dibattito politico

Barzio rinuncia a 353 mila euro di fondi Pnnr destinati al miglioramento dei servizi ambientali in quota

Il finanziamento copriva quasi integralmente un intervento complessivo da 360mila euro, ritenuto strategico per la gestione dei rifiuti in un’area a forte vocazione turistica come quella dei Piani di Bobbio

Barzio rinuncia a 353 mila euro di fondi Pnnr destinati al miglioramento dei servizi ambientali in quota

Barzio torna al centro del dibattito politico dopo la rinuncia a oltre 353mila euro di fondi PNRR destinati al miglioramento dei servizi ambientali in quota. Il finanziamento, assegnato nel luglio 2023 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al progetto presentato dall’amministrazione guidata da Giovanni Arrigoni Battaia insieme a Silea, copriva quasi integralmente un intervento complessivo da 360mila euro, ritenuto strategico per la gestione dei rifiuti in un’area a forte vocazione turistica come quella dei Piani di Bobbio.

Barzio rinuncia a 353 mila euro di fondi Pnnr

Il progetto prevedeva una serie di interventi articolati: la realizzazione di un centro di raccolta per i rifiuti prodotti dai rifugi montani, un’ecostazione a Barzio, una casetta ecologica a Concenedo e un distributore automatico di sacchi con codice identificativo. Un pacchetto di opere pensato per modernizzare il sistema di raccolta, ridurre l’impatto ambientale e rispondere all’aumento delle presenze turistiche, sia nel periodo invernale sia durante la stagione estiva.

Nel corso del 2023 e del 2024 l’amministrazione Arrigoni Battaia aveva seguito l’intero iter amministrativo e progettuale insieme a Silea. In particolare, a seguito del ripensamento del Comune di Valtorta sulla localizzazione iniziale, era stata ottenuta dal MASE la delocalizzazione del centro di raccolta ai Piani di Bobbio, su area comunale, mantenendo così in vita il finanziamento. Tutte le modifiche al cronoprogramma erano state approvate dal Ministero, consentendo di arrivare alla soglia della fase esecutiva con la copertura economica garantita.

Con le elezioni del giugno 2024 e l’insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Andrea Ferrari, l’indirizzo politico cambia. La Giunta decide di rivedere l’impostazione del progetto, riportando l’ipotesi del centro di raccolta a Valtorta e chiedendo al Ministero un’ulteriore variazione. Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025 viene quindi commissionata a Silea un’analisi tecnico-economica per valutare la sostenibilità dell’intervento, analisi che stima costi di gestione superiori ai 50mila euro annui. Sulla base di queste valutazioni, giudicate non sostenibili nel medio-lungo periodo, la Giunta Ferrari approva nel settembre 2025 una delibera con cui rinuncia integralmente al finanziamento PNRR.

Una scelta che segna una discontinuità rispetto al percorso avviato dalla precedente amministrazione e che apre un confronto politico in Consiglio comunale. Secondo la minoranza consiliare, la decisione sarebbe stata assunta senza considerare in modo completo le alternative già approvate dal MASE, in particolare il mantenimento del centro di raccolta ai Piani di Bobbio. Viene inoltre sottolineato come non siano stati adeguatamente valutati i costi già sostenuti per la progettazione, né le spese che il Comune dovrà eventualmente affrontare con risorse proprie qualora decidesse di dotarsi comunque di ecostazione e distributori automatici. Per l’opposizione, la rinuncia al finanziamento rappresenta la perdita di un investimento pubblico rilevante, con possibili ricadute negative sulla qualità dei servizi ambientali offerti.

Alla ricostruzione della minoranza replica l’amministrazione comunale, che definisce il progetto impraticabile soprattutto sotto il profilo economico e ambientale. La Giunta evidenzia le criticità legate all’area dei Piani di Bobbio, tra vincoli, usi civici, interferenze con attività agricole e sportive e la complessità gestionale di un’area di raccolta in quota. Viene inoltre ribadito che la decisione è il risultato di un lungo lavoro di analisi con i soggetti coinvolti, supportato da pareri tecnici unanimi.

Pur rivendicando la natura politica della scelta, l’amministrazione assicura che il tema della gestione dei rifiuti in quota resta una priorità e che sono allo studio soluzioni alternative, considerate meno impattanti e più sostenibili dal punto di vista economico. Un confronto che, alla luce delle posizioni emerse, appare destinato a proseguire, in un contesto in cui la gestione dei servizi ambientali in montagna continua a rappresentare una sfida centrale per il territorio.

Andrea Gianviti