lezione diversa dal solito

Calolzio: il tricolore spiegato agli studenti dagli alpini

Nella mattinata di oggi, gli alpini di Calolziocorte sono entrati nella scuola media Manzoni per spiegare e raccontare ai ragazzi la storia delle penne nere

Calolzio: il tricolore spiegato agli studenti dagli alpini
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Le origini del tricolore e la storia del Corpo Nazionale degli Alpini spiegate ai ragazzi. A salire in cattedra nella mattinata di oggi, lunedì 18 marzo 2024, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera (tradizionalmente celebrata il 17 marzo), sono stati gli alpini del gruppo Ana Pippo Milesi di Calolziocorte che hanno incontrato ben cinque classi della scuola media Manzoni.

Calolzio: il tricolore spiegato agli studenti dagli alpini

Le penne nere calolziesi hanno ripercorso insieme ai ragazzi, all’interno di un breve intervento, le origini e la storia del Corpo, attraverso le vicende storiche e militari ma anche l’impegno attuale e quotidiano nel sociale e nella comunità, non solo a Calolziocorte ma su tutto il territorio nazionale.

“Questa iniziativa - ha spiegato il vicecapogruppo Valentino Mainetti - viene riproposta ogni anno ormai dal 1990 e rappresenta un’occasione preziosa per veicolare nei giovani i nostri valori. Veri e propri semi che speriamo possano crescere forti in coloro che domani, saranno il nostro futuro”.

Nei prossimi giorni l’Alpino Carlo Viganò, ma anche il capogruppo Claudio Prati e Carlo Malugani (già consigliere provinciale delegato all’Istruzione) continueranno ad incontrare le scuole della città per poi terminare, il prossimo 23 aprile, nella sede di via Alla Ca’ dove arriveranno i bambini delle scuole primarie.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla vicepreside vicaria Brunella Frigerio che ha ricordato come i ragazzi siano “sempre molto interessati e coinvolti dai racconti degli alpini”.

“Siamo sempre ben lieti di accogliere nella nostra scuola questa iniziativa - ha continuato Frigerio - che non vediamo come “una perdita di tempo” ma bensì come una vera e propria lezione di educazione civica. Speriamo che il segno lasciato nei nostri studenti possa dare realmente i suoi frutti nel loro percorso futuro”.

Luca de Cani

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