cerimonia emozionante

Calolziocorte: Targa della Solidarietà Alpina 2026 a Doralice Valsecchi

A ritirarla è stato il figlio Ivan, con la voce rotta dall’emozione: “A nome della famiglia, ringrazio il gruppo Alpini, sempre attento alle opere di solidarietà. Questo premio racconta anche l’impegno silenzioso e grande di mia mamma.”

Calolziocorte: Targa della Solidarietà Alpina 2026 a Doralice Valsecchi

Nella mattinata di oggi, domenica 18 gennaio 2026, la sala “Papa Giovanni XXIII” di Calolziocorte si è illuminata di emozione e gratitudine durante l’assemblea annuale del gruppo Alpini “Pippo Milesi”. Tra i sorrisi, gli applausi e un silenzio carico di rispetto, è stata consegnata la Targa della Solidarietà Alpina 2026 a una donna il cui cuore ha sempre battuto per gli altri: Doralice Valsecchi, vedova dello storico capogruppo Mario Lino Panzeri.

Mario Lino Panzeri, che guidò le penne nere locali con saggezza e dedizione per trent’anni, è scomparso  lo scorso ottobre. Oggi, il suo spirito sembra rivivere nel gesto semplice e potente di Doralice: una vita dedicata al servizio, alla parrocchia, al gruppo Missionario, a chi ha bisogno. La motivazione del premio lo dice con parole piene di rispetto: “Una donna che, con discrezione e costanza, ha sempre sostenuto le iniziative della comunità, testimoniando una fede concreta, vissuta attraverso la solidarietà e l’aiuto agli ultimi.”

Calolziocorte: Targa della Solidarietà Alpina 2026 a Doralice Valsecchi

Per motivi di salute, Doralice non ha potuto ricevere personalmente la targa. A ritirarla è stato il figlio Ivan, con la voce rotta dall’emozione: “A nome della famiglia, ringrazio il gruppo Alpini, sempre attento alle opere di solidarietà. Questo premio racconta anche l’impegno silenzioso e grande di mia mamma.”

La cerimonia è cominciata con l’Inno di Mameli, un momento che ha unito tutti i presenti in un brivido di orgoglio e commozione. Tra loro, il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi, il vice sindaco Aldo Valsecchi, e il capo gruppo della sezione Claudio Prati, a testimoniare quanto la solidarietà e l’amore per la comunità possano diventare un’eredità senza tempo.

In quella sala, tra parole, sorrisi e lacrime, si è respirata la bellezza di un gesto semplice ma straordinario: riconoscere chi, con discrezione e amore, ha saputo rendere il mondo un posto migliore, un piccolo passo alla volta.

Mario Stojanovic