LA DISCUSSIONE

Approvato in Consiglio comunale il progetto di rigenerazione dell’ex Banca Popolare di Lecco

Un nuovo hotel a quattro stelle nel cuore della città ridisegna il futuro dell’ex stabile Deutsche Bank di piazza Garibaldi a Lecco e riporta il tema al centro dell’aula consiliare

Approvato in Consiglio comunale il progetto di rigenerazione dell’ex Banca Popolare di Lecco

Un nuovo hotel a quattro stelle nel cuore della città ridisegna il futuro dell’ex Banca Popolare di piazza Garibaldi a Lecco e riporta il tema al centro dell’aula consiliare. Nella serata di ieri, lunedì 24 febbraio 2026, il Consiglio comunale ha approvato l’intervento di rigenerazione urbana, con due voti contrari e l’astensione della minoranza, dopo che alcune perplessità erano già emerse in commissione.

Approvato in Consiglio comunale il progetto di rigenerazione dell’ex Banca Popolare di Lecco

A ripercorrere l’iter è stato l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Rusconi: la procedura ha preso avvio il 16 ottobre, quando la Lariana Iniziative Immobiliari Srl ha presentato richiesta di permesso di costruire convenzionato in sostituzione del piano attuativo, corredata da una perizia asseverata che attestava lo stato di dismissione e le criticità dell’immobile, configurandolo – secondo la normativa regionale – come caso di “degrado urbanistico, edilizio e sociale”.

Il progetto autorizzato prevede la ristrutturazione dell’edificio e la sua trasformazione in una struttura ricettiva da 140 camere, con spazi di servizio e aree dedicate a soggiorno e ritrovo. La deroga concessa riguarda la modifica di una parte della copertura, che passerà da falde a piana. Tra gli impegni assunti dal soggetto attuatore figurano l’asservimento perpetuo ad uso pubblico di 271 metri quadrati di area esterna, il versamento degli oneri e la riqualificazione di piazza Garibaldi, di un tratto di via Tommaso Grossi, del portico e del passaggio coperto tra piazza Affari e piazza Garibaldi, per un investimento complessivo di circa 600mila euro.

Il tema dei parcheggi ha occupato una parte significativa degli interventi. Rusconi ha chiarito che una quota sarà ricavata nell’interrato dell’edificio e che per il fabbisogno residuo il proponente si è impegnato a reperire o convenzionare ulteriori posti auto. Non essendoci aumento di superficie, la normativa non impone la realizzazione di nuovi stalli.

Una lettura che non ha convinto tutti. Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia) ha evidenziato come il centro sia il rione più popoloso, con commercio e turismo in crescita ma senza un adeguato sistema di sosta: «Non possiamo colpevolizzare chi possiede un’auto, mentre nel Pgt si prevede ulteriore sviluppo senza un serio ragionamento sui servizi». Di segno diverso l’intervento di Stefano Villa (Ambientalmente), che ha richiamato il percorso di progressiva riduzione del traffico privato nel centro storico, sottolineando come la città stia andando verso modelli di mobilità differenti.

Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) ha posto l’attenzione sulla futura gestione della struttura: «Non c’è un fondo o una catena alle spalle dell’operazione. Ci sarà una cessione o una locazione? E a chi? Parliamo del salotto buono della città». Lorella Cesana (Lecco Ideale) ha chiesto chiarimenti sui presupposti della rigenerazione urbana e sui benefici connessi, domandandosi se gli elementi indicati possano davvero configurare una situazione di degrado. Sulla stessa linea Stefano Parolari (Lega), secondo cui con criteri così ampi si rischia di applicare lo strumento in modo estensivo, svuotando di significato il nuovo Pgt. Giovanni Tagliaferri (Orizzonte per Lecco) ha infine osservato che un intervento di tale portata avrebbe meritato tempi di approfondimento più ampi, soprattutto in relazione alla riqualificazione complessiva della piazza e al tema dei parcheggi.

Anche tra i banchi della maggioranza non sono mancate riflessioni: i consiglieri di Cambia Lecco hanno espresso il timore che piazza Garibaldi possa trasformarsi nel “cortile dell’albergo”, con possibili ripercussioni sugli eventi consolidati negli anni, dalla pista di pattinaggio al palco estivo. Per il dem Casto Pattarini, tuttavia, sugli interrogativi «prevalgono gli elementi di prospettiva».

L’operazione è ora avviata sul piano amministrativo, ma resta aperta la questione più ampia: come coniugare investimenti privati, qualità urbana e servizi in uno dei luoghi simbolo della città.

Andrea Gianviti