Sicurezza

Il Taser arriva a Ballabio in dotazione alla Polizia Locale

Il comune alle porte della Valsassina è il primo in tutta la provincia di Lecco a dotarsi di questo dispositivo

Il Taser arriva a Ballabio in dotazione alla Polizia Locale

Ballabio accelera sul fronte della sicurezza e lo fa con una scelta destinata a far discutere. Nel pomeriggio di mercoledì 15 aprile 2026 l’amministrazione comunale ha presentato ufficialmente l’introduzione del Taser in dotazione alla Polizia Locale: due dispositivi modello 10, equipaggiati con microcamera integrata che si attiva automaticamente durante l’utilizzo.

Il Taser arriva a Ballabio in dotazione alla Polizia Locale

Un passaggio che segna un doppio primato: Ballabio è il primo Comune della provincia di Lecco ad adottare questo strumento e, allo stesso tempo, il più piccolo in Lombardia ad aver compiuto una simile scelta. A illustrarne le ragioni è stato il sindaco Giovanni Bruno Bussola, affiancato dall’europarlamentare Silvia Sardone e dal comandante della Polizia Locale Marco Maggio.

Per il primo cittadino si tratta dell’esito di un percorso costruito negli ultimi anni. «La sicurezza è una priorità concreta, non uno slogan», ha ribadito, ricordando gli interventi messi in campo: il rafforzamento dell’organico con tre agenti, la convenzione con Premana, Cortenova e Margno per la gestione condivisa dei servizi, ma anche un importante investimento sul fronte tecnologico. Dalle telecamere, passate da poche unità a oltre 60, fino alle fototrappole, alle nuove auto di servizio e alla strumentazione per i controlli su strada.

In questo contesto si inserisce il Taser, definito «un tassello ulteriore» per aumentare il livello di sicurezza, sia reale sia percepita. Bussola ha spiegato di aver maturato la convinzione della sua utilità dopo aver assistito personalmente a un controllo notturno degenerato in una situazione di tensione con un automobilista in stato di alterazione. «Non possiamo chiedere ai nostri agenti di tutelare i cittadini senza garantire prima di tutto la loro sicurezza», ha sottolineato, evidenziando come il dispositivo rappresenti un’alternativa intermedia rispetto all’uso dell’arma da fuoco.

Sul piano operativo è intervenuto il comandante Marco Maggio, che ha inquadrato il Taser all’interno di una strategia più ampia. «Non cambia il nostro approccio, che resta basato su dialogo e prevenzione», ha precisato, chiarendo che l’utilizzo delle armi rimane comunque l’extrema ratio. Il Taser, in questa logica, si colloca come strumento intermedio, da utilizzare con competenza e responsabilità. «Nella maggior parte dei casi è la capacità comunicativa a fare la differenza – ha aggiunto – ma avere a disposizione strumenti adeguati consente di gestire anche le situazioni più critiche riducendo i rischi».

Spazio poi all’intervento di Silvia Sardone, che ha sostenuto con decisione la scelta dell’amministrazione ballabiese. «Il Taser tutela tutti: cittadini, operatori e anche chi viene fermato, perché limita le conseguenze rispetto ad altri strumenti», ha affermato, rilanciando la necessità di una diffusione più ampia anche in altri territori. «La sicurezza è la prima forma di libertà e non dovrebbe essere oggetto di divisioni ideologiche», ha aggiunto, auspicando che l’esperienza di Ballabio possa fare da apripista.

L’avvio della sperimentazione arriva al termine di un iter articolato, seguito dal comando di Polizia Locale, e prevede l’impiego del dispositivo da parte di agenti appositamente formati sotto il profilo tecnico, sanitario e giuridico.

Con questa scelta, il Comune prova dunque a rafforzare ulteriormente la presenza sul territorio, puntando su un mix di risorse umane e tecnologia. Una linea che l’amministrazione rivendica con convinzione: «Quando diciamo che la sicurezza è una priorità – ha concluso Bussola – lo dimostriamo con i fatti».