salute

"Connessioni in rete": il primo progetto regionale di integrazione tra sociale e sanità è lecchese

A Lecco, su 30 medici di base, 27 hanno aderito alla piattaforma su cui condividere con gli assistenti sociali le informazioni dei pazienti cronici e fragili

"Connessioni in rete": il primo progetto regionale di integrazione tra sociale e sanità è lecchese
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Condividere i dati sulla situazione sociale e sanitaria di pazienti fragili sta diventando una prassi consolidata a Lecco, candidandosi come il primo progetto sperimentale di questo tipo in Regione Lombardia. Si tratta di "Connessioni in rete", un piano di integrazione sociosanitaria  che coinvolge i soggetti che presentano patologie croniche, che si avvale di una piattaforma per condividere le informazioni sulle persone prese in carico sia dai servizi sociali del Comune di Lecco sia dai medici di base, riuniti sotto il cappello della cooperativa Cosma. L'iniziativa (che ha preso piede a livello pratico per esigenze legate alla pandemia e che poi è diventata più strutturata) era stata presentata durante una conferenza stampa lo scorso ottobre in Comune, e ieri pomeriggio, mercoledì 6 marzo 2024, la riunione della Commissione consiliare III è stata l'occasione per fare una sintesi di questi mesi di lavoro. Presenti Emanuele Manzoni, assessore al Welfare del Comune di Lecco, Desirée Bonacina, responsabile del Sid (Servizi Integrati per la Domiciliarità) e il dottor Marco Magri, presidente della Cooperativa Cosma.

"Connessioni in rete": il primo progetto regionale di integrazione tra sociale e sanità è lecchese

"Tutti sappiamo che entro la fine dell'anno si dovrebbe riuscire a consegnare alla cittadinanza la Casa di comunità di via Ghislanzoni, ma vogliamo arrivare a quel momento organizzati e con una rete solida che opera sul territorio - ha spiegato Manzoni - Non dobbiamo considerare questo luogo come un luogo fisico, ma soprattutto come un luogo fatto di persone al servizio di altre persone ed è qui che può andare a concretizzarsi quel concetto di integrazione che spesso viene sbandierato ma che poi non viene messo in campo. In questo scenario, in accordo con Asst che è titolare dell'intervento della Casa di comunità, si inserisce il modello positivo di Connessioni in rete: un progetto sperimentale che è anche all'attenzione di Regione Lombardia, la quale attenderà tutti i dati di questa fase preliminare per analizzare gli esiti di quanto stiamo facendo sul territorio".

Marco Magri, presidente di Cosma

Il modello dell'integrazione socio-sanitaria per i pazienti cronici

Un esempio virtuoso di condivisione dati che è stato reso possibile grazie a una creazione ad hoc di una piattaforma sulla quale medici e assistenti sociali possono inserire e condividere le informazioni sulle persone seguite, mettendo così in campo le azioni più idonee per il suo benessere. "Pensiamo a un paziente cronico, che magari deve ingerire 5 o 6 pastiglie al giorno, in diversi orari, ma che vive solo e che inizia ad avere problemi di memoria. La condivisione di queste informazioni tra tutti i professionisti coinvolti permettere di attivare una rete di supporto, anche attraverso il volontariato, oppure recuperando i rapporti famigliari, per far sì che le indicazioni del medico vengano seguite e per avere un continuo monitoraggio della persona", ha spiegato Magri. Per far sì che le cose funzionino su più larga scala, questo dialogo tra le parti deve essere esteso, così Cosma (che raggruppa il 75% dei medici di base di tutta la provincia) ha coinvolto i 30 dottori di base operanti a Lecco e ben 27 hanno deciso di aderire al progetto, accedendo a questa piattaforma creata ad hoc per instaurare un dialogo con gli assistenti sociali per prendersi cura al meglio dei pazienti cronici. Non solo. Magri ha anche portato il progetto alla conoscenza dei rappresentanti regionali e sta intavolando un dialogo con il presidente di Federfarma Lecco Andrea Braguti per coinvolgere anche i farmacisti, che spesso sono i primi a raccogliere i bisogni dei cittadini e a conoscere molto bene i pazienti del proprio territorio di competenza. D'altronde bastano i numeri per comprendere quanto questo metodo di lavoro possa rappresentare una svolta: ad oggi i piani assistenziali per patologie croniche vedono 20mila pazienti coinvolti, determinando che circa il 78% degli over 65 ha almeno una patologia cronica e oltre l'80% degli 80enni ne ha almeno una.

Al centro Desirée Bonacina

L'aumento delle fragilità sociali

D'altronde, sempre più spesso, i bisogni sanitari si legano anche ai bisogni sociali, in continua crescita, come esposto da Bonacina che ha fatto una breve ma esaustiva carrellata di dati inerenti al 2023 sulle attività dei servizi sociali a Lecco: "Sono stati seguiti 299 nuclei famigliari di cui 153 completamente nuovi per un totale di 611 soggetti presi in carico. Oltre ai servizi Sid sono stati attivati anche 247 situazioni Sad, ossia il Servizio di Assistenza Domiciliare (che prevede anche assistenza, cura e igiene personale. Un dato secondo me importante riguarda anche le circa 30/35 persone in età tardo adulta che sono state prese in carico dal Sid perché fragili, e sempre una trentina sono i soggetti che hanno manifestato un disagio psichico la cui causa però è di difficile definizione. Infine sono state avviate 23 pratiche per amministratori di sostegno e sono tantissime, una media di due al mese".

Le criticità del Sistema sanitario nazionale

Nel confronto con i consiglieri presenti, oltre al plauso per il lodevole progetto che promuove la collaborazione dei professionisti impegnati nel mondo socio-sanitario, sono emersi anche alcuni temi più critici come la preoccupazione per il continuo sovraccarico di pazienti per i medici di base, gli enormi ritardi nel prenotare le visite all'interno del Sistema Sanitario Nazionale che ha, sostanzialmente, fatto naufragare i Piani di Assistenza Individuale per i malati cronici proprio a causa delle lunghe liste di attesa, e anche la preoccupazione per l'aumento delle fragilità come la solitudine e la perdita di fiducia nei confronti dei medici e del sistema sanitario, oltre alla perdita di relazioni all'interno della famiglia (cattivi rapporti con figli, nipoti, ecc.. che vanno recuperati nel momento del bisogno). "L'argomento è ampio e purtroppo non abbiamo la bacchetta magica - ha ammesso Magri - ma sicuramente con tenacia e fiducia possiamo portare avanti dei piccoli tasselli che potranno poi formare una catena, noi speriamo, virtuosa".  "I professionisti e gli enti del terzo settore sono una fonte preziosa per noi - ha concluso Bonacina - Collaboriamo con tante realtà come Auser e Anteas che danno supporto con la telefonia sociale e il servizio di trasporto. Risolveremo del tutto il problema della solitudine? No. Ma questo ci permette di migliorare un po' la situazione? Assolutamente sì. Da questo punto di vista il territorio è vivo ed esempi simili esistono: pensiamo allo Spazio Accoglienza e Salute in piazzale dei Cappuccini, le attività de Il Giglio e il patto di collaborazione e cura  a Pescarenico".

 

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