Il Cornizzolo "regala" una conchiglia di 250 milioni di anni fa. La scoperta del lecchese Giamario Maver
Si tratta di un Conchodon, simbolo della Riserva naturale del Sasso Malascarpa

Una conchiglia di 250 milioni di anni fa: il monte Cornizzolo l'ha fortuitamente "donata" al lecchese Gianmario Maver, presidente del gruppo "I Beck", che nei giorni scorsi ha fatto la curiosa scoperta durante una tranquilla passeggiata. A raccontarlo è lui stesso.
Il Cornizzolo "regala" una conchiglia di 250 milioni di anni fa. La scoperta del lecchese Giamario Maver
"Mi piace scattare foto, ed ero incuriosito da alcuni fiori che si trovavano un po' fuori rispetto al sentiero - racconta Maver - Ad un certo punto mi è caduto l'occhio su uno strano 'sasso' a forma di cuore. Così ho scattato una foto".
Naturalmente, nell'epoca di ChatGPT, Maver non poteva che chiedere aiuto all'Intelligenza Artificiale, che, senza deludere, ha fornito la pronta risposta: "Si trattava di un Conchodon (un mollusco bivalve, ndr) - prosegue Maver - una particolare coincidenza visto che si tratta proprio del fossile dedicato all'abate Stoppani. E' un fossile raro, soprattutto date le sue dimensioni, lungo circa 17 centimetri. Tra l'altro, il Conchodon è anche il simbolo della Riserva Naturale del Sasso Malascarpa".
Prosegue quindi il presidente dei Beck: "Visto che sono in contatto con Sergio Poli, direttore della Riserva naturale del Sasso Malascarpa - pensa il caso - gli ho inviato la foto del fossile e ho deciso di donarlo al museo di Prim'Alpe; nei prossimi giorni lo porterò lì".
Una scoperta curiosa che ha emozionato il lecchese, sorpreso di ritrovarsi fra le mani il fossile di un antico mollusco, vissuto in un tempo così lontano che risulta difficile anche solo da immaginare, quando le nostre montagne erano fondali marini, popolati da creature come questa.
Intanto, Maver continuerà ad esplorare il territorio lecchese: il suo sogno - ha confidato - è dimostrare che sono proprio i nostri paesaggi a fare da sfondo ad alcuni celebri dipinti di Leonardo Da Vinci. In particolare, vorrebbe dimostrare che sullo sfondo della Gioconda si può notare il monte Regismondo... chissà se ci riuscirà!