24 ASST e 5 ATS lombarde, per un totale di 50 progetti presentati: sono questi i numeri della Call “Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare”, promossa da LIUC Business School tramite l’Osservatorio sulle Performance Organizzative Sanitarie e Socio-Sanitarie – PERFORMA.
Nel corso del convegno svoltosi martedì 3 novembre 2026 nell’Aula Bussolati della LIUC – Università Cattaneo (tra gli intervenuti – in collegamento – anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso) sono stati presentati i progetti ideati dalle Direzioni Socio-Sanitarie delle ASST e delle ATS, suddivisi in tre aree: prevenire, promuovere, generare salute/prendersi cura: fragilità, disabilità e percorsi centrati sulla personai/Integrare i modelli, riprogettare i processi. Tra i progetti presentati, anche due di ASST Lecco.
Call “Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare”: tra i progetti presentati, anche due di ASST Lecco
“Obiettivo della Call, giunta alla sua seconda edizione – spiega Emanuele Porazzi, direttore dell’Osservatorio PERFORMA della LIUC Business School – è promuovere progettualità innovative in grado di generare valore per il sistema sanitario e per il paziente, e con potenziale di esportabilità o generalizzabilità in altri contesti territoriali regionali. Prevenzione e promozione della salute sono il focus del 30% dei progetti, seguite dall’integrazione dei modelli organizzativi e dalla riprogettazione dei processi socio-sanitari e assistenziali (rispettivamente 24 e 16% del totale dei progetti). Fragilità e disabilità e Patient-centered care con il 14 e il 10% si collocano nella fascia mediana, mentre sono ancora piuttosto basse le percentuali relative ai progetti incentrati su tecnologie digitali e Intelligenza Artificiale (4%) e sugli approcci data-driven a supporto della governance (2%). Aspetto fondamentale è poi la misurazione dell’impatto delle diverse iniziative, che diventa sempre di più parte della progettazione e strumento di governo, utile a orientare investimenti e decisioni. Collegare obiettivi, indicatori e risultati consente infatti di valutare insieme esiti clinici, esperienza assistenziale, accessibilità, conseguenze organizzative e risorse, rendendo espliciti gli eventuali compromessi”.
“Dobbiamo cercare di esportare anche in altri settori, oltre a quello sanitario, un’analisi delle best practices come quella che l’Osservatorio PERFORMA della LIUC Business School ha sviluppato in questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso – Il nostro sistema sanitario è stato in grado in questi anni di reggere a situazioni violentissime, con tagli e blocchi di assunzioni, soprattutto nel secondo decennio di questo millennio. Troppi cambiamenti a livello politico e la complessa gestione del COVID hanno portato a piegare le forze del nostro personale sanitario. La struttura regge, ma la situazione è sempre più complessa e sotto forte pressione. Il punto cruciale non è però l’aspetto meramente economico, ma la necessità di una riorganizzazione del sistema stesso e di una razionalizzazione delle risorse. Regione Lombardia è tra le regioni che possono contare su una maggiore solidità e continua a lavorare sull’eliminazione degli sprechi. La Call dell’Osservatorio PERFORMA pone le basi per ragionare sui progetti in essere e prendere decisioni per il futuro”.
I progetti di ASST Lecco
Tra i progetti presentati, anche due di ASST Lecco: “One Stop Fragility – Un accesso per la presa in carico integrata della persona anziana fragile nelle Case di Comunità” e “Obesity Community Care: dalla Casa di Comunità alla presa in carico integrata della persona con obesità”.
“One Stop Fragility” è un modello innovativo di presa in carico rivolto prioritariamente alla persona anziana fragile e al caregiver, con accesso programmato nella Casa di Comunità. A seguito dell’intercettazione, viene attivato un percorso coordinato che concentra, ove possibile nella stessa giornata, valutazione infermieristica multidimensionale, medica, sociale e, se indicata, riabilitativa. L’équipe condivide gli esiti, definisce bisogni e priorità e predispone un unico Piano Assistenziale Individualizzato, individuando un referente del percorso. L’innovazione consiste nel superare la frammentazione dei singoli accessi, ricomponendo in un unico percorso bisogni e risposte. Sono previsti strumenti standardizzati, agenda dedicata e tracciabilità degli interventi. Il modello sarà avviato in una Casa di Comunità pilota, monitorato a 3, 6 e 12 mesi e successivamente esteso sulla
base degli esiti.
“Obesity Community Care” propone un modello territoriale di presa in carico della persona con obesità centrato sulla Casa di Comunità. L’accesso può avvenire su invio delle cure primarie o dei servizi della rete territoriale o specialistica. Il paziente viene sottoposto a valutazione antropometrica, nutrizionale, dei principali fattori di rischio e comorbidità, con stratificazione della complessità assistenziale. Viene quindi definito un percorso personalizzato che integra intervento nutrizionale, promozione dell’attività fisica, educazione terapeutica e, quando indicato, valutazione medica e specialistica. Il modello prevede il raccordo tra professionisti della Casa di Comunità, dietista, cure primarie e specialisti, con follow-up programmato e rivalutazione degli esiti. La Casa di Comunità assume così una funzione di regia, garantendo prossimità, continuità e appropriatezza e orientando ai livelli specialistici i pazienti a maggiore complessità.
Un tema, quello della sanità territoriale, a cui LIUC dedica non solo attività di ricerca come quella presentata durante il convegno, ma anche grande attenzione anche nell’ambito dei corsi di laurea, con una specializzazione in Gestione Integrata delle Aziende e dei Servizi in Sanità per la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale e, anche per gli studenti della laurea triennale, un corso specifico sul Design dei Servizi Territoriali.
