una sanguinosa battaglia che vide l’annientamento dell’armata ducale, guidata da Accorsino da Lodi, che – leggenda vuole – sia sepolto proprio sotto la cappella (anche se scavando non è mai stata trovata traccia di alcuna tomba o lapide).

Don Andrea ha ricordato infine il forte simbolismo della cappella, riconducibile al “memento mori”, alla caducità della vita terrena e all’ineluttabile consapevolezza che, di fronte alla morte, siamo tutti uguali.
Spazio quindi all’intervento di Donatella Crippa, presidente del Fondo della Comunità malgratese, che esiste dal 2007 e che ogni anno mette a disposizione fondi per sostenere diversi progetti, soprattutto in ambito sociale. Quest’anno, però, il Fondo ha voluto sostenere questo intervento, reso possibile grazie alle numerose donazioni ricevute. Un intervento che, come ricordato da Paolo Dell’Oro, segretario della Fondazione Comunitaria del Lecchese (cui fa capo il Fondo di Malgrate), “ha unito Comune, Parrocchia, associazioni e donazioni importanti, e che esprime la rappresentazione di cosa può fare una comunità quando si unisce e condivide un obiettivo”.

Luzzana ha quindi ricordato il lungo iter dell’intervento di restauro: prima è stato necessario lavorare sull’impianto di copertura e sull’impianto di protezione dalle acque meteoriche; quindi sono state mappate tutte le problematiche del monumento, intervenendo punto per punto, accompagnando al lavoro di pulitura anche un’attenta messa in sicurezza, sia del colore che degli intonaci. “Il punto focale del nostro intervento – ha spiegato – è stato trovare il giusto equilibrio per rendere leggibili tutte le figure senza però fare il passo eccessivo di inventare o di aggiungere qualcosa che la storia non ci aveva consegnato. Siamo intervenuti anche sulla corretta conservazione delle ossa per garantire decoro alla memoria di chi riposa in questo luogo”.

La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro e con un momento di preghiera da parte di don Andrea, che ha ricordato i defunti che riposano nel luogo e ha benedetto il monumento e tutti i presenti. Un bene simbolo di Malgrate che finalmente viene restituito alla sua comunità, con la consapevolezza che, grazie a questo intervento di restauro, potrà continuare a far parte della storia del paese ancora per tanti anni, costituendo un filo simbolico, storico e religioso che unisce e unirà le generazioni vissute, che vivono e che vivranno nel borgo lariano.

Tutte le foto:
GUARDA LA GALLERY (17 foto)