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Valsassina

Attrezzature ultra speciali per gli uomini del Soccorso Alpino

Una piccozza, ramponi e moschettoni ultralight acquistati con il contributo della Fondazione comunitaria del Lecchese e della Bcc Valsassina

Attrezzature ultra speciali per gli uomini del Soccorso Alpino
Attualità Valsassina, 21 Ottobre 2021 ore 20:23

Nuove attrezzature ultra speciali per gli uomini del Soccorso Alpino della stazione Valsassina Valvarrone. Una dotazione fornita da Camp, nota azienda di Premana, leader nel settore dell'attrezzatura outdoor e del lavoro in altezza, acquistata grazie al contributo di due significative realtà del territorio: la Fondazione Comunitaria del Lecchese e la Banca di Credito Cooperativo della Valsassina.

Attrezzature ultra speciali per la Stazione Valsassina Valvarrone

L'iniziativa è stata presentata questa mattina, nella sala conferenze dell'istituto di credito, a Cremeno. Padrone di casa il presidente della stessa Bcc, Giovanni Combi, con lui Maria Grazia Nasazza numero uno della Fondazione. Ospiti, in rappresentanza del corpo volontari del Soccorso alpino valsassinese, il capostazione Alessandro Spada con Marco Anemoli, delegato della XIX Delegazione Lariana, ma anche Giovanni Codega responsabile commerciale Italia di Camp.

Il contributo di Fondazione Lecchese e Bcc Valsassina

L'incontro è stato anzitutto occasione per illustrare il quadro attuale e le prospettive future della stazione valsassinese che opera nel territorio montano compreso tra Balisio e Colico. Ma soprattutto per affermare, fuori di retorica,  il fondamentale presidio del Soccorso Alpino, garantito da volontari che all'alta professionalità del loro operato uniscono autentica passione e profonda umanità.

"Il compito della Fondazione  è trovare compagni di viaggio con i quali  condividere iniziative a sostegno di chi sa fare bene quello che fa" ha detto la presidente Maria Grazia Nasazzi, con riferimento al coinvolgimento e alla pronta adesione della Bcc Valsassina.  Le due istituzioni hanno messo a disposizione 12mila euro per l'acquisto di tre diverse attrezzature che permetteranno ai soccorritori della Stazione Valsassina di operare al meglio e in piena sicurezza. "Per noi è stato più che naturale accogliere l'invito della Fondazione a farci partner di questa iniziativa. Già in passato siamo stati vicini alla Stazione Valsassina Valvarrone quando si è trattato di acquistare un nuovo mezzo. E lo saremmo ancora in futuro" ha detto il presidente Combi. "L'acronimo Bcc è ormai inteso come Banca cooperativa di comunità e il Soccorso Alpino è davvero una delle più belle espressioni di questa comunità".

Volontari di altissima professionalità e profonda umanità

Definire "volontari" gli uomini del Soccorso alpino a ben guardare può suonare riduttivo" la riflessione del capostazione Alessandro Spada. "Si tratta in realtà di professionisti della montagna che svolgono gratuitamente un servizio. Con passione e sacrificio, perché non dimentichiamo che si rischia anche la vita". Ma la gratuità è "una prerogativa imprescindibile dei nostri soccorritori alpini" come ha sottolineato ancora Spada: "Tante volte si sta accanto ai famigliari delle persone disperse con il magone". Spada ha ricordato con riconoscenza le parole della famiglia della donna lecchese, Anita Pinchetti, vittima di un incidente di montagna qualche settimana fa:

"Nel buio più tetro, la luce è stata portata da ogni professionista che ha partecipato all’operazione di ricerca.  Esseri umani, prima di qualsiasi uniforme indossata. Abbiamo visto negli occhi di queste persone la tenacia di chi, in quella valle, stava cercando la propria madre, moglie, figlia, sorella, zia e amica.  Siamo fieri di aver conosciuto uomini e donne di una competenza ammirevole e di una forza incredibile. Persone che più che un lavoro, portano avanti una missione".

L'impegno  riguarda anche l'aggiornamento continuo dei volontari. "E posso davvero dire che nessuno lo fa meglio di noi, nessuno come noi è in grado oggi di mettere a disposizione anche competenze sanitarie negli interventi che opera in emergenza" ha affermato con giusto orgoglio Spada.  Non è mancato il ringraziamento alle aziende di cui i volontari sono lavoratori:  quando scatta l'emergenza  il dipendente lascia il suo posto di lavoro per adempiere al ruolo di operatore del soccorso in virtù della Legge che dal 2001 regola questa possibilità, "ma è fondamentale la complicità del datore di lavoro".

Piccozza, ramponi e moschettoni ultralight

L'illustrazione dei nuovi strumenti è stata affidata a Andrea Gianola, giovane vicecapostazione. Si tratta di una piccozza d'alpinismo Xlite  multifunzione, capace di fungere da picca per il ghiaccio, paletta, martello. E poi ramponi Alpinist Pro,  che attraverso la sostituzione del puntale possono diventare anche  ramponi da cascata di ghiaccio. Infine moschettoni in alluminio, iper leggeri e tuttavia  capaci di reggere carichi da 40 kN. Quelli finora in dotazione erano da 20KN: per noi significa poterne usare uno solo anziché due, con un risparmio di peso molto importante considerando i casi in cui occorre camminare a lungo portando l'attrezzatura nello zaino" ha sottolineato Alessandro Spada.

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La montagna emblema di valori di vita per i ragazzi

"La montagna è esigente e richiese serietà e riconoscimento del proprio limite. E' una scuola di vita" ha detto la presidente della Fondazione Lecchese Nasazzi, auspicando che la formazione orientata alla conoscenza della montagna e dei suoi valori si allarghi a coinvolgere un numero maggiore di ragazzi. "Il linguaggio della montagna può essere di grandissimo aiuto per conoscere le proprie possibilità, ma anche i propri limiti, per sapersi controllare attraverso regole, ad apprendere il senso della fatica, il valore della responsabilità. Dietro tutto questo c'è il senso della vita. E voi soccorritori alpini sapere richiamare a tutto questo senza tanti giri di parole. siete emblema di serietà, professionalità, ma anche di grande umanità".