A Calolziocorte si accende il dibattito interno all’ANPI in vista delle celebrazioni del 25 aprile, dopo la presa di posizione della sezione Valle San Martino e la successiva replica del presidente provinciale Enrico Avagnina.
25 Aprile: polemica sul corteo di Calolzio
La sezione locale, in un comunicato diffuso nei giorni scorsi, ha spiegato di aver chiesto al Comune che la ricorrenza della Liberazione fosse anche occasione di riflessione sul presente internazionale, con un riferimento esplicito ai conflitti in corso. Nel testo si legge infatti la richiesta di trasformare il 25 aprile in un momento per “dire no al genocidio del popolo palestinese”, oltre che per esprimersi contro “tutte le guerre in atto” e contro quella che viene definita “l’apologia ideologica sulla militarizzazione”.
La posizione richiama anche l’articolo 11 della Costituzione, citato nel comunicato nella parte in cui afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Nel merito delle celebrazioni locali, la sezione Valle San Martino aveva inoltre chiesto di modificare il percorso della manifestazione, evitando soste presso monumenti legati alle organizzazioni combattentistiche e limitando i momenti commemorativi ai luoghi della Resistenza antifascista. Una richiesta che, secondo quanto riportato, non è stata accolta. Da qui la decisione di non partecipare al corteo, pur mantenendo la presenza ai discorsi ufficiali.
La posizione è stata sintetizzata nella scelta di non aderire alla sfilata, ritenuta non coerente con l’impostazione richiesta dalla sezione, mentre viene annunciata la volontà di promuovere in futuro iniziative “in cui il 25 aprile si parli solo di Resistenza e antifascismo”.
A stretto giro è arrivata la replica del presidente dell’ANPI provinciale di Lecco, Enrico Avagnina, che ha preso le distanze dal comunicato della sezione locale, chiarendo che la decisione non era stata condivisa a livello provinciale.
In una nota articolata in più punti, Avagnina ha precisato che la scelta di non partecipare al corteo sarebbe legata a un disaccordo sul percorso istituzionale e, in particolare, “sull’opportunità o meno di rendere omaggio a tutti i monumenti che ricordano i caduti delle guerre”.
Il presidente provinciale ha inoltre sottolineato che il direttivo non era stato informato della decisione, esprimendo sorpresa per la diffusione del comunicato. Ha poi ribadito che il testo della sezione non rappresenta la posizione dell’ANPI provinciale, che invece conferma la partecipazione “senza distinguo” alle manifestazioni istituzionali del 25 aprile, nel segno dell’unità della Festa della Liberazione dal nazifascismo.
Nel caso specifico di Calolziocorte, Avagnina ha ricordato anche l’esistenza di un “positivo rapporto di collaborazione” con l’amministrazione comunale per iniziative legate alla memoria della Resistenza e delle deportazioni.
Infine, l’appello rivolto agli iscritti della sezione Valle San Martino: partecipare comunque al corteo secondo il programma ufficiale, ricondotto nell’alveo delle celebrazioni istituzionali.
Il confronto, pur interno all’associazione, evidenzia dunque due diverse sensibilità sul significato e sull’impostazione delle celebrazioni del 25 aprile: da un lato una lettura più ampia e attualizzata della ricorrenza, dall’altro la linea provinciale che ribadisce la centralità unitaria e istituzionale della Festa della Liberazione.