Nei giorni scorsi il dibattito sulla scuola e sul valore dei classici è tornato al centro dell’attenzione nazionale con la proposta del Ministero dell’Istruzione Giuseppe Valditara di posticipare lo studio del romanzo manzoniano perché troppo complesso e non attuale. La polemica è scoppiata dopo la pubblicazione della bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei (ex programmi scolastici), in cui si legge che il celebre romanzo di Alessandro Manzoni non è più un “classico contemporaneo” invitando gli insegnanti a rimandare la lettura al quarto anno di scuola. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni che ha deciso di “replicare” al ministro con una lettera indirizzata al quotidiano La Repubblica , e poi ripostata in fb, che pubblichiamo integralmente.
dibattito
Gattinoni replica al Ministro Valditara: “I Promessi Sposi datato? Educhiamo i ragazzi al suo valore e alla complessità”
"Potremmo dire che I promessi Sposi sono il nostro “romanzo civile”, per i temi che attraversano il presente e che hanno contribuito a formare la nostra identità nazionale. Dire che non sono più contemporanei significa, forse, smettere di riconoscere quanto di noi stessi è ancora lì dentro"
Caro Direttore,
la ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi. Scrivo come Sindaco di Lecco, la città su “quel ramo del lago di Como” in cui Alessandro Manzoni ha ambientato I Promessi Sposi: un luogo in cui questo romanzo non è un ricordo lontano, ma parte viva del vissuto civile e culturale.
Ho letto le parole del Ministro Giuseppe Valditara, secondo cui Renzo e Lucia “non sono più contemporanei” e andrebbero rimandati dal programma delle scuole superiori a favore di libri più facili. Provo a rispondere con rispetto, ma anche con una convinzione netta: proprio perché viviamo tempi complessi, non possiamo permetterci di semplificare gli strumenti con cui li leggiamo.
I Promessi Sposi non sono solo un classico della letteratura: sono un romanzo che interroga e coinvolge i giovani su temi dirimenti come il potere e i suoi abusi, la giustizia e la responsabilità, la paura e il coraggio, la libertà di scelta, l’emancipazione della donna. Potremmo dire che I promessi Sposi sono il nostro “romanzo civile”, per i temi che attraversano il presente e che hanno contribuito a formare la nostra identità nazionale. Dire che non sono più contemporanei significa, forse, smettere di riconoscere quanto di noi stessi è ancora lì dentro.
Si può discutere del momento più adatto per affrontarli, certo. Ma non possiamo partire dall’idea che i ragazzi siano incapaci di confrontarsi con la complessità perché troppo giovani. È esattamente il contrario: è nella sfida con testi esigenti che si costruiscono pensiero critico, linguaggio, capacità di comprensione. Nella società di oggi invito addirittura, spesso, i ragazzi ad amare la complessità! Perché nella complessità sta il nostro comune futuro. Ridurre la difficoltà non sempre aiuta a crescere; a volte priva di occasioni decisive.
In questo percorso il ruolo degli insegnanti è fondamentale. Non solo per la preparazione disciplinare, ma per la capacità di rendere vivi i classici, di attualizzarli, di farli dialogare con il presente. È un compito alto, quello dei nostri professori, che merita fiducia, sostegno e riconoscimento per il valore sociale che esprime.
A Lecco lo vediamo ogni giorno. Abbiamo recentemente riqualificato e riaperto Villa Manzoni, grazie a un importante investimento pubblico sostenuto anche da fondi del PNRR, e già oggi accogliamo scuole da tutta Italia, e abbiamo riunito oltre 50 realtà cittadine intorno alla rinascita del patrimonio materiale e immateriale de I Promessi Sposi, grazie al progetto Lu.C.I.A., quale valore attuale e generativo per il territorio. Tutto questo non per celebrare un passato immobile, ma per offrire ai ragazzi un incontro vivo con una storia che li riguarda, improntato sul valore della lingua italiana e dei linguaggi compresi quelli multimediali, di espressività corporea, istallazioni artistiche.
Manzoni non è “facile”, ma la scuola non è il luogo dove tutto deve esserlo. È il luogo in cui si impara ad affrontare ciò che è complesso. E, proprio per questo, necessario.
Con viva cordialità,
Mauro Gattinoni Sindaco di Lecco
Città de I Promessi Sposi