Oltre 700 studenti in marcia per la pace a suon di musica e messaggi contro la guerra. Al grido di “Cosa vogliamo tutti? La pace!“, un fiume colorato di striscioni, canti e sorrisi ha attraversato questa mattina, mercoledì 25 marzo 2026, le strade di Calolziocorte. Non una semplice passeggiata, ma una vera e propria dichiarazione collettiva: oltre 700 bambini e ragazzi, dal nido alla scuola secondaria di primo grado, hanno dato voce a un unico messaggio, chiaro e potente: stop alle guerre, spazio alla pace.
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Oltre 700 studenti in “Marcia per la pace”
La settima edizione della Marcia per la Pace, promossa dall’Istituto Comprensivo di Calolziocorte nell’ambito del progetto “Scuole di pace… per la pace” con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, ha trasformato la città in un grande laboratorio a cielo aperto di educazione civica, solidarietà e partecipazione.
Il punto di ritrovo è stato piazzale Marinai d’Italia, in località Lavello, dove intorno alle 10.30 sono confluiti i tre cortei partiti in contemporanea dai plessi scolastici di Vercurago, Foppenico e Sala. Un percorso simbolico che ha unito idealmente scuole e territori diversi sotto un’unica bandiera: quella della convivenza pacifica.
A partecipare sono state numerose realtà scolastiche del territorio: le scuole dell’infanzia di Erve, Lavello, Sala e Foppenico, le scuole primarie di Erve, Foppenico, Sala e Carenno, la scuola secondaria di Vercurago, la scuola paritaria Caterina Cittadini, con alunni dall’infanzia alle medie e una rappresentanza dell’asilo nido di Calolziocorte. Presenti anche i baby sindaci e i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi, a testimonianza di un impegno che parte proprio dalle nuove generazioni.

“Sono qui come sindaco dei ragazzi perchè oggi è un giorno importante, oggi è il giorno in cui ricordiamo che non tutti hanno la fortuna di vivere come vitiamo noi, di avere la pace – hanno affermato i sindaci dei ragazzi – Spesso pensiamo che la pace sia qualcosa di lontano. Ma la verità è nelle piccole cose. La pace nasce proprio da noi, dalle nostre scelte di ogni giorno e la pace è quando scegliamo di ascoltare invece di urlare. È quando rispettiamo chi è diverso da noi. È quando aiutiamo qualcuno in difficoltà invece di girarci dall’altra parte. Non sono grandi cose, ma sono quelle che ci aiutano a costruire la pace. Bastano parole gentili, inclusione, coraggio nel dire “non è giusto” quando vediamo qualcosa che ferisce gli altri. La pace inizia quando noi iniziamo a credere che sia possibile, perché dobbiamo iniziare del nostro piccolo, costa fatica, ma ne vale la pena”.
Per gli amministratori dei “grandi”, hanno presenziato all’evento il vice sindaco di Calolziocorte Aldo Valsecchi, il sindaco di Vercurago Roberto Maggi e il vice sindaco di Carenno Nicola Pigazzini. Presente anche il responsabile del settore Servizi alla persona di Calolziocorte Edoardo Riva.

“Oggi è una giornata speciale – ha esordito Valsecchi – Speciale perchè ci siete voi. Oggi non abbiamo fatto una semplice passeggiata ma una marcia, per arrivare a un grido di pace. Questo è un momento importante. Oggi voi appartenete a questa città e ogni cosa che farete sarà un passo avanti per il futuro. La gentilezza è importantissima come il sorriso. Chiudo dicendo che Charlie Chaplin diceva ” Che un giorno senza sorriso è un giorno perso”. Vi invito a non perdere giorni, continuiamo a sorridere e stare bene insieme”.
Dopo l’intervento di Pigazzini, che ha portato i ringraziamenti e i saluti dell’Amministrazione carennese, la parola è passata a Maggi: “I confini non ci sono. Abitiamo tutti nello stesso mondo e nello stesso territorio. Questo significa che dobbiamo andare tutti d’accordo tra di noi. Forse gli adulti in questo momento non stanno dando un buon esempio. Probabilmente perchè non hanno mai fatto una marcia della pace e non hanno mai riflettuto su questo tema. Ci sono regole da rispettare: la gentilezza è importante e comprende amicizia, amore, aiuto reciproco. Solo con quello si potrà avere la pace”.
“L’uomo nella sua evoluzione ha imparato a controllare l’istinto – la chiosa di Maggi – Noi non dovremmo più fare la guerra ma parlare, dire a tutti, dai genitori ai compagni, che dobbiamo fare la pace per essere uomini migliori che vivono senza confini. Siete voi ragazzi il nostro futuro di pace”.
Musica, riflessioni e un muro di pace costruito dai bambini
La manifestazione è stata scandita da momenti di festa e riflessione: canti, coreografie e interventi degli studenti più grandi hanno dato ritmo alla mattinata, trasformando la marcia in un momento di condivisione autentica.
Tra i momenti più significativi, la costruzione simbolica di un grande muro della pace, composto da mattoncini colorati realizzati da ogni bambino. Su ciascuno, un messaggio, un pensiero o un disegno dedicato ai valori della fratellanza e della non violenza. Un muro non per dividere, ma per unire, con una finestra aperta verso l’esterno come simbolo di dialogo e speranza.
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La marcia è stata però solo il punto di arrivo di un lavoro portato avanti durante tutto l’anno scolastico, con attività dedicate ai temi della pace, della solidarietà e della cura degli altri. Un percorso reso possibile anche grazie alla collaborazione con diverse associazioni del territorio, tra cui Emergency, i Volontari del Soccorso, le Guardie Ecologiche, Cocci Solidali, City Angels e Spazio Condiviso.
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Particolarmente significativo anche il progetto che ha coinvolto alcune classi e la RSA Madonna della Fiducia, con laboratori intergenerazionali capaci di mettere in dialogo bambini e anziani, creando ponti tra esperienze e sensibilità diverse.
Quando la pace parte dai più piccoli
In un periodo storico segnato da tensioni internazionali e conflitti sempre più vicini anche nel racconto quotidiano dei media, la risposta arrivata dalle scuole di Calolziocorte è stata semplice quanto potente: educare alla pace fin da piccoli è il primo passo per costruire un futuro diverso. E per qualche ora, tra cartelloni colorati e voci piene di entusiasmo, Calolziocorte è diventata davvero la città della pace.
Al termine dell’evento, a ciascun rappresentante delle scuole, sono stati donati i braccialetti della pace.
Foto e servizio Mario Stojanovic