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Ciop, Lilly e Pippo, tre scoiattoli che non sapevano.... di essere grigi

Quando i volontari del Cras li hanno trovati erano a terra, i loro corpi erano freddi e ghiacciati tanti che sembravano morti.

Attualità Lecco e dintorni, 23 Ottobre 2021 ore 16:16

Rimasti soli nel bosco dopo essere caduti da un albero, a poche ore di vita, orfani della loro mamma, sarebbero sicuramente morti sotto una gelida pioggia senza l'intervento rapido e salvifico dei volontari del CRAS Stella del Nord di Calolzio. della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente: questa la storia di tre cuccioli di scoiattolo grigio recuperati da persone che, ogni giorno, si dedicano anima e corpo alla protezione degli animali. Le loro vicende saranno narrate a “Dalla Parte degli Animali”, la trasmissione ideata e condotta dall'on. Michela Vittoria Brambilla, che è anche presidente di LEIDAA, in onda domenica 24 ottobre, alle 10.55 su Rete4. “La fauna selvatica è un patrimonio di tutti noi eppure in questo paese non è conosciuta ed è troppo spesso perseguitata. Proprio come per le persone, anche per gli scoiattoli non deve essere il colore a determinare i diritti: sia che abbiano il pelo rosso o grigio devono essere comunque protetti".

 

Ciop, Lilly e Pippo, tre scoiattoli che non sapevano.... di essere grigi

Quella di Ciop, Lilly e Pippo è la storia di tre scoiattoli che non sapevano di essere grigi: quando i volontari del Cras li hanno trovati erano a terra, i loro corpi erano freddi e ghiacciati da farli sembrare morti. Erano nati da poche ore e la possibilità di salvarli era davvero disperata. Ma le volontarie del Cras – capitanate dalla nostra Valentina – li hanno subito curati, riscaldati e hanno dato loro un latte speciale proveniente dagli Stati Uniti: dopo vari tentativi, i piccolini hanno cominciato a reagire positivamente, mostrando segni di vita fino ad attaccarsi con la bocca a una siringa più grande di loro, per succhiare il latte proprio come avrebbero fatto dalla loro mamma. Nei giorni successivi i tre scoiattolini sono cresciuti in calde copertine di pile, fra baci e coccole, felici e fieri di essere scoiattoli.

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Solo dopo ancora un po' di tempo hanno aperto gli occhietti: l'ultimo passaggio che, in natura, li rende finalmente pronti ad affrontare la vita. Da quel momento sono diventati ancora più simpatici, affettuosi e soprattutto allegri: hanno cominciato a saltare dappertutto tanto che i volontari hanno deciso di metterli in una grande voliera, dove potessero sfogare la loro incontenibile vitalità e continuare lo svezzamento. Poi per i piccoli è arrivato il momento della triste presa di coscienza: il loro pelo è diventato grigio, la loro libertà sarebbe stata negata.

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“Purtroppo - commenta l'on. Brambilla - quello della crescita è stato anche il momento in cui prendere atto che si trattava di scoiattoli grigi: una specie cui, nel nostro paese, non viene data cittadinanza ma che anzi si pensa spesso di “eradicare” - termine di un orribile grigiore burocratico - con ogni mezzo. Animali che non hanno alcuna colpa, importati – raccontano le cronache – dagli Stati Uniti da una signora di Genova Nervi, diversi anni fa, che, in assenza di limitazioni, hanno fatto ciò che fa ogni essere vivente: riprodursi e spostarsi da un territorio all'altro, con conseguenze problematiche per lo scoiattolo rosso, la nostra specie autoctona, e l'ecosistema. Questi tre scoiattolini non potranno mai essere liberi in natura: il nostro Cras ne avrà cura per tutta la loro vita, ma è triste pensare a quanti piccoli come loro vengono perseguitati in Italia. In Emilia-Romagna, ad esempio, fino a una settimana fa il loro destino era quello di essere catturati e uccisi in vere e proprie mini camere a gas sature di anidride carbonica: la regione ha dovuto fare dietrofront solo dopo una decisa battaglia che ho condotto in prima linea, insieme alla Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e a tanti animalisti. Anche in futuro non arretreremo di un millimetro nella battaglia contro le istituzioni che vorranno abbattere qualsiasi specie, giudicata invasiva o comunque pericolosa: l'unica strada retta e morale per contenere queste e altre specie, che scontano i disastri dell'uomo, è la sterilizzazione. Un grazie speciale ai meravigliosi volontari del nostro Cras che, ogni giorno, combattono per dare una nuova vita a tanti animali selvatici di cui nessuno di interessa e che, anzi, persone insensibili e senza cuore vorrebbero cacciare, braccare o sterminare”.