Il progetto di riconversione dell’ex sede della Banca Popolare di Lecco o ex Deutsche Bank in un hotel a quattro stelle da 140 camere è stato al centro della Commissione consiliare 5 del 12 febbraio 2026, chiamata ad approfondire il permesso di costruire e la convenzione urbanistica legata a uno degli interventi più rilevanti di rigenerazione urbana nel cuore della città.
Ex Deutsche Bank a Lecco: hotel a quattro stelle da 140 camere
A introdurre il tema è stato l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Rusconi, che ha chiarito come l’intervento rientri in un percorso già approvato nel dicembre 2021 su un ambito più ampio. «Quella di oggi è una deliberazione più puntuale – ha spiegato – che serve a riconvertire l’edificio a funzione ricettiva. L’intervento è conforme sia al Pgt del 2014 sia a quello recentemente approvato». Rusconi ha sottolineato l’esito positivo dell’istruttoria tecnica degli uffici comunali e il parere favorevole espresso dalla Commissione comunale per il Paesaggio, ricordando inoltre che il soggetto attuatore ha già provveduto alla rimozione dell’amianto e del cemento presenti sul tetto della struttura.
Nel dettaglio tecnico è entrato l’ingegner Crippa, precisando che titolare dell’operazione è Lariane Iniziativa Immobiliare. Il progetto non prevede ampliamenti volumetrici, ma l’adeguamento dell’altezza e la trasformazione della copertura da falde a piana praticabile nella zona di via Nazario Sauro. L’uso previsto è esclusivamente ricettivo, con 140 camere, mentre il piano interrato sarà destinato a parcheggio per un totale di 25 posti auto. Non sono previste opere a scomputo, ma il versamento degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione.
Elemento centrale della convenzione è la riqualificazione del portico e delle piazze Garibaldi e Affari, per un importo complessivo stimato in circa 600 mila euro. «L’obiettivo principale – è stato ribadito – è affrontare il degrado che insiste sull’area e rilanciare due delle piazze più importanti di Lecco, governando le criticità sociali già prima dell’apertura dell’albergo».
Sul tema parcheggi è intervenuto il consigliere Casto Pattarini, ricordando che la convenzione non prevede nuovi stalli perché non si tratta di una nuova edificazione. «Un albergo – ha osservato – avrà verosimilmente meno necessità di parcheggi rispetto alla banca, che registrava quotidianamente migliaia di accessi. È nell’interesse di tutti cogliere questa opportunità per la vitalità del centro, eventualmente migliorando alcuni aspetti della convenzione».
Più articolato l’intervento di Corrado Valsecchi, che ha richiamato l’attenzione sui costi elevati della rigenerazione, legati anche alla presenza diffusa di amianto, comprese le strutture strumentali interne. Valsecchi ha giudicato positivamente la scelta dell’hotel, ritenendo irrealistica l’ipotesi di trasferire lì il Comune con un investimento da 50 milioni di euro. Al tempo stesso ha sollevato dubbi sulla gestione dei cantieri e sui disagi per il vicinato, chiedendo chiarimenti su impalcature, tempi e interferenze. Ha inoltre espresso preoccupazione sul tema parcheggi, ricordando che in centro città sono scomparsi circa 200 posti auto, e invitando a pensare a soluzioni alternative, come silo o aree dedicate. Centrale, secondo Valsecchi, è anche il rapporto tra piazza Garibaldi e piazza Affari: «L’interconnessione deve restare aperta e presidiata. Un albergo dovrebbe contribuire anche alla vigilanza dell’area, per rimuovere il degrado esistente».
Il consigliere Alberto Anghileri ha posto l’attenzione sull’utilizzo di piazza Garibaldi per eventi culturali e ricreativi, chiedendo se cinema all’aperto, concerti e iniziative pubbliche potranno continuare a svolgersi nello stesso spazio o se verranno spostati. Ha inoltre domandato conferme sulla permanenza della statua di Garibaldi ed espresso il timore che una struttura alberghiera di grandi dimensioni possa limitare la programmazione di eventi, anche in vista dell’apertura del nuovo tribunale.
Critica anche Lorella Cesana, che ha sottolineato come molte problematiche del centro siano rimaste irrisolte negli ultimi anni. «Ancora una volta – ha osservato – il progetto arriva a ridosso del Consiglio comunale. Sarebbero servite più commissioni per approfondire aspetti che dalle carte non risultano chiari». Cesana ha manifestato preoccupazione per l’eternit presente nell’edificio, per il degrado sotto i portici e per la mancanza di dettagli su ristorazione, bar, modalità di realizzazione degli interventi e cronoprogramma. Ha inoltre chiesto chiarimenti su parcheggi convenzionati, accessi all’hotel, movimentazione dei materiali di cantiere e futuro delle attività che oggi animano piazza Garibaldi.
Alle sollecitazioni ha replicato l’assessore Rusconi, ricordando che gran parte delle risposte si trova nella documentazione distribuita e nella normativa vigente. «Quindici anni fa – ha affermato – qui c’erano il tribunale e 300 dipendenti della banca, senza il parcheggio della caserma. I parcheggi si gestivano diversamente. Oggi dobbiamo anche cambiare mentalità: le città europee funzionano con mezzi pubblici, taxi e mobilità alternativa. Dobbiamo sprovincializzarci».
L’ingegner Crippa ha infine fornito ulteriori chiarimenti: la convenzione durerà cinque anni, mentre i tempi esecutivi dell’albergo e delle piazze sono distinti. I lavori sull’hotel dovranno iniziare entro 12 mesi dal rilascio del permesso di costruire e l’apertura sarà possibile solo a riqualificazione di piazza Garibaldi completata. Le alternative progettuali della piazza dovranno garantire il mercato e le attività pubbliche; in una delle ipotesi è prevista una diversa collocazione del palco, mentre statua e aiuola resteranno invariate. Sui portici sono previste pulizia, riqualificazione e nuovi corpi illuminanti, con successivi passaggi autorizzativi.
Un confronto ampio, dunque, che ha messo in luce aspettative, timori e richieste di garanzie. Il progetto dell’hotel viene letto come un’occasione di rilancio, ma anche come una sfida complessa, destinata a incidere profondamente sull’equilibrio urbano e sociale del centro di Lecco.
