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Critiche per la partecipazione di Luca Caremi alla commemorazione degli ufficiali RSI a Lecco

Caremi: "Chi vuole parlare di democrazia inizi da una cosa elementare: condannare senza se e senza ma odio, minacce e violenza. Tutto il resto è solo propaganda"

Critiche per la partecipazione di Luca Caremi alla commemorazione degli ufficiali RSI a Lecco

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Cambia Calolzio in merito alla partecipazione di Luca Caremi all‘omaggio ai repubblichini fucilati e la replica dello stesso consigliere provinciale e assessore alla Sicurezza del Comune di Calolziocorte.

Critiche per la partecipazione di Luca Caremi alla commemorazione degli ufficiali RSI a Lecco

Apprendiamo con forte perplessità la partecipazione di Luca Caremi, segretario della Lega Nord e rappresentante istituzionale sia a livello comunale che provinciale, alla commemorazione degli ufficiali della Repubblica Sociale Italiana fucilati a Lecco nell’aprile del 1945.
Una presenza che riteniamo politicamente e istituzionalmente discutibile, soprattutto alla luce del ruolo pubblico ricoperto e del contesto storico di riferimento.

È bene ricordare che quei fatti si inseriscono nei giorni della Liberazione, in un quadro segnato dalla lotta contro il nazifascismo. Le ricostruzioni storiche più accreditate collegano la fucilazione degli ufficiali RSI a responsabilità militari precise, tra cui episodi legati alla violazione della resa durante gli scontri. Non si tratta quindi di una vicenda neutra o semplicemente “umanitaria”, ma di un episodio complesso che richiama direttamente il contesto della guerra di Liberazione.

Proprio per questo motivo, riteniamo grave ogni tentativo – anche solo implicito – di alimentare ambiguità o letture revisioniste che possano mettere sullo stesso piano chi combatté per la libertà e chi scelse di sostenere un regime collaborazionista con l’occupazione nazista.

La partecipazione a iniziative di questo tipo, se non accompagnata da una chiara presa di distanza storica e politica, rischia di configurarsi come un ammiccamento verso narrazioni nostalgiche che nulla hanno a che vedere con i valori fondativi della nostra Repubblica.

Valori che trovano la loro massima espressione nella celebrazione del 25 aprile, momento in cui il Paese ricorda la fine del nazifascismo e la nascita della democrazia.

Per questo riteniamo che chi ricopre incarichi pubblici debba esercitare con maggiore responsabilità il proprio ruolo, scegliendo con chiarezza da che parte stare nella memoria collettiva del Paese.

Come Cambia Calolzio esprimiamo quindi una posizione netta:
nessuna ambiguità è accettabile quando si tratta dei valori della Liberazione, della Costituzione e della democrazia.

Invitiamo pertanto Luca Caremi a chiarire pubblicamente la propria posizione e a orientare la propria presenza istituzionale verso momenti che rappresentino in modo inequivocabile i principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana.

Cambia Calolzio

Dichiarazione di Luca Caremi sulla polemica delle commemorazioni

Il “risveglio” improvviso di chi oggi si scandalizza è francamente ridicolo. Si accorgono solo ora del mio percorso politico, che non ho mai nascosto né rinnegato? Faccio politica da quando avevo 15 anni e non ho nulla da giustificare a nessuno.

La mia presenza alla commemorazione è cosa nota da anni. Non è una novità, non è una provocazione: è una scelta coerente, legata al rispetto per giovani vite spezzate in una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Solo chi è in malafede può trasformare un momento di memoria in uno scandalo.

Chi oggi pontifica farebbe meglio a studiare prima di parlare. Le ricostruzioni storiche che vengono sbandierate sono parziali e comode. Quel periodo fu una guerra civile, punto. Una realtà riconosciuta da storici seri, non da improvvisati commentatori a gettone. E nelle guerre civili emergono violenze, vendette e tragedie da ogni parte. Fingere il contrario è propaganda.

Ma il punto più grave è un altro, ed è qui che cade ogni maschera.

Si attacca chi partecipa a una commemorazione autorizzata dalla Questura, regolarmente comunicata e svolta nel rispetto delle regole. E nello stesso tempo si chiude un occhio — o entrambi — su una manifestazione non autorizzata, dove si sono sentiti slogan ignobili, minacce esplicite e richiami a omicidi e stragi.

Questo non è doppiopesismo. Questo è complicità politica.

Chi ha gridato certe frasi ha riportato in piazza il linguaggio dell’odio e dell’intimidazione. E chi oggi non prende le distanze, chi finge di non vedere, chi balbetta giustificazioni, se ne assume la responsabilità.

Altro che indignazione: qui siamo davanti all’ipocrisia allo stato puro. Si pretende di dare lezioni mentre si tollerano comportamenti che nulla hanno a che vedere con la democrazia.

La realtà è semplice: si costruisce una polemica artificiale per colpire un avversario politico, sperando di spostare l’attenzione da fatti ben più gravi. È un gioco vecchio, scoperto e sempre meno efficace.

Chi vuole parlare di democrazia inizi da una cosa elementare: condannare senza se e senza ma odio, minacce e violenza. Tutto il resto è solo propaganda.

Luca Caremi
Consigliere Provinciale
Assessore al Comune di Calolziocorte
Segretario cittadino Lega Salvini Premier (ricordate a Cambia Calolzio che dal 2017 esiste la Lega Salvini Premier)