Droga nei boschi di Colico. Pasquini: "Non basta contrastare chi spaccia, serve spegnere la domanda"
"Fondamentale affiancare all’azione di repressione un forte investimento in prevenzione ed educazione"

"Il vero problema sta a monte, se qualcuno spaccia significa che qualcuno compra, magari anche solo per ‘sballarsi’ nel weekend": lo dice il consigliere provinciale Antonio Pasquini in una nota inviata alla nostra redazione in merito all'intervento dei Carabinieri che nei giorni scorsi hanno smantellato tre bivacchi utilizzati dagli spacciatori nei boschi di Colico. Di seguito riportiamo il suo comunicato.
Droga nei boschi di Colico. Pasquini: "Non basta contrastare chi spaccia, serve spegnere la domanda"
Nei giorni scorsi, grazie all’ intervento dei Carabinieri, sono stati smantellati nei boschi di Colico tre bivacchi utilizzati per lo spaccio di droga.
È doveroso riconoscere l’importanza dell’azione delle forze dell’ordine e il valore della tolleranza zero nei confronti di chi alimenta il traffico e lo spaccio di droga. Tuttavia, non possiamo dimenticare che il vero problema sta a monte, se qualcuno spaccia significa che qualcuno compra, magari anche solo per ‘sballarsi’ nel weekend. Se non si interviene anche sul fronte dei consumi, ogni operazione repressiva rischia di rappresentare soltanto una soluzione temporanea. Basti pensare a come il tratto della SS36 sia diventato negli ultimi anni un crocevia di spaccio e acquisto: per contrastare davvero il fenomeno è necessario impedire che vi sia chi va a comprare la droga, affrontando il problema alla radice.
Per questo credo che sia fondamentale affiancare all’azione di repressione un forte investimento in prevenzione ed educazione. Le istituzioni locali – Comuni, Provincia e scuole – devono collaborare per diffondere una cultura chiara e inequivocabile: la droga non è un passatempo, non è un modo per “tirarsi su” nel fine settimana, ma un inganno che distrugge salute, relazioni e prospettive di vita.
La premier Giorgia Meloni nella sua visita a San Patrignano ha fatto benissimo a lanciare un messaggio chiaro contro la droga e di speranza per chi cade in questo baratro -‘ La droga fa schifo, rende schiavi. Ma chi cade nella dipendenza non è perduto: troverà aiuto’ - E l’aiuto non può essere la sciagurata distribuzione gratuita di pipe per il crack come ha intenzione di fare il comune di Bologna.
Occorre sviluppare campagne di sensibilizzazione mirate, attivare percorsi di educazione nelle scuole e nei locali del divertimento, coinvolgere esperti e testimonianze dirette di chi ha vissuto e superato il dramma della dipendenza. Solo così i più giovani potranno essere messi davvero in guardia sui rischi concreti e devastanti legati all’utilizzo della droga.
Solo una doppia strategia che unisca repressione e prevenzione può portare risultati duraturi: da un lato contrastando chi vende, dall’altro riducendo e spegnendo la domanda che alimenta questo mercato. In questo modo, non solo si combatte lo spaccio nei boschi e nelle aree critiche del nostro territorio, ma si contribuisce a costruire una comunità più consapevole, sicura e capace di proteggere le persone dalle illusioni della droga.