Un’opera d’arte che nasce sul palco e si completa grazie al pubblico: è questa la particolarità dell’evento che si è tenuto mercoledì 4 febbraio 2026 a Officina Badoni di Lecco, con la partecipazione di Maria Grazia Nasazzi Colombo, presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese, Irene Riva, presidente di Femminile Presente, l’artista Marco Menaballi, autore del quadro, Renata Zuffi, assessore con delega Ambiente, Mobilità e Pari Opportunità, e altri collaboratori dell’associazione Femminile Presente.
Un’opera d’arte che dialoga con il pubblico a Officina Badoni
A prendere subito le redini del momento di condivisione del quadro è stata Maria Grazia Nasazzi, spiegando che l’iniziativa è un semplice messaggio di speranza: «Non si tratta di qualcosa campato per aria, ma di portare in risalto le cose belle che abbiamo attorno». Riva, invece, ha sottolineato l’importanza della loro parola d’ordine, che portano in giro per le scuole: “reciprocità”, un valore che andrebbe rafforzato e diffuso. «Sono orgogliosa, felice e onorata di essere qui – ha dichiarato la presidente dell’associazione, spiegando il senso del dono – offriamo questo quadro alla Fondazione Comunitaria Lecchese per testimoniare la nostra riconoscenza».

Tre parole, ha aggiunto, che raccontano perfettamente l’impegno di Femminile Presente: appartengo, sostengo, curo, perché l’obiettivo è anche trasmettere un momento per pensare a sé stessi. A dare significato all’opera è stato l’artista Marco Menaballi, che ha invitato i presenti a leggere il quadro come una storia aperta: «Questo quadro è un momento fermo nel tempo: sta all’osservatore capire cosa ci sarà dopo», ha spiegato, parlando di difesa e attacco dall’aggressione e del bisogno di fermarsi a riflettere. «Bisogna pensare, perché il tempo è relativo».

Un messaggio condiviso anche dall’assessore Renata Zuffi, che ha ringraziato l’organizzazione per aver costruito dialogo e speranza nella comunità, richiamando i simboli dell’opera: «Il verde di sfondo è il colore della speranza».
Il messaggio finale di Femminile Presente è stato chiaro: «Non fateci diventare eroiche noi donne: sappiamo difenderci, chiediamo agli uomini di cambiare».