L'intervista

Fondazione Lavello, il nuovo presidente è Pierluigi Donadoni: “Adesso costruiamo il futuro”

Sono diverse le iniziative allo studio del team di via Padri Serviti che, a oggi, può contare sull’aiuto del professor Fabio Bonaiti, storico del territorio, che diventerà a tutti gli effetti il referente scientifico della Fondazione

Fondazione Lavello, il nuovo presidente è Pierluigi Donadoni: “Adesso costruiamo il futuro”

Fondazione Lavello, il nuovo presidente è Pierluigi Donadoni: “Adesso costruiamo il futuro”. Un taglio netto col passato per salvare e rilanciare la Fondazione Santa Maria del Lavello. Per farlo, non servono parole rassicuranti, ma un intervento immediato per fermare l’emorragia di risorse e stabilizzare il bilancio. In poche parole: ridare battito ad un ente che rappresenta il cuore di un luogo da sempre al centro della cultura del territorio. Con questo spirito, Pierluigi Donadoni, pubblicitario ed ex amministratore calolziese, ha accettato la presidenza della Fondazione del Lavello. Non per ambizione o necessità, ma per amore e rispetto verso un luogo tanto caro non solo ai calolziesi.

Fondazione Lavello, il nuovo presidente è Pierluigi Donadoni: “Adesso costruiamo il futuro”

«La situazione la conosciamo tutti, i bilanci sono pubblicati e c’è poco da dire – spiega Donadoni – Non è un mistero anche il fatto che, già dal 2024, la Camera di Commercio voleva sfilarsi dalla Fondazione e a ruota anche la Regione. Con due soci su quattro, probabilmente l’ente avrebbe chiuso. In questi venti giorni di riflessione, ho capito che la volontà era quella di un cambiamento di rotta, un taglio netto. Per questo ho deciso di accettare la sfida che non sarà facile».

Il neo presidente, che nei giorni scorsi ha già preso possesso della Fondazione, è già al lavoro a tempo pieno con l’intero CdA per comprendere quali iniziative e azioni intraprendere per il rilancio dell’ente: «Da mesi la Fondazione è ferma. Gli obiettivi principali in questa prima fase sono due: riequilibrare il bilancio, anche onorando i debiti che si sono accumulati nel tempo, e costruire fondamenta solide e non di cartone su cui poter ricostruire tutta l’attività culturale. Non solo eventi però, l’intenzione è quella di coinvolgere sempre di più anche i privati, non solamente sotto l’aspetto prettamente economico, ma anche partecipativo nell’ente».

Per farlo sono diverse le iniziative allo studio del team di via Padri Serviti che, a oggi, può contare sull’aiuto del professor Fabio Bonaiti, storico del territorio, che diventerà a tutti gli effetti il referente scientifico della Fondazione.

«Il suo contributo sarà fondamentale per andare a ricreare anche tutta quella rete con le istituzioni, sia a livello territoriale che regionale, che negli ultimi anni si è andata via via sfilacciando – precisa Donadoni – Abbiamo un luogo di interesse storico che oggi è poco attrattivo. Per rilanciarlo servirà intercettare il flusso turistico che da anni attraversa la Valle San Martino, spostandosi da Bergamo verso il lago di Como». Un’opportunità, in questo senso, è rappresentata da un bando regionale, dedicato alle partecipate, su cui la Fondazione sta costruendo un nuovo progetto volto al cambiamento, deciso ma graduale.

«Da ragazzo vivevo a duecento metri dal monastero – conclude Donadoni con un “amarcord” – Giocavo a calcio nel Calolzio e gli spogliatoi erano dove oggi c’è la sala conferenze. Questo luogo fa parte della mia storia. Per questo ho detto: proviamoci».

La Camera di Commercio ha scelto Fabio Dadati per il Cda

Fabio Dadati irrompe sulla scena e spariglia le carte alla Fondazione Santa Maria del Lavello di Calolziocorte. La sua nomina nel Consiglio di Amministrazione, indicata dalla Camera di commercio di Como e Lecco, chiude una fase di incertezza e dà finalmente forma a un CdA che fino all’ultimo ha rischiato di non vedere la luce. Un ingresso che non passa inosservato e che potrebbe segnare un cambio di passo per il futuro del Lavello.

Le dimissioni improvvise di Giulio De Capitani , indicato dalla Regione Lombardia, avevano infatti lasciato il CdA in una situazione di stallo, con solo due membri su quattro pronti ad assumere formalmente l’incarico, seppur nei ruoli chiave di presidente e vicepresidente. L’intervento della Camera di Commercio, che da tempo non esprimeva un proprio rappresentante, ha però permesso di superare l’impasse e di sbloccare la situazione. Dadati affiancherà dunque il presidente Pierluigi Donadoni e il suo vice Gianluigi Valsecchi in attesa venga coperto il posto vacante nel CdA riservato a Regione Lombardia.

Nel frattempo, il nuovo Consiglio è già operativo e pronto a mettersi al lavoro. Il profilo dei componenti lascia intravedere prospettive interessanti per il futuro del complesso del Lavello: da un lato l’esperienza di Donadoni, pubblicitario di lungo corso con un solido background politico e amministrativo, dall’altro le competenze di Dadati, che potrebbero rivelarsi decisive per il rilancio turistico e strategico del complesso storico-religioso.