Dalla siccità ai campi allagati nel giro di poche ore. I violenti temporali che nella notte hanno attraversato il territorio lariano, con piogge intense e forti raffiche di vento, segnano una brusca cesura dopo l’estate più calda mai registrata in Lombardia dalla serie storica iniziata nel 1951. Nelle campagne delle province di Como e Lecco sono in corso le verifiche dei tecnici di Coldiretti dopo le prime segnalazioni di terreni e appezzamenti invasi dall’acqua.
Bombe d’acqua sui campi, Coldiretti Como-Lecco: “Terreni allagati dopo una stagione segnata dalla siccità”
È il volto estremo di una stagione che ha sottoposto l’agricoltura lariana a una pressione senza precedenti: prima settimane di caldo persistente e siccità, ora precipitazioni concentrate in poche ore che i terreni faticano ad assorbire e che, anziché ricostituire gradualmente le riserve idriche, possono trasformarsi in ruscellamento e allagamenti.
La perturbazione era stata preceduta dall’allerta arancione per precipitazioni intense, temporali, possibili grandinate e raffiche di vento. Coldiretti Como Lecco sta raccogliendo in queste ore le segnalazioni delle aziende per valutare eventuali danni alle colture ancora in campo e alle strutture agricole.
“Siamo passati in pochissimo tempo dai terreni secchi alle precipitazioni violente – sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – È esattamente il tipo di andamento che mette maggiormente in difficoltà l’agricoltura: non serve soltanto acqua, serve che arrivi nei tempi e nei modi che permettono ai terreni e alle colture di utilizzarla. Dopo un’estate durissima, una bomba d’acqua non recupera ciò che è già stato perso e può, al contrario, provocare nuovi problemi proprio mentre ci avviciniamo alle raccolte autunnali”.
Nel trimestre giugno-agosto 2026 la temperatura media regionale è stata di 3,1 gradi superiore alla media climatica 1991-2020
A certificare l’eccezionalità dell’estate appena conclusa sono anche i dati di Arpa Lombardia. Nel trimestre giugno-agosto 2026 la temperatura media regionale è stata di 3,1 gradi superiore alla media climatica 1991-2020: è il valore più alto della serie storica iniziata nel 1951 e supera anche le estati del 2003, che avevano fatto registrare un’anomalia di +2,8 gradi, e del 2022, con +2,7.
Il caldo record ha avuto una fotografia precisa anche sul Lario. Il 5 agosto a Porlezza il termometro ha raggiunto 38,8 gradi. A Como città, alla stazione meteorologica dell’Aero Club, l’11 agosto sono stati toccati 37,4 gradi. Sul versante lecchese la stazione Arpa di via Sora ha registrato l’8 agosto una punta di 37,5 gradi, massimo orario dell’estate, mentre a Olginate l’11 agosto sono stati raggiunti 37,2 gradi.
Non sono stati però soltanto i picchi a pesare sull’agricoltura, quanto soprattutto la durata delle fasi calde e l’assenza prolungata di piogge regolari. Il bilancio tracciato da Coldiretti Como Lecco nel corso dell’estate aveva già indicato perdite produttive sul mais non inferiori al 40% nelle situazioni più colpite, con particolare sofferenza negli appezzamenti non irrigui o raggiunti dall’acqua in maniera discontinua.
Pesantissimo anche il conto sui prati: il secondo taglio del fieno è risultato in molte aree praticamente azzerato dalla mancata ricrescita dell’erba. Una situazione che ha ridotto le scorte destinate agli allevamenti e costretto diverse aziende a programmare maggiori acquisti di foraggio. In oltre il 30% dei campi di pianura, dopo la raccolta dei cereali autunno-vernini, non è stato inoltre possibile effettuare normalmente la seconda coltura, con problemi in particolare per mais e soia di secondo raccolto.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche in montagna, dove pascoli secchi e disponibilità ridotta di erba hanno costretto in alcuni casi gli allevatori a trasportare fieno dalla valle per alimentare gli animali in alpeggio.
Il caldo ha modificato persino il calendario delle produzioni: nei vigneti lariani la vendemmia è partita quest’anno con circa due settimane di anticipo rispetto alla media, uno degli effetti più evidenti dell’accelerazione dei cicli vegetativi provocata dalle alte temperature.
Pioggia concentrata in pochi episodi temporaleschi
“Il problema non è più soltanto la singola giornata eccezionale, è una successione sempre più rapida di estremi: lunghi periodi senza acqua, temperature elevatissime e poi precipitazioni concentrate e violente – aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco Luciano Salvadori – Per le imprese agricole significa dover gestire contemporaneamente minori produzioni, maggiori costi e un’incertezza crescente. La gestione dell’acqua e la capacità del territorio di trattenerla saranno una delle sfide decisive per il futuro dell’agricoltura lariana”.
Il paradosso dell’estate 2026 è infatti anche idrico. Pur con precipitazioni estive complessivamente nella norma a livello regionale, Arpa evidenzia come la pioggia si sia concentrata spesso in pochi episodi temporaleschi, lasciando le riserve disponibili sotto la media per tutta la stagione irrigua, con deficit superiori al 50% tra luglio e agosto.
Le precipitazioni di queste ore potrebbero dunque segnare la fine della lunga fase di caldo, con un abbassamento delle temperature previsto nell’ordine degli 8-10 gradi, ma non cancellano le conseguenze di un’estate che nelle campagne di Como e Lecco ha già lasciato il segno.